Da Il GiornoBotte, calunnie e arresti illegali: attenti ai vigili
di Stefania Totaro
MONZA — Mezzo comando dei vigili urbani nel mirino della giustizia.
Ieri mattina otto agenti della polizia locale monzese si sono presentati davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Licinia Petrella per rispondere delle accuse di arresto illegale, lesioni, falso e calunnia nei confronti di tre ragazzi, di cui due si sono costituiti parti civili per ottenere un risarcimento dei danni. Sette sono stati rinviati a giudizio e verranno processati in dibattimento il 5 dicembre dal giudice monocratico Giuseppe Airò mentre un altro ha scelto il processo con il rito abbreviato che verrà celebrato dallo stesso gup il 24 ottobre. Ad accompagnare i colleghi in Tribunale ieri c'era un agente, rappresentante sindacale della polizia locale, già condannato a 1 anno di reclusione per avere malmenato un automobilista senegalese durante un posto di controllo.
I fatti contestati risalgono al giugno del 2004 quando i vigili urbani avevano arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità due ventenni di Cernusco sul Naviglio e ne avevano identificato un terzo. I ventenni, che avevano un po' alzato il gomito, erano stati sorpresi davanti ad una pizzeria di via Mentana mentre spostavano alcuni cassonetti dei rifiuti per lasciarli in mezzo alla strada. All'arrivo degli uomini della polizia locale i ragazzi, a loro dire, si sarebbero rifiutati di fornire i documenti scatenando una rissa furibonda, dove alcuni dei vigili, che avevano dovuto chiamare i rinforzi, avevano rimediato contusioni guaribili in 15 giorni.
Ma al processo per direttissima il giudice aveva assolto tutti e due i ragazzi, giudicando lacunosa la relazione del vigile dove erano spiegate le circostanze in cui erano maturati gli arresti. Gli imputati non solo avevano negato di avere commesso i reati che venivano loro contestati, ma avevano aggiunto di essere stati vittime di soprusi da parte degli agenti, distinguendo in aula chi li aveva trattati con rispetto e chi invece aveva calcato la mano. Alcuni amici degli imputati, che avevano assistito agli arresti, avevano infine dichiarato di essersi arrampicati sulla parete del comando della polizia locale e di avere visto i loro compagni inginocchiati a terra, mentre i vigili intimavano loro di porgere le loro scuse.
Il giudice, nella sentenza di assoluzione degli imputati, aveva decretato la trasmissione degli atti alla Procura del Tribunale di Monza per indagare nei confronti dei vigili che avevano redatto la relazione di servizio e che avevano partecipato all'operazione di arresto per i reati di falso, lesioni, arresto illegale e calunnia. I primi due reati perseguibili per querela e gli altri procedibili d'ufficio. Le querele da parte dei ventenni erano arrivate e il fascicolo era finito sul tavolo del sostituto procuratore del Tribunale di Monza Alessandro Gentile, che nel marzo dell'anno scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti i vigili urbani.
Dal canto loro, gli uomini della polizia locale monzese imputati negano decisamente tutte le accuse che sono state loro rivolte, tanto che hanno deciso di andare al dibattimento per dimostrare con le testimonianze la loro innocenza. A chiedere il processo con il rito abbreviato invece è stato uno dei vigili urbani la cui posizione risulterebbe più defilata rispetto ai fatti contestati.