Skip to content

Category: CulturaSyndicate content

L'Expo agita le archistar italiane

April 7, 2008 by ForumMonza

"Renzo Piano: «Sull’Expo sto con Celentano. Si rischia l’affarismo». Questo l'incredibile titolo virgolettato con il quale il Corriere della Sera ha lanciato ieri, contro i progetti dell'Expo 2015, l'intervista all'archistar genovese, uno dei più grandi cementificatori del nostro tempo. Difensore del verde e della tradizione architettonica lombarda al punto da avere costruito a Lecco un centro commerciale di 10 piani le cui forme aliene e i materiali usati ben poco si integrano con l'ambiente circostante. Quello che stupisce nelle critiche di Renzo Piano ai progetti dell'Expo di Milano, è il fatto a tutti noto che l'architetto, star del design mondiale, è capo cordata del gruppo finanziario che ha perso il concorso per costruire sulle ceneri della vecchia Fiera milanese vinto da City Life con il progetto degli archietti Isozaky, Libeskind, Hadid. Inoltre Piano costruirà a Torino il più alto grattacielo italiano e sta costruendo grattacieli a Londra (dove ha tutta la popolazione contro) e New York; insomma quando c'è da speculare colando cemento armato a tonnellate non si tira indietro. E Piano non è uno che costruisce sempre cose belle. Lo dimostra il Vulcano Buono di Nola, un mega centro commerciale che peggioora ulteriormente il già degradato ambiente dell'area napoletana. L'ecomostro (si può dire o no?) inaugurato nel 2007 da Romano Prodi, ha la forma del vulcano con al centro del "cratere"  una piazza a cielo aperto grande quanto piazza Plebiscito a Napoli (22.000 metri quadri); tutto attorno 155 negozi, un ipermercato Auchan di 13.500 metri quadri e un'ampia offerta di servizi disposti lungo una galleria lunga quasi un chilometro. Alla faccia della via Gluk

Ceriani porta Galileo a Monza

April 7, 2008 by ForumMonza

Umberto Ceriani, uno degli attori "storici" del Piccolo Teatro di Milano, presenta questo recital trattodallo spettacolo che Giorgio Strehler diresse nel 1963 e che costituì il maggior evento teatrale e culturale di quel decennio. Ceriani, allora poco più che un ragazzo, partecipò a quello spettacolo recitandovi la parte di Ludovico Marsili. Quattro lunghi mesi di prove faticose ed esaltanti, mentre il testo di Brecht man mano prendeva voce e corpo attraverso gli oltre trenta attori guidati dall'arte magistrale di Strehler, e poi la lunga serie di repliche nell'arco di due anni, hanno lasciato in Ceriani ricordi vivi e incancellabili. Questa intatta proprietà della memoria non è circoscritta al ruolo che egli interpretava, ma riguarda tutto lo spettacolo nella sua interezza: il lavoro del regista sugli attori, dal più piccolo fra essi fino al grande e sublime Buazzelli-Galileo, rimane nitido nel ricordo in tutte le sue parti; così che, oggi, agli spettatori di questo recital è data l'opportunità di ascoltare, fedelmente riproposti, i ritmi, le intonazioni, le suggestioni di quel lontano spettacolo e, soprattutto, quella recitazione "epica" di cui Strehler fu l'iniziatore teorico e pratico e che in "Vita di Galileo" trovò la sua più convincente applicazione.

Giovani arrabbiati a Monza

March 9, 2008 by ForumMonza

Poltrone coperte da lenzuoli che si scoprono per divenire continuamente altro. È così che inizia Look Back in Anger, la nuova produzione di Palkettostage rivolta al pubblico giovanile. Un allestimento giocato sul transitorio, sull’instabile e sull’incerto di ogni rapporto. Fedele alla linea di comunanza col mondo giovanile di Palkettostage, ecco che la messa in scena di Jonny Kemp rivela il suo intento: parlare della rabbia degli Angry Young Man descrivendo la precarietà dei nostri giorni. Una precarietà che si rivela in un allestimento scarno, con scatole di cartone che non smettono mai di “essere” qualche cosa. Forse è l’unico modo possibile per raccontare una disillusione, quella del mondo del lavoro e del suo non essere d’aiuto a chi vorrebbe “farcela da solo”. Così il tema del potere accentua i suoi parossismi, passando dalla sfera lavorativa a quella degli affetti, e divenendo un dolore che sfocia anche lì, dove non dovrebbe esserci. Divenendo distanza.

"Control" ad Arcore

February 22, 2008 by ForumMonza

Domenica 24 febbraio ore 21 all'ArciBlob di Arcore, ingresso gratuito con tessera Arci, vi aspetta una chicca: "Control", il film sui joy Division presentato all'ultimo festival di Cannes. In Italia non è quasi stato proiettato. Dunque cercate di approfittare di quest'occasione. Questa la recensione di Gianluca NatileSpiazzato. Spiazzato e assalito da mille riflessioni sin dal giorno, quasi un lustro, che divorai la notizia che si sarebbe realizzato un film sulla fugace, intensa , controversa vita di Ian Curtis, voce e leader della leggendaria band mancuniana dei Joy Division. Un'attesa lunga, mascherata da me ad arte di fronte ai miei amici o ogni qualvolta mi trovassi in un discorso che sfiorasse minimamente l'argomento liquidando il tutto con tesi più o meno probabili circa la necessità di un film considerando le insidie che il regista avrebbe dovuto fronteggiare. Insidie dicevamo, ma in realtà ogni volta che ci toccano qualcosa che riteniamo sacro ci assale la preoccupazione che qualcuno possa distorcere o strumentalizzare ciò di cui ci sentiamo intimamente proprietari. Un atteggiamento adolescenziale sosterrebbero alcuni ma le bands ed i fenomeni musicali sopravviverebbero nell'immaginario collettivo se fossero impoveriti di ciò che li rende eterni agli occhi degli appassionati? E che cosa li rende eterni se non l'amore incondizionato della propria gente.

Le figurine del design

February 21, 2008 by ForumMonza

Lo spremiagrumi di Alessi, la Fiat 500, la libreria Menphis, e altri 45 famosi oggetti di uso comune, che tutti conosciamo e che molti di noi hanno usato in passato o usano ancora oggi, sono i soggetti  di una mostra dedicata alle icone del nostro tempo che si inaugura questa sera 21 febbraio 2008 a Villa Sartirana di Giussano. La mostra oltre a esporre gli oggetti-icona, prevede anche il racconto degli stessi da parte di altrettanti personaggi-icona quali Renzo Arbore, Mario Bellini, Carlo Verdone, Roberto D’Agostino le cui interviste verranno trasmesse da una serie di grandi video posizionati nel percorso espositivo. Le icone sono oggetti del desiderio che nascono proprio dal bisogno di possesso e identificazione. Per questo i curatori della mostra hanno deciso di raccoglierle in un album di figurine Panini, facendo scendere così dal piedestallo le icone e riportandole in una dimensione di gioco. La realizzazione della mostra che resterà aperta fino al 16 marzo (ingresso libero) è a cura della web Tv www.ultrafragola.com . Info: Comune di Giussano Ufficio Cultura tel: + 39 0362 358 250 email: cultura@ comune.giussano.mi.it

Fotogiornalismo e mostre

February 16, 2008 by ForumMonza

Si è aperta allo Spazio Forma di Milano (con le solite polemiche tra l'assessore Sgarbi e la burocrazia del Comune)  la mostra di Richard Avedon. Grande mostra e, naturalmente, grande fotografo.Negli ultimi anni si sta accentuando la moda di celebrare i grandi fotografi attraverso mostre e libri. Non saremo certi noi a criticare questa moda, ma non vorremmo che la fotografia ed il fotogiornalismo diventassero, come altre forme d'arte, oggetto di culto da museo e librario. Il fotogiornalismo deve trovare il suo sbocco naturale nei giornali e non altrove. C'è un articolo interessante di Gian Luigi Colin pubblicato dal Corriere della Sera sulla mostra di Avedon ed io inviterei Colin che è il responsabile dell'immagine del Corriere a fare di più sul suo giornale per la causa del fotogiornalismo. Il Corriere è il giornale più letto e più prestigioso del nostro Paese e, anche se non apprezziamo più di tanto la politica delle immagini che si fa in questo giornale, chiederemmo a Colin di fare qualcosa perchè almeno le fotografie pubblicate dal suo giornale vengano firmate.Non crediamo di chiedere troppo e poi crediamo sia un diritto di ognuno vedere le proprie opere firmate. Tornando all'argomento mostre, noi vorremmo vedere più mostre di fotografi italiani. Comprendiamo che ci sono interessi da parte di certi gruppi a spingere i fotografi stranieri, ma noi dobbiamo batterci affinché i talenti nostrani trovino più spazio e siano più valorizzati sia nei giornali che nelle gallerie fotografiche. (www.poterefotografico.com) nella foto: Bob Dylan, Central Park, New York, 10 Febbraio 1965

Cultura, motore dei territori

January 29, 2008 by ForumMonza

La quinta edizione del Festival delle Città Possibili, la rassegna delle buone pratiche amministrative, emigra quest'anno da Monza a Vimercate. L'iniziativa ideata e promossa da Giuseppe Civati, che l'ha inaugurata nel 2004 con il tema "Spazi di cittadinanza", si terrà sabato prossimo a Villa Giusti e avrà come tema "La cultura motore dei territori". La rassegna si divide in due parti: al mattino parleranno gli amministratori delle realtà locali che hanno affidato lo sviluppo delle loro città alla valorizzazione di questa importante risorsa, quali i sindaci di Brescia e Mantova; nel pomeriggio a dialogare con il pubblico saranno i principali animatori della cultura brianzola. (vedi il programma).

Memoria della Shoah

January 24, 2008 by ForumMonza

L'Itituto d'Istruzione Superiore di Monza - Istituto d'Arte e Liceo Artistico il 26 gennaio inaugurano la mostra "Dalla Shoah ad oggi:contro ogni forma di discriminazione e di violenza”. La mostra sarà aperta fino al 23 febbraio tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00; le scuole medie e superiori, previo appuntamento, potranno visitarla. Il sabato, negli stessi orari, sarà aperta anche alla cittadinanza.Tutti coloro che visiteranno la mostra potranno votare un'opera, quella più votata dal pubblico sarà equiparata al primo premio della giuria. Il 23 febbraio 2008 ci saranno le premiazioni,saranno assegnati 7 premi 1°, 2°, e 3° classificato del biennio e 1°, 2° e 3° classificato del triennio, più il primo premio del pubblico.

L'attualità di Camus

January 23, 2008 by ForumMonza

“Camus il primo uomo” è la nostra testimonianza dell’attualità di Albert Camus. Una riscrittura inedita che sceglie di tenere Camus come punto di riferimento ideale e filosofico, raccontando una vicenda originale ispirata all'opera e alla vita dell'autore francese. I personaggi de “Il malinteso”, la vicenda del romanzo incompiuto “Il primo uomo”, la biografia stessa di Camus riaffiorano in questo “doppio dramma” nel quale vengono portate sulla scena due storie speculari,sinistramente simili e ciclicamente analoghe.Un uomo e una donna su un’automobile viaggiano da un tempo indeterminato e senza apparente destinazione; un uomo, che potrebbe essere Camus stesso, ripercorre le tappe della sua vita alla ricerca delle proprie origini. Sul palco, diviso in due parti come due diverse “stanze della mente”, si compie un unico, lungo viaggio alla ricerca dell'autenticità, un percorso di riappropriazione del senso possibile della vita che l'assurdo e il tragico dell'esistenza negano quotidianamente. Nella scelta di una drammaturgia inedita, c'è tutta l'esigenza di contemporaneità del nostro progetto: scegliere di parlare del nostro tempo, del nostro taglio temporale attraverso la lucidità camusiana è il nostro nuovo punto di partenza per capire meglio la nostra esistenza, qui e ora.Binario 7dal 29 gennaio al 2 febbraio ore 21.00e domenica 3 febbraio ore 16.00 e ore 21.00CAMUS – Il Primo Uomodi Corrado Accordino e Paolo Bignaminicon Corrado Accordino e Alessia Vicardiregia Corrado Accordinoproduzione La Danza Immobile/ScenaAperta/Accademia delle Arti per l’Infanzia

Lo stile fascista a Monza.

January 21, 2008 by ForumMonza

Che ne dite di uno stadio comunale da calcio con annessa pista di atletica e con le relative tribune, collocata di fianco alla Villa Reale? Perché non realizzare una piscina olimpionica vicino al suo grande pratone della Villa ? Oppure un grande teatro all’aperto per 6.000 posti con il relativo anfiteatro di tribune messe nei giardini della Villa? Forse sarebbe invece meglio mettere uno zoo al Serrone e magari anche il tiro al piccione a fianco? Beh, non ci credereste, ma ciò è realmente accaduto ed è stato proposto con alcuni progetti negli anni tra il ‘20 e il ’30, ma anche più tardi. Testimoniano ancora quel periodo e quel modo di pensare, la presenza dell’autodromo (1922, poi ampliato), quella del Golf club (1929), il tennis club (1928) e l’ippodromo (1923) che, per nostra fortuna, è stato cancellato e tolto nel 2000. Quella cultura “fascista” di voler trasformare il Parco di Monza in una sorta di grande impianto sportivo era un’idea  che veniva anche da precedenti periodi, quando si progettò di trasformare il parco stesso in una grande “città giardino”, lottizzandolo e concedendolo a privati. E’ inutile dire che certe ipotesi risultano oggi del tutto anacronistiche e fuori luogo. Certo è che, volendo restaurare la Villa e il Parco, nessuno proporrebbe oggi di ridurlo in sorta di venaria o in una riserva reale per la caccia di lepri e fagiani (come era un tempo), ma paradossalmente si sente ancora parlare di fare uno “grande stadio della formula 1” e c’è chi, a forza di dire che il Parco è stato ridotto “a un vero schifo”, alla fine, si è convinto che forse i prodotti di quel periodo sono da riconsiderare, anzi, sono monumenti da tutelare. Viene il dubbio che chi oggi lo propone forse cerchi l’attenzione della piazza che, avendo ormai abbandonato quelle idee balzane, diversamente, non lo prenderebbe in considerazione.

AdaptiveThemes