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Lesmo, l’Università liberale pronta a settembre

May 26, 2008 by juble

da Il Giorno 24/05articolo di ANTONIO CACCAMO
A villa Gernetto di Lesmo si lavora a pieno ritmo per aprire l’ateneo voluto dal premier

— LESMO —
A VILLA GERNETTO c’è un gran movimento. Gli operai sono al lavoro già da qualche settimana. Quella che è stata un antico monastero e, in tempi più recenti, il centro di formazione di Credito Italiano, sembra destinata a diventare la sede dell’università del pensiero liberale. L’ateneo potrebbe aprire i battenti già a settembre, comunque prima delle elezioni europee del 2009. Silvio Berlusconi ci crede.

POCHI MESI fa ha sborsato 35 milioni di euro per acquistare la villa Somaglia, detta il Gernetto, a metà strada tra Arcore e Macherio, paesi che ospitano le due storiche dimore brianzole della famiglia Berlusconi. L’edificio, con tanto di giardino a terrazze sul Lambro, offre 380mila metri quadri, 35 aule informatizzate, un’aula magna per le conferenze e cento stanze per gli studenti. L’apertura dell’università è vista come il tentativo di spodestare il dominio della sinistra nel mondo accademico, affermare le idee liberali, formare una classe dirigente moderata. «I lavori di ristrutturazione sono stati avviati - conferma il sindaco di Lesmo, il leghista Marco Desiderati -. Sono seguiti dalla Soprintendenza ai Beni culturali in quanto il Gernetto è un edificio sotto tutela. Silvio Berlusconi è stato visto più volte visitare il cantiere, che evidentemente segue con grande attenzione e personalmente». Secondo il primo cittadino lesmese «potrebbe essere già pronta a settembre». Anche perché dal punto di vista burocratico non ci sono varianti urbanistiche da fare: «La villa, utilizzata per anni come centro di formazione, ha già una destinazione che permetterebbe di ospitare un ateneo», sottolinea il sindaco.
A Lesmo, considerato la Beverly Hills in formato brianzolo, guardano con attenzione a quanto sta succedendo a villa Somaglia. Il paese, dove vivono molti vip, è già sede di un centro socio-assistenziale della Lega del Filo d’oro, sorto su un terreno donato dalla famiglia Fossati, fondatrice della Star. Un’università farebbe alzare ancora di più le quotazioni di Lesmo: «Sarebbe una presenza di grande prestigio», aggiunge Desiderati, che vuole approfittare di questa opportunità: «Spero di avere un interlocutore privilegiato per concretizzare le possibilità che questa iniziativa può offrire al nostro paese». Prestigio a parte, il primo cittadino lesmese pensa all’indotto che potrebbe creare nel settore alberghiero, della ristorazione e dei servizi. Della volontà di aprire un’Università del pensiero liberale, il Cavaliere aveva parlato due anni fa visitando un’altra villa, quella Borromeo di Arcore, di proprietà del Comune, davvero malmessa, che attende una ristutturazione. Sembrava una cosa buttata lì. Invece era un progetto già allo stato nascente. L’università - per usare le parole dello stesso Berlusconi - nasce per scardinare il «monopolio della sinistra in campo culturale».

NELLE INTENZIONI dell’attuale premier, l’università sarà configurata sul modello dei college statunitensi. Un vero e proprio campus con posti letto per studenti e professori, attrezzature sportive, biblioteche. Un ateneo privato, con tanto di rette, e borse di studio per gli studenti meritevoli che non potrebbero permettersi la retta. Le facoltà inizialmente saranno quattro: Economia e Commercio, Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze della Comunicazione. Prima di tornare al governo, il Cavaliere ha visitato anche possibili altre sedi, come la villa Palmieri, descritta nel Decamerone del Boccaccio, a San Domenico, vicino Fiesole. Ma alla fine la scelta sarebbe caduta sulla Brianza, terra a cui è molto legato, visto che la villa San Martino di Arcore è stata la culla di Forza Italia, della Casa delle Libertà e ora del Partito del Popolo della Libertà. A insegnare saranno chiamati i maggiori esponenti del pensiero liberale. Ma sono previste anche lezioni con ex statisti come George Bush padre, Tony Blair, Bill Clinton, Junichiro Koizumi, Josè Maria Aznar, Michael Gorbaciov o imprenditori del calibro Bill Gates.

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