C'è la moda di far outing, di questi tempi. Ci si dichiara gay, lesbiche, trans e così via. Ebbene io da ormai "antico" elettore DS e di sinistra faccio outing a modo mio. Fino a stasera, prima di vedere l'ennesima puntata di Ballarò, avevo prudentemente deciso di sospendere la scelta su chi e se votare, in fiduciosa attesa che qualcosa, o qualcuno, mi rinsaldasse nelle antiche usanze. Aborro Berlusconi e quel che rappresenta, ma, visti Fassino, quel poveretto di Colaninno che se non fosse figlio di papà suo nemmeno l'usciere in Rai gli farebbero fare (per come parla, se non altro...), ascoltati Dini, Brambilla e Casini, nonché il povero Boselli (residuo alla Gericault di quel che fu il socialismo) sono approdato a una quantomai ferma convinzione. D'ora innanzi, questa campagna elettorale NON MI RIGUARDA. Se vedo qualcuno che la interpreta, rappresenta o ne parla, cambio canale (sintonizzo altrove non solo radio o tv, ma il mio buonsenso).Per il motvio semplice che sono profondamente convinto che, quelli che stiamo attraversando, sono i rigurgiti profondi e i miasmi della vecchia politica morente, seppur conditi in tante salse dall'apparenza variable come quelle televisive di That's amore. Votare significherebbe, in questo contesto, sprecare tempo, fossero anche pochi minuti.