Che ne dite di uno stadio comunale da calcio con annessa pista di atletica e con le relative tribune, collocata di fianco alla Villa Reale? Perché non realizzare una piscina olimpionica vicino al suo grande pratone della Villa ? Oppure un grande teatro all’aperto per 6.000 posti con il relativo anfiteatro di tribune messe nei giardini della Villa? Forse sarebbe invece meglio mettere uno zoo al Serrone e magari anche il tiro al piccione a fianco? Beh, non ci credereste, ma ciò è realmente accaduto ed è stato proposto con alcuni progetti negli anni tra il ‘20 e il ’30, ma anche più tardi. Testimoniano ancora quel periodo e quel modo di pensare, la presenza dell’autodromo (1922, poi ampliato), quella del Golf club (1929), il tennis club (1928) e l’ippodromo (1923) che, per nostra fortuna, è stato cancellato e tolto nel 2000. Quella cultura “fascista” di voler trasformare il Parco di Monza in una sorta di grande impianto sportivo era un’idea che veniva anche da precedenti periodi, quando si progettò di trasformare il parco stesso in una grande “città giardino”, lottizzandolo e concedendolo a privati. E’ inutile dire che certe ipotesi risultano oggi del tutto anacronistiche e fuori luogo. Certo è che, volendo restaurare la Villa e il Parco, nessuno proporrebbe oggi di ridurlo in sorta di venaria o in una riserva reale per la caccia di lepri e fagiani (come era un tempo), ma paradossalmente si sente ancora parlare di fare uno “grande stadio della formula 1” e c’è chi, a forza di dire che il Parco è stato ridotto “a un vero schifo”, alla fine, si è convinto che forse i prodotti di quel periodo sono da riconsiderare, anzi, sono monumenti da tutelare. Viene il dubbio che chi oggi lo propone forse cerchi l’attenzione della piazza che, avendo ormai abbandonato quelle idee balzane, diversamente, non lo prenderebbe in considerazione.