di Alessandro Crisafulli
DESIO — «Ragazzi, dove andiamo stasera?». Non certo a Desio. È sempre più difficile, infatti, che compagnie di giovani scelgano Desio per trascorrere una serata in compagnia, bevendo qualcosa con musica di sottofondo. Non per qualche tipo di prevenzione, ma perché l’offerta di locali è sempre più magra, ormai ridotta all’osso: negli ultimi mesi sono ben tre i locali serali che hanno chiuso i battenti o stanno per farlo. Prima la chiusura dell’Hitchcock Cafè nel centro parrocchiale di via Conciliazione, che era diventato un punto di riferimento sociale e culturale per giovani da tutta la Brianza, poi il fallimento del progetto «BarBiere» l’innovativo locale di via Lombardia unico in Italia dove ci si poteva sistemare l’acconciatura sorseggiando un drink, fra piccoli concerti e sfilate di moda; adesso anche il Train Blues Pub di via Gabellini è pronto ad alzare bandiera bianca.
Per un motivo o per l’altro, i punti di ritrovo serali si contano ormai su una mano, e avanza anche qualche dita (anche se non manca qualche temerario che prova ad aprire). Una situazione che non è certo degna di una delle «capitali» della Brianza, che vuole giocare un ruolo di primo piano nell’ambito della nuova provincia. Ma perchè si è creata? «Purtroppo è così - dice Marzio Mattiolo, 29 anni, che lavorava all’ormai sciolto Osservatorio giovanile della città e adesso opera per una cooperativa che si occupa di prevenzione di alcool e droga su strada insieme ai ragazzi del comprensorio desiano -. Io sono di Desio ma non ho mai frequentato la città per uscire in compagnia la sera. Si va sempre da altre parti, magari in comuni anche più piccoli della Brianza, come Giussano o Carate, oppure si arriva fino a Bergamo. E per tutti i ragazzi di Desio che conosco è lo stesso».
Il giovane aggiunge: «Non è tanto un problema di spazi, perché qualche locale esiste, ma di offerta: se si cerca della musica dal vivo, delle serate con dibattiti o presentazioni interne al locale, dei piccoli cineforum, non si trova nulla in città . Bisogna capire il gusto dei ragazzi, capire che cosa vogliono davvero per trascorrere la serata».
Il prossimo locale a chiudere sarà il Train Blues, che comunque cerca un altro posto in città : «Perché qui con tutti i problemi che hanno sollevato i residenti non posso più stare - dice Massimo Olla, uno dei due gestori -. Adesso abbiamo bisogno di un altro posto, sempre in città , perché la licenza vale per qui. A Desio comunque locali per giovani che funzionano non esistono, la città non offre davvero niente, basta fare il paragone con Seregno o con altre realtà anche più piccole. E noi che ci siamo e abbiamo creato il nostro giro di clienti siamo costretti ad andarcene perché diamo fastidio. Desio è una città chiusa, che non dà stimoli né opportunità ai giovani: da fuori non viene nessuno, infatti tutti i nostri clienti sono del posto».
«Il problema è la gestione dei locali che non funziona - aggiunge il proprietario dell’immobile dove c’era il BarBiere, dove si sono già alternati tre gestori -. Da altre parti infatti ci sono locali che vanno a gonfie vele e che attirano i ragazzi come le calamite: le abitudini dei giovani si stanno modificando, hanno bisogno di certi stimoli, ma a Desio non lo capiscono».
Fra i pochi locali che riuscivano o riescono a richiamare gente anche dalle città limitrofe, c’era l'Hitchcock e c’è il pub-discoteca allestito d’estate, anche qui fra le polemiche, nel parco di Villa Tittoni.
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