Quelli che il Parco...

Villa Reale: se Roma ci metterà i soldi...

Il progetto di restauro della Villa Reale di Monza andrà avanti? Porsi questa domanda è lecito dal momento che a più di tre anni di distanza dalla conclusione della gara internazionale, indetta dalla giunta di centro sinistra e vinta dall’architetto Giovanni Carbonara, non è ancora chiaro chi dovrà sborsare i 111milioni di euro necessari per realizzare l’opera. Lunedì scorso il Sindaco Mariani ha incontrato l’autore del molto discusso progetto e Infrastrutture Lombarde: “per fare il punto della situazione sulle modalità e sull’inizio dei lavori di restauro del palazzo piermariniano – si legge nel comunicato stampa diramato dal Comune -. Abbiamo stabilito un fitto percorso di lavoro all’interno del quale la Regione e la Soprintendenza avranno un ruolo fondamentale. A breve sarà indetta un’altra riunione tra le parti protagoniste del restauro per definire il cronoprogramma dei lavori. Quello che auspichiamo è sicuramente un aiuto concreto da parte dello Stato. Per questo motivo la nostra speranza è che il nuovo Ministro ai Beni culturali che verrà eletto questa primavera dimostri una giusta sensibilità nei confronti della nostra Villa Reale, patrimonio artistico di tutta Italia”. Insomma, lascia intendere il sindaco leghista, se “Roma ladrona” ci metterà i soldi bene, se no... Anche perché 65 dei 111 milioni previsti dovranno venire reperiti sul mercato con il sistema del project financing.

Parco e autodromo, la parola agli ambientalisti

Comunicato Stampa del Comitato per il Parco Antonio Cederna in risposta a quello diffuso dal sindaco e dall'assessore Maffè su Parco e Autodromo.In pochi giorni già 255 cittadini, appartenenti a ogni ceto sociale, culturale e con diverse fedi politiche - inclusa quella del Sindaco – hanno sottoscritto la petizione del Comitato per il Parco “A.Cederna”, spesso senza risparmiare parole dure nei confronti delle scelte sul Parco. Tempestata dalle proteste dei cittadini, l’Amministrazione ha inviato una Precisazione finalizzata a sostenere il proprio impegno a garantire «una reale convivenza fra il Parco e l’Autodromo». Il seguente comunicato stampa vuole essere una ulteriore smentita di quanto sostenuto dagli amministratori locali. L’autodromo e Monza La Precisazione dell'Amministrazione muove dalla constatazione che il Wall Street Journal cita «il Gran Premio d’Italia di Formula Uno tra i primi cinque eventi italiani del 2008», omettendo le considerazioni che accompagnano la notizia cui si riferisce l’ufficio del Sindaco, che per completezza citiamo: «Ma perfino una testata come il Wall Street Journal - per molti anni il giornale di maggiore diffusione in America - attualmente superato da Usa Today - può rischiare di avere una visione un po’ «datata» del nostro Paese. Il Wsj punta infatti su cinque filoni (le sfilate di moda di Milano, il Giro d’Italia di ciclismo, il Gran Prix di Monza di Formula 1, il MiArt di Milano e il Word Business Forum di Milano) che - a ben guardare - sono manifestazioni con più di una ruga». Vedi:  “Il Giornale” del 6.1.08.

Mariani risponde al Comitato Parco

Dialogo one-to-one tra ambientalisti e giunta Mariani. Nelle ultime settimane l’Amministrazione comunale di Monza – in particolare il Sindaco e l’Assessore al Parco - è stata interessata da una serie di e-mail riferite alla nuova convenzione che regolerà i rapporti con la Sias, la società che dal 1922  gestisce l’Autodromo nazionale. Lettere alle quali, questa è la notizia,  l'amministrazione ha cominciatoa rispondere sempre via e-mail. Il Comitato per il Parco Antonio Cederna aveva sollecitato i cittadini a inviare al sindaco di Monza e a una lunga lista di amministratori tra cui il Presidente della Giunta Regionale della Regione Lombardia, l'Assessore all'Ambiente della Regione Lombardia, l'Assessore alla Provincia di Monza e Brianza, il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali, il Presidente del Parco della Valle del Lambro, il testo di una petizione che sul suo sito www.parcomonza.org ha già raccolto alcune centinaia di firme. Nella petizione si chiede di riconsiderare le scelte fatte su: concessione alla Sias (19 anni di affitto a 800mila euro l'anno), finanziamento di 1,7 mln di euro da parte della Regione per la creazione su due aree verdi (Gerascia e Roccolo) di un "centro di guida sicura", progetto di costruire uno Stadio della F1 da  110mila posti.

Concessione a Sias, grazie alla proroga di Faglia

Mentre la giunta Mariani ha deliberato, senza portarla alla discussione in Consiglio comunale, la concessione che "regala" per 20 anni un terzo del Parco di Monza alla società che gestisce l'autodromo, per quella relativa al Golf Club Milano si dovrà  effettuare una gara pubblica. Come mai questa differenza di procedimento? Lo spiega l'assessore al Parco  e alla Villa, Piefranco Maffè, rispondendo alla domanda del cronista de il Cittadino: "Non potevamo fare diversamente in quanto la vecchia concessione scaduta nell'aprile 2006, a differenza di quanto accaduto per quella dell'autodromo, non è mai stata prorogata dalla giunta Faglia. Per questo non abbiamo potuto sottoscrivere un accordo diretto con l'attuale assegnatario come abbiamo fatto con la Sias". Capito bene? L'accordo di concessione ventennale a prezzi stracciati e senza limiti di territorio, anzi con velate promesse di futuri ampliamenti, è stato possibile con la Sias perché Faglia si era premurato di prorogare la vecchia concessione scaduta, del resto mai attuata dal gestore inadempiente per quanto riguarda l'abbattimento delle sopraelevate. Bastava che l'ex sindaco non prorogasse l'accordo e oggi anche la gestione dell'autodromo verrebbe sottoposta al bando pubblico per l'assegnazione. Ma Faglia era uno che per le proroghe all'autodromo era di manica larga. Anche perché per lui i relitti delle sopraelevate erano "archeologia industriale" e quella dell'autodromo nel Parco "una presenza storica" da rendere, manco a dirlo ,"compatibile" con un bel concorso internazionale di architettura.

Quanto inquina un GP di Formula1?

Dopo che la Giunta di Monza ha approvato le linee guida per il rinnovo ventennale della concessione alla Sias (Società Incremento Automobilismo Sportivo), un aspetto forse meno noto di un Gran Premio di F1 è quello relativo all’inquinamento che questa manifestazione produce sia indirettamente che nei territori dove questo dove si corre, in termini di CO2 emesso in un solo giorno di “svago sportivo”, considerabile tale in quanto non strettamente necessario al vivere e al muoversi quotidiano, per lavoro. Recentemente, nel settembre del 2007, il prof. Pierre Ozer del Dipartimento di Scienze e Gestione dell’Ambiente dell’Università di Liegi, ha però condotto alcune valutazioni su tale aspetto per il Gran Premio di Formula 1 del Belgio  che si è svolto a  Spa – Francorchamps il 16 settembre 2007. Pur con le dovute avvertenze leggibili nelle premesse di tale studio, reperibile in http://bulles.agora.eu.org/IMG/pdf/200709_pierre_ozer_francorchamps.pdf, l’autore, si fa carico di quantificare per ogni singolo segmento della filiera, le emissioni da CO2 prodotto per lo svolgimento di tale manifestazione. L’avvertenza data è che ogni Gran premio di F1, per caratteristiche e dislocazione, ha proprie peculiarità, che non possono essere riproposte in modo automatico. Qui ricordiamo solo che l’autodromo di Spa – Francorchamps, è situato a circa 50km a sud-est di Liegi, nel mezzo delle Ardenne, dove si corre il GP di F1 sin dalla sua prima edizione del 1950. Il tracciato originario, poi modificato negli anni successivi, è datato 1924, quasi come quello di Monza (1922).

Parco del Lambro, gestione pessima

Legambiente organizza un incontro per discutere del Parco del Lambro. Il nuovo presidente dell'ente, Arturo Lanzani (docente del Politecnico di Milano, ha collaborato alla redazione di politiche e progetti ambientali e di riqualificazione, ex amministratore locale di Seregno) ha proposto agli ambientalisti e ai cittadini monzesi un incontro per venerdi 11 gennaio presso la sede di Lega Ambiente a Monza dalle 17 in poi. "Questo parco è stato fino ad oggi tra i peggio gestiti della Lombardia: pochi gli investimenti di riqualificazione ambientale (del patrimonio boscato, delle acque, dei suoli agricoli, ecc.), pochissimi gli interventi per rendere questo spazio fruibile ai molti abitanti di questa zona congestionata (con piste ciclabili, sentieri, prati fruibili), insufficiente e bucherellata da continue deroghe la stessa tutela passiva - afferma Lanzani -. Una storia abbastanza deludente che io affianco (per contrasto)  a quella fino all’altro ieri assai più virtuosa delle Groane, fatta di tutela ma soprattutto di politiche attive che non solo hanno costruito nuovo ambiente e paesaggio, ma che hanno anche contributo a migliorare la qualità della vita di chi vi sta attorno generando un consenso diffuso. Bisognerà provare a cambiar pagina anche nel Lambro".

Villa al buio, vergogna monzese

Nella notte di Natale i più famosi monumenti di 17 regioni italiane sono stati illuminati a festa per salutare la moratoria internazionale contro la pena di morte, una vittoria ottenuta all'ONU dall'Italia, dai Radicali Italiani e da Marco Pannella in primo luogo, ma anche dal ministro degli Esteri e dal Governo che si sono battuti per conquistarla. Il faro della Lombardia doveva essere la Villa Reale di Monza, ma la luce non si è vista e l'oscurantismo di questa piccola città reazionaria ha prevalso come era logico aspettarsi. La luce della civiltà ha brillato per una notte intera su: il Castello dell’Aquila (Abruzzo), il Palazzo del Podestà a Bologna (Emilia-Romagna), la Cattedrale di San Lorenzo a Genova (Liguria), Palazzo Ferretti ad Ancona (Marche). il Colosseo a Roma, i Sassi di Matera, la Piazza del Sedile di Potenza (Basilicata), il Palazzo Arnone di Cosenza (Calabria), Castel dell’Ovo a Napoli (Campania), il Castello di Miramare e Basilica di San Giusto a Trieste (Friuli Venezia Giulia), Castello Pandone di Venafro (Molise), il Giardino del Castello di Racconigi (Piemonte), la Chiesa di San Nicola di Bari (Puglia), la Chiesa di San Saturnino a Cagliari (Sardegna), Palazzo Pitti a Firenze (Toscana), la Fontana Maggiore di Perugia (Umbria), la Chiesa del Redentore a Venezia (Veneto). A Monza c'era il buio, reso ancora più fitto da un nebbione che ha pietosamente ricoperto la vergogna monzese. Le cause di questo significativo fallimento civile sono le solite avanzate in questi casi dei mediocri e degli incapaci: mancavano le lampadine, non abbiamo trovato un elettricista che in tre giorni facesse gli allacciamenti, la Villa non ha un sistema di illuminazione esterna adeguato. Insomma, Roberto Fiormigoni, il "governatore" che in Villa vorrebbe metterci la sua foresteria, preferisce investire miliardi nei corsi di guida dell'autodromo, ma per le lampadine della sua reggia non trova un centesimo. Vi piace questa Monza?

Mariani attacca il Parco, con i nostri soldi

Il Comitato per il Parco A. Cederna di Monza invita tutti i monzesi a protestare contro il sindaco Mariani e la sua giunta che intendono "regalare" per ben 19 anni un terzo del Parco alla Sias, società gestore dell'autodromo, per la ridicola somma di 800mila euro l'anno. Il Comitato invita i cittadini a protestare contro il presidente della Regione Lombardia, che ha "regalato" 1,7 milioni di euro dei cittadini alla stessa società per cementificare un'area appena restaurata di parco destinandola a uno pseudo "centro per la guida sicura" al posto di destinarli come sarebbe suo dovere alla difesa del patrimonio verde di un ambiente messo a rischio dall'autodromo stesso. I cittadini sono chiamati alla mobilitazione perchè la Sias d'accordo con la giunta di destra monzese uintende costruire due nuove piste, una interna e una esterna al circuito attuale (di seguito il testo del comunicato).

Parco: il nuovo ventennio Sias

Approvata dalla Giunta Mariani la convenzione che per quasi un ventennio dovrebbe garantire alla Sias la gestione dell’autodromo di proprietà comunale (Monza e Milano). Si tratta di una vergognosa retromarcia rispetto alle richieste che vengono ormai da tutto il mondo civile per una maggiore tutela degli ambienti naturali e storici, di rispetto e valorizzazione dei parchi e del verde pubblico, di minore inquinamento acustico e atmosferico, per un maggiore tutela della salute. Certo non ci si poteva aspettare nulla di buona da questa Giunta che ha dimostrato in più di un’ occasione di essere antidemocratica e che, con quello stesso stile, non ha neppure voluto convocare ed affrontare un dibattito aperto in Consiglio Comunale, così  come già fatto in precedenza nei primi anni ’90 dalla giunta, pur leghista,  per il rinnovo della concessione stessa. Così, mentre viene dato il premio Nobel ad Al Gore su tematiche ambientali, la giunta brianzola perpetua l’uso di un impianto che, secondo recenti studi fatti su un autodromo similare, in Belgio, può produrre ben 8.400 tonnellate di CO2 per lo svolgimento di un solo Gran Premio di Formula 1, cioè quanto 500 voli Milano Palermo.

Parco: Formigoni finanzia il cemento

Il  grande cuore verde del Parco di Monza, fatto di alberi e di boschi, sta soffrendo e Formigoni finanzia l'autodromo. Che il Parco sta male lo hanno confermato tecnici ed esperti riuniti di recente a Monza dal Comitato per il Parco "A.Cederna". Le cause della sofferenza sono diverse: inquinamento, siccità estive, condizioni ambientali generali degradate, asfalto, cementificazione, parassiti e funghi. Come hanno ricordato i tecnici intervenuti all'incontro, sono necessari importanti finanziamenti per monitorare, controllare e curare le aree boschive del Parco. Si deve, ad esempio, proseguire nel monitoraggio del cancro colorato del platano che ha comportato l’abbattimento di circa 600 piante malate e che rischia di diffondersi ad altri platani, vista l’alta infettività del fungo che ne è responsabile. Monitoraggio che era previsto ma che è stato sospeso per mancanza di fondi. Nello stesso tempo, si devono dissuadere comportamenti che favoriscono il degrado, in particolare le ferite sulle cortecce, il compattamento del suolo e la presenza di asfalto che lasciano le piante maggiormente esposte agli agenti patogeni. Tutto questo dovrebbe indurre tutti noi, a partire dagli amministratori, a comportamenti più responsabili nei confronti del patrimonio esistente, tutelando gli ambienti più fragili e riconvertendo a verde aree inutilizzate dalle concessioni esistenti, nel primario interesse dell’incremento della biodiversità e della salute della collettività.

Villa: Legambiente chiede un incontro

Il Circolo Alexander Langer - di Legambiente Monza ha chiesto al sindaco Mariani e all'assesore a Villa e  Parco, Maffè, un incontro per discutere della Fondazione che in futuro dovrà: affidare l’incarico per la progettazione preliminare e definitiva delle opere necessarie per il recupero della Villa Reale di Monza e dei suoi giardini e definire la struttura del futuro Ente gestore del Parco e della Villa Reale; sovrintendere la realizzazione del restauro e delle opere."Ad Ottobre del 2005 e a Maggio del 2006 l’Amministrazione Comunale presentò questi progetti, ma poi non ci fu più un’occasione pubblica in cui cittadini ed associazioni potessero chiedere chiarimenti, presentare propose o contro indicazioni, cioè: essere una parte attiva nel rilancio di Parco e Villa Reale - scrive l'aassociazione -. I risultati del concorso internazionale per il restauro della Villa Reale ci hanno lasciati assai perplessi soprattutto per alcuni utilizzi ipotizzati. Le funzioni previste paiono, per molti aspetti, incompatibili con il modello di Parco e di Villa da molti condiviso. La pesante ingerenza della Regione, poi, rischia di trasformare questo edificio storico in una nuova sede del Governatore lombardo".

Villa reale: Fondazione o privatizzazione?

Quello che si può intuire  dal comunicato stampa relativo alla Fondazione per la gestione di Parco e Villa Reale di Monza, pubblicato sul sito della Regione Lombardia, è molto peggio di quanto paventato . Infatti per l'operazione , che costa oltre 100.000.000 di Euro, la Regione e i due Comuni non mettono un quattrino. Le risorse arriverebbero tramite il solito giochetto della finanza di progetto, ossia dando ad un privato la gestione della villa e del parco per un tempo imprecisato. L'operazione naturalmente funziona solo se il privato può cavarne reddito sufficente a coprire i costi e, presumibilmente, a guadagnarci sopra. Ciò significa una precisa gerarchia di interessi: prima quelli economici del privato ( "concessionario " ) , scelto da Infrastrutture Lombarde , ossia dalla Regione, poi tutti gli altri. Di fatto è una privatizzazione del bene .

A chi la Villa? Ai lumbard

L'ignoranza piace alla gente. Deve essere così se la RAi decide di dare un'immensa platea al brianzolo d'adozione, Adriano Celentano, per consentirgli di insolentire il progetto della nuova Università Bocconi, considerato il migliore realizzato negli ultimi anni a Milano, e se gli elettori lombardi si ritrovano un assessore "alle culture" (una evidentemente non gli bastava) come il leghista Zanello. Sentite come ha commentato la nascita della Fondazione che gestirà il Parco e la Villa di Monza: "Uno strumento valido per superare l'immobilismo nel restauro della Villa causato soprattutto dal disinteressamento dello Stato romano. Quello che bisogna ricordare è che davanti a tutti resta l'interesse pubblico della struttura che, oggi, non può essere consegnata ai lombardi, ai monzesi e alle migliaia di visitatori interessati a goderne le bellezze. La colpa di questi ritardi va ascritta in primis allo Stato che, a differenza di quanto fatto per la reggia di Venaria, non ha messo una lira per Monza".

I valori immobiliari della Villa Reale

Arriva la Fondazione per Parco e Villa Reale. L'organismo, in cui rientra il Comune di Milano, si prefigura come un ente di gestione museal-alberghiero, dominato dalla Regione Lombardia e dal suo Presidente, al quale l'ex giunta degli architetti ha spianato purtroppo la strada. Un organismo, nel quale il Comune di Monza conta come il due di briscola, che si prepara tra l'altro a trasformare in albergo con centro benessere, gli edifici dell'ex Borsa e i locali dell'ISA, per la gioia di insegnanti e studenti. "Sarà una Fondazione partecipata da Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano, ma aperta anche all'adesione di altri soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro - recita il comunicato regionale -, che dovrà garantire la gestione unitaria del Parco e della Villa Reale di Monza. Diversi i compiti che la Fondazione si assumerà: garantire la conservazione, il recupero e la valorizzazione del complesso della Villa, assicurando la fruizione pubblica e sviluppandone i valori immobiliari e culturali; valorizzare il potenziale di relazioni della Villa Reale con il contesto territoriale, a partire dal Parco e in particolare dal suo patrimonio monumentale, naturalistico e paesaggistico; concorrere allo sviluppo della ricerca scientifica e delle competenze imprenditoriali e professionali per la salvaguardia e la fruizione pubblica del patrimonio culturale; promuovere ed ospitare attività culturali in partenariato con enti pubblici e privati operanti in Italia e all'estero".

Villa Reale: i soldi non c'erano

Concorsi internazionali, anni di discussioni, ricorsi al Tar, critiche e progetti miliardari. Dopo quasi tre anni, come nel gioco dell’oca, tutto ritorna al punto di partenza e la Villa Reale, la "grande malata" di Monza, rimarrà ancora per chissà quanto tempo un rudere abbandonato a sé stesso. Per il progetto di restauro e ristrutturazione fortemente voluto e molto strombazzato dalla coppia Formigoni-Faglia, che avrebbe dovuto fare della ex reggia degli Asburgo la residenza di rappresentanza del presidente della Regione Lombardia, in realtà un lussuoso residence istituzionale (25 suite) con annessa beauty farm da costruire al posto del Tennnis Club nei giardini reali, non ci sono più i soldi. Lo ha annunciato l’assessore regionale leghista Massimo Zanello che imputa al governo Prodi la scelta di non aver inserito in nessuna posta del Bilancio 2008 i 106 milioni di euro necessari al restauro e promessi ( a parole) dall'ex premier Berlusconi.

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