Al caffè

ForumMonza saluta i suoi lettori

Cari amici, dopo tre anni Forummonza.info chiude i battenti e saluta i suoi lettori. Non c’è alcuna coincidenza tra questa decisione e il risultato elettorale che riconsegna l’Italia al partito di Berlusconi e la Brianza alla Lega, cioè a due forze politiche alle quali questo sito è totalmente estraneo; si tratta semplicemente della prevista scadenza del contratto di hosting che ho deciso di non rinnovare. Dopo il 25 aprile, data di inizio nel 2005 della sua presenza sul web, Forummonza.info verrà oscurato dal server. Io comunque non lo aggiornerò più a partire da oggi.Quando tre anni fa, sollecitato dal caro amico Peppino Motta, registrai la testata, il progetto editoriale era quello di fare un giornale on line che integrasse la parte "giornalistica" con i commenti, le notizie e gli interventi inviati dai lettori del forum “Monza”, creato dall’amico Motta nel 2001 sulla piattaforma Domeus. L’idea  era consentire ai lettori di creare autonomamente "il loro giornale" mettendo a disposizione uno strumento professionale per farlo. Il progetto è, purtroppo, sostanzialmente fallito per mancanza di adesioni e continuare a insistere in solitudine o quasi come ho fatto finora non avrebbe senso. Tanto più che sono ormai diverse le iniziative di comunicazione on line attive a Monza, alcune molto più strutturate e partecipate di Forummonza, e altre ne stanno nascendo, pertanto ritengo che la chiusura di questo sito non lascerà alcun vuoto incolmabile nello scenario dell’informazione cittadina. Posso dimettermi tranquillamente e senza rimpianti Ringrazio tutti voi per l’interesse dimostrato in questi anni e in particolare quelli che hanno voluto utilizzare questo spazio per diffondere le loro notizie ed opinioni, proponendo discussioni o animandone altre. Se qualcuno fosse interessato a continuare a dialogare e discutere con me, magari nella forma di un blog condotto a più voci, può scrivermi e vedremo cosa si può fare insieme. Attendo vostre notizie all’indirizzo carlo_arcari@hotmail.com. Un caro saluto a tutti. Carlo Arcari

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Prime donne all'asta

Una fotografia di Carla Bruni, oggi Madame Sarkozy, scattata da Michel Comte, e di proprietà del collezionista, Gert Elfering, sarà messa all’asta da Christie’s. Si prevede che verrà aggiudicata alla fine dal banditore per una cifra oscillante tra i 3 e i 4.000 dollari. Nemmeno tanto se si tiene conto che l’immagine è stata scattata da un grande fotografo e la modella è la prima donna di Francia. E il nudo è di gran qualità.(www.poterefotografico.com)

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Qui si fa l'Alitalia o si muore

"Martedì 25, subito dopo Pasqua, è già stato convocato un nuovo incontro tra l'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, il presidente di Air France - Klm, Jean-Cyril Spinetta e le nove sigle sindacali dell'ex compagnia di bandiera". Avete letto bene, "nove sigle sindacali". Questo spiega anche ai meno esperti in economia come ha fatto la compagnia aerea nazionale a perdere 15 miliardi di euro negli ultimi 15 anni e spiega anche perché si è arrivati a questo punto, cioè all'ingresso tronfale della vertenza sul futuro dell'Alitalia nella campagna elettorale più squinternata della storia repubblicana. Al "grande venditore" Silvio Berlusconi non è parso vero di avere ancora qualcosa da vendere agli italiani per rimanere al centro di una scena politica che, con la nascita del PD e il tramonto della CdL, sembrava averlo per la prima volta marginalizzato. E ci si è buttato a pesce facendo del salvataggio Alitalia la sua bandiera elettorale.

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Un nuovo fotogiornalismo è possibile?

La foto che riproduco con grande piacere qui sopra è di Pippo Civati, che l'ha scattata ieri alla Villa Reale di Monza dal palco sul quale Walter Veltroni parlava a migliaia di persone arrivate da tutta la Brianza per ascoltarlo. L'immagine pubblicata sul sito www.civati.splinder.it è bellissima e sono molto invidioso che a scattarla sia stato lui e non io. La fotografia è un mix di citazioni indimenticabili e proprio per questo trasmette a chi la guarda una forte carica emotiva: la ragazzina con la bandiera, issata sulle spalle (probabilmente dal padre) sopra la folla anonima dei manifestanti, riprende una famosissima foto icona del maggio francese, mentre il suo cappottino rosso che spicca in un'immagine in bianco e nero è quello della bambina di Schindler List. Complimenti all'autore. E' una foto che meriterebbe, se ci fosse, la prima pagina di un quotidiano brianzolo, un quotidiano che non c'è mai stato e forse non ci sarà mai se non sarà la sinistra a farlo. La bella foto di Civati mi induce a parlare di un tema che mi sta a cuore: il fotogiornalismo.

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Consigli a un giovane fotografo

(www.poterefotografico.com) Grazie al cielo la fotografia attrae sempre e molti sono i giovani ed i meno giovani che vogliono entrare nella nostra professione. Non è un luogo comune il fatto che fare i fotoreporter oggi non è così facile come lo era 20 o 30 anni fa. 30 anni fa un mio carissimo amico mi presentò il fratello minore che voleva a tutti i costi fare il fotografo. Me lo presentò e questo mi fece vedere alcune foto in bn. Gli chiesi se ne aveva alcune a colori, ma questo mi rispose che non gli piaceva il colore. Resta il fatto che i bn che mi aveva fatto vedere erano molto buoni e mi diedi tanto da fare che alla fine i proprietari dell'agenzia presso la quale ero sales manager, lo assunsero. Scoprii poi che il tipo era daltonico e che per quel motivo non aveva mai scattato foto a colori. Oltretutto era anche a digiuno di tecnica. Però era , e credo lo sia ancora, un ragazzo serio, colto ed intelligente, ed in più anche molto educato , cosa quest'ultima che non guasta. Beh giorno dopo giorno imparò e si conquistò il suo spazio. Rimase in quell'agenzia qualche anno e poi iniziò la sua attività di fotografo indipendente che gli sta ancora dando grandi soddisfazioni. L'allora giovane fotografo aveva quelle doti che non ho citato a caso e che sono fondamentali per chiunque voglia affermarsi nel mondo dell'immagine. Ancora oggi si presentano molti giovani aspiranti fotografi.

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Malati: oltre al ticket l'ecotassa

E' sempre più difficile difendere la figura e il ruolo del giornalista in Italia. Ieri sera guardando "Striscia la Notizia", uno dei pochi organi di stampa affidabili rimasti in circolazione (oltre a "Report" e al "Le Jene"), ho appreso una cosa che nessun giornale milanese, Corriere in testa, aveva finora portato a conoscenza dei suoi lettori. La  notizia clamorosa è la seguente: da quando è stato installato l'Ecopass, il molto discusso sistema di tassazione della circolazione automobilistica  all'interno delle mura spagnole voluto dal sindaco Moratti, i cittadini per recarsi al pronto soccorso degli ospedali Fatebenefratelli e Policlinico, con un malato o un ferito, devono pagare il balzello di 5 euro al Comune. Il caso del Fatebenefratelli è particolarmente eclatante perché l'ingresso del pronto soccorso è in via Castelfidardo, solo 30 metri all'interno dell'area presidiata dalle inflessibili telecamere digitali. L'inviato di "Striscia" è andato dai Vigili Urbani a chiedere spiegazioni e si è sentito rispondere che non c'è niente da fare: bisogna comunque pagare. Un cittadino che ha bisogno di un servizio sanitario urgente (e gratuito) può accedervi solo a pagamento?

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Smemoratezza e oblio. Negazionismo o minimalismo

Le celebrazioni della Giornata del Ricordo a Monza hanno evidenziato una serie di comportamenti che si sono allontanati da una memoria condivisa che doveva caratterizzare la ricorrenza. La responsabilità, in primo luogo e quasi totalmente, compete all’amministrazione comunale di Monza. Infatti, nella commissione per le celebrazioni, il Vice Sindaco, Dario Allevi ha respinto le proposte che sono state avanzate dai rappresentanti delle associazioni antifasciste che consistevano nell’organizzare una serata di dibattito, non solo come è stato fatto con esponenti esclusivamente di destra, ma anche con storici più obiettivi, come lo era stato due anni fa con Giovanni Sabatucci e di esporre assieme a quella predisposta dall’ADES, anche la mostra della “Fondazione della Memoria”. Quest’ultima, fortunatamente, su iniziativa del “Comitato Unitario Antifascista” in collaborazione con la “Circoscrizione 3” è stata esposta a San Rocco. Dal confronto delle due mostre è apparso chiaro il motivo del rifiuto.

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Memoria corta e divisa. Perché?

Sono un giovane che è alla ricerca della verità sui gulag russi di cui nessuno parla mai si pensa solo, giustamente dei campi di stermnio nazisti, però dei campi di sterminio russi in cui sono morti anche li milioni di persone nessuno ne parla ( chissà perché, forse che i morti in Russia siano diversi da quelli morti nei campi nazisti ) Questo non lo faccio per polemica, ma solo per una ricerca mia (al forum avevo già inviato una email di questo genere giorni fa però non la vedo pubblicata come mai? non pubblicate il mio indirizzo grazie). Questo lettore che si firma "Veritiero", ma che vuol restare anonimo (alla faccia della Verità),  invitato a intervenire utilizzando lo spazio previsto sotto ogni articolo, insiste nel mandare il suo messaggio direttamente al sottoscritto. Lo pubblico con evidenza perché è la dimostrazione, a mio avviso, del modo sbagliato con il quale purtroppo si è sempre discusso di queste cose. Il Giorno della Memoria istituito con una risoluzione dell'ONU nel 2005, si celebra in Italia e in molte altre nazioni del mondo, tra cui Germania e Gran Bretagna. la sua celebrazione non risponde dunque a logiche politiche italiane. Paragonare il genocidio nazista ai gulag socvietici, lamentando che di questi ultimi non si parla mai, è un errore e una bugia. Una bugia perché dei gulag si parla e si è parlato sempre, dal dopoguerra a oggi, e il tema dei gulag è stato presente nel dibattito politico nazionale e internazionale per tutti questi anni.

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Memoria corta

Quest'anno a Monza non sono molte le manifestazioni pubbliche organizzate per ricordare la tragedia dell'antisemitismo e delle persecuzioni fascista e nazista: due mostre, una alla Circoscrizione 3 e una all'ISA, una cerimonia commemoratiova alla stazione ferroviaria e una lettura di poesie al Binario 7. Ho deciso pertanto di offrire ai lettori un piccolo contributo alla riflessione su quei tragici eventi ripubblicando un mio articolo comparso sul settimanale Domani del 2 febbraio 2003, intitolato "Memoria corta".Monza vanta una storia lunga duemila anni e una recente opera intitolata appunto “Monza, la sua Storia” ne ripercorre le tappe con una minuziosa e documentata ricostruzione, frutto del lavoro di illustri studiosi ed esperti cultori della materia. Per questo motivo, in occasione del giorno della Memoria, dedicato al ricordo della persecuzione e dello sterminio nazista degli ebrei europei durante la seconda guerra mondiale, sono andato a consultare l’erudito e riccamente illustrato volume, edito lo scorso anno dall’Associazione Pro Monza, per conoscere le vicende degli ebrei monzesi nel corso dei secoli. Ma non ho trovato niente, la parola “ebreo” non si trova nell’indice dei nomi, né in nessun altra pagina. Possibile che gli ebrei a Monza non siano mai esistiti o non abbiano lasciato tracce degne di nota? La città medioevale dei mercanti non ha mai conosciuto una comunità di banchieri, prestatori o cambiatori israeliti? Non sono mai esistiti a Monza una sinagoga, una scuola, un cimitero ebraico? Pare di no. E la colonna di Piazza Duomo con la sua scritta in ebraico “Gesù è venuto e ci ha redento” che significa? Niente che abbia a che fare con gli ebrei, dicono i meglio informati, un pio “arredo urbano” dell’epoca delle grandi pestilenze. Sempre più incuriosito ho chiesto lumi agli amici ebrei e ho scoperto che anche loro, per lo più monzesi solo da qualche decennio, sanno poco o niente del passato ebraico della città.

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Vacanze di Natale in Kenya

Il giornalismo di Natale segue naturalmente il copione dei film di Natale. In Kenya in questi giorni siamo alla catastrofe umanitaria a causa di una guerra tribale interetnica scoppiata a seguito di elezioni presidenziali che tutti indicano come una truffa. La televisione ci rimanda immagini di stragi africane, compiute cioè a colpi di machete e di altre armi primitive ed elementari, ma efficaci, quali il fuoco appiccato alle case e alle chiese per bruciare vivi chi ci stava dentro, ovviamente donne e bambini. E i nostri grandi quotidiani nazionali come scelgono di darci la notizia? Ma intervistando i vip in vacanza a Malindi, ovviamente. Un bel giro d'orizzonte sui telefonini degli illustri vacanzieri ed ecco fatto il pezzo di colore che mette in secondo piano i cadaveri (di colore) mutilati e bruciati degli straccioni africani e mette invece in primo piano le opinioni del generone romano bipartizan, una compagnia di giro che va da Briatore alla ministra Melandri, dai calciatori alle loro veline in quell'eterno gossip televisivo che ormai si è sostituito alla realtà. Naturalmente il giornale che più si è distinto in questa caccia all'inviato "speciale" in Kenya è stato il Corriere della Sera di Paolo Mieli, il quotidiano sottoveste per eccellenza. Il quale ci ha informato per bocca dei citati vip che non ci sono problemi per i turisti e per il business (italiano) delle vacanze di Natale. Tutto tranquillo nei lussuosi resort dello stato più corrotto dell'Africa più amata dagli italiani. Purtroppo.

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L'inchiesta che non c'è

la prima notizia del 2008 che vi voglio dare è in qualche modo rivolta al futuro. Antonio Cornacchia, già collaboratore di Domani, designer di questo sito, designer del sito di MonzalaCittà, ha aperto un  blog http://ilgiornalechevorrei.blogspot.com/ per lanciare il dibattito su un tema che gli sta molto a cuore e che interessa tutti noi che da tempo perseguiamo con esiti diversi lo stesso obiettivo: dar vita a Monza e in Brianza a un periodico di informazione, di approfondimento e dibattito culturale e politico che oggi non c'è. "Io credo che Monza e il suo territorio abbiano bisogno di qualche spazio di riflessione e di confronto in più. Credo ci sia il bisogno di far dialogare chi ci vive, chi ci lavora e chi la guarda da lontano. Io credo che ci sia il bisogno di una narrazione della città stessa — e di quanto le è contemporaneo — critica, capace di affrontare con decisione il suo presente e il suo futuro. Una narrazione che porti a individuare il senso di quanto accade e che non si fermi a esporre la cronologia dei fatti", egli scrive nel suo appello, al quale abbiamo risposto (in pochi per ora) con le nostre opinioni. C'è chi sostiene che uno strumento di questo tipo a Monza ci sia già e non sente la necessità di crearne un altro (Isman-Arengario), c'è chi pensa a uno strumento simile al forlivese www.unacitta.it da copiare (Antonio), chi invece crede sia possibile realizzarlo tramite un network dei siti, blog e forum esistenti (Gimmi Perego) e infine chi ritiene sia possibile farlo unendo ForumMonza ad Arengario (Majoli). Io sono interessato all'argomento e partecipo alla discussione, ma non credo in nessuna di queste ipotesi.

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Chi pianta datteri non ne mangia

L'anno prossimo a Monza e in Brianza si ricomincerà a discutere del Partito Democratico e a (spero) mettere in campo iniziative per farlo vivere concretamente sul territorio e tra i cittadini. A Monza c'è un grande problema che incombe: l'opposizione alla giunta Mariani e ad alcune sue scelte che si annunciano contrarie agli interessi della città, a partire dal rinnovo delle concessioni del Parco. Inoltre c'è una grande scadenza che si profila all'orizzonte e per la quale i prossimi mesi saranno decisivi: le elezioni provinciali brianzole del 2009. Sono in molti a ritenere che l'attuale opposizione in consiglio comunale non sia adeguata; mancano idee, programmi, obiettivi, inoltre la compagine di centrosinistra che si dovrebbe opporre alla giunta Mariani e alla sua maggioranza, di fatto rappresenta solo se stessa dal momento che i suoi membri non sono più espressione di organismi politici degni di questo nome, essendo DS e Margherita ormai estinti, e Faglia e in suoi ex assessori oggettivamente privi di radici sociali e politiche. Per quanto riguarda la scadenza elettorale provinciale i tempi stringono e c'è necessità di capire come si andrà, con quale progetto e quali candidati, al confronto. Augurando ai lettori che guardano a questo orizzonte politico un Buon Natale e un felice Anno Nuovo li invito a rileggere con me questa lettera spedita nel 2002 al forum Monza da Giuseppe Motta, che si trova a pag. 38 del libro "Baraonda Democratica". Buona lettura.ps. se non l'avete ancora fatto andatevelo a comprare nelle librerie monzesi

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La versione di Peppino

Cari amici, come annunciato siamo riusciti, l'editore Carlo Vittone ed io, a realizzare il libro che raccoglie le lettere scritte da Peppino Motta a Monza e ai monzesi tramite il suo forum. Il libro verrà presentato martedì 18 dicembre alle ore 17.30 alla libreria Ancora Artigianelli di via Pavoni a Monza. Successivamente verrà diffuso anche dalla libreria Libri&Libri e sarà possibile ordinarlo sul sito www.vittoneeditore.it.  Il libro ospita una prefazione di Pippo Civati e una presentazione scritta da me di cui allego un riassunto. Vi aspettiamo.

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Baraonda democratica

E finalmente in dirittura d'arrivo il libro "Baraonda democratica" che raccoglie buona parte delle centinaia di lettere scritte da Peppino Motta tra il 2001 e il 2005 al suo forum monza@domeus.it. Giuseppe, “Peppino” per gli amici, Motta era un innovatore nato che amava stare vicino, anzi a cavallo della frontiera. Per questo alla fine degli anni 90, indignato per come andavano le cose in città e reputando la pagina delle lettere de Il Cittadino una “piazza” asfittica e inadeguata  per portare avanti le sue campagne contro le scelte dell’amministrazione Colombo, cominciò a guardare con attenzione a internet e alle nuove tecnologie che consentivano a un cittadino qualsiasi di rivolgersi liberamente e senza mediazioni ai suoi pari e agli eletti in Consiglio comunale. Il libro racconta la storia di un'originale avventura telematica.Giuseppe Motta aveva infatti scoperto con un discreto anticipo la “democrazia digitale” frutto della tecnologia della rete e aveva subito aperto sulla piattaforma internazionale Domeus, un forum telematico chiamato “Monza” che ben presto diventò lo strumento della sua azione politica, diffondendo le opinioni  e i commenti sulla vita pubblica monzese, suoi e di centinaia di cittadini che grazie a internet diedero vita a un grande dibattito politico e civile in una forma totalmente nuova per la città.

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Un tunnel di carta

Il tunnel di viale Lombardia  è, per ora, un manufatto di carta del peso di circa 195 tonnellate, per un totale di 243 metricubi. Con i documenti prodotti sino ad oggi, la galleria urbana da due chilometri che Monza e la Brianza aspettano da 11 anni, potrebbe essere realizzata in cartapesta con uno  spessore quasi mezzo centimetro.Le ultime notizie dicono che Anas e Impregilo stanno trattando per trovare un accordo sui lavori, scambiandosi altra carta che si aggiunge alla precedente. Per sottolineare questo spreco di cellulosa i cinque Comitati per la Galleria hanno spedito al presidente di Anas, Pietro Ciucci, e al presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, una ruspa di cartoncino da assemblare, simbolo dell’unica attività che sinora sono stati in grado di generare, cioè la produzione e movimentazione di quaranta milioni di fogli A4.

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