Features

Desio - BEA: un consiglio di amministrazione in bilico

di k.ts.

Non sono passati 15 giorni dalla nomina (anticipata dal nostro sito) del nuovo consiglio di amministrazione di BEA, la municipalizzata che gestisce l'inceneritore di Desio, e già sono sorti problemi che potrebbero condurre allo scioglimento dello stesso Cda.

I cinque membri,  due di nomina politica: Silvio Boselli e Loris Bolis e  tre provenienti dalle pubbliche amministrazioni, come la legge sulla Spending Review prevede: Mirko Billé di Varedo, Maurizio Ostini di Lentate sul Seveso e Roberta Ronchetti di Limbiate, sono incappati nell’incompatibilità degli incarichi.

Incompantibilità così come definita dal Decreto Legislativo n°39 del 08/04/2013, art.9.

Autodromo di Monza: tre uomini soli al comando

Mentre è iniziato l’assalto alle tessere dell’Automobile Club di Milano in vista delle elezioni del Consiglio di Amministrazione del 2014
      
di Vanwall58

Dopo dieci anni Sias si toglie il peso dell’ultima rata da 1,7milioni euro  relativa al finanziamento da 18milioni per la realizzazione delle nuove strutture dell’Autodromo di Monza.
Il prestito era stata concessa dalle banche con la garanzia di un’ipoteca sullo storico palazzo di corso Venezia, sede sociale dell’Automobile Club di Milano - socio di maggioranza di Sias con il 70% delle quote, mentre il restante 30 per cento è dell’Immobiliare ACM a sua volta controllata al 100% da AC Milano .
Alla fine la costruzione delle nuove strutture, moderne e funzionali ma che hanno tolto un po’ di fascino al “Tempio della velocità”, é costata 60milioni di euro.

Biassono - Indagine della Guardia di Finanza sui rapporti tra il Moto Club e la Sias

di Vanwall58

Inchiesta della Procura di Monza sul Moto Club Biassono.

La scorsa settimane le Fiamme Gialle si sono presentate nella sede del Moto Club di Biassono alla ricerca di documenti sui rapporti tra l’associazione sportiva e la Sias alla quale il Moto Club forniva servizi in pista in occasione di gare e prove libere.

Perquisite anche le abitazioni dell’ex presidente Gabriele Aliprandi e della figlia Elena, succeduta alla presidenza del Moto Club dopo che la Federazione Motociclistica Italia aveva sottoposto a procedimento il padre. 
Era, infatti, emerso che Aliprandi si era fatto pagare da tre aspiranti commissari per un corso mai realizzato, abilitandoli a scendere in pista con la qualifica di ufficiali di gara in occasione della Superbike a Monza e a Imola e per gare valide per il Campionato Italiano di Velocità (Civ).

Processo per il tentato sequestro di Carlo Malaspina a Velasca. VI° udienza

 Il sostituto procuratore Marcello Musso chiede al teste: “Pensava che la portavano in Aspromonte?”
di Tap_Hiro

Esaurito l’interrogatorio di Giuseppe Malaspina, lunedì è stata la volta del fratello Carlo. E lui che, secondo la denuncia, avrebbe, nell’ottobre 2011, subìto il tentativo di sequestro mentre dalla sua casa di Velasca stava andando a piedi al circolino di Velate per incontrare un amico.

“Era un mercoledì sera – ricorda Carlo Malaspina – avevo fatto 180-190 metri dopo l’isolato di casa mia quando mi vedo piombare una Mercedes, un’auto nera di grossa cilindrata. Scendono due signori, Girasole Mario e Giovanni Miriadi. L’auto la guidava Govanni. Io vicino al marciapiede…La Mercedes  mi ha tagliato la strada. Vedo che Girasole mi raggiunge e Miriadi dietro mi grida:”Pezzo di merda”. Girasole mi ha preso da dietro, Giovanni mi ha preso un braccio…”.”Il braccio destro?”, chiede l’avvocato di parte civile Luca Ricci. “Sì, col braccio destro mi ero aggrappato alla maniglia ..

Seregno - Stallo per l'amministrazione Mariani, consiglio annullato per difetto di forma...La partita delle municipalizzate tiene in vita il sindaco

di k.ts.

Un altro consiglio comunale  è andato a vuoto dopo quello annullato martedì scorso per mancanza del numero legale.
Questa volta a impedire alla maggioranza di procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari un difetto di forma nella consegna delle notifiche di convocazione del consiglio comunale.

Dopo 3 ore di interpellanze e interventi, verso mezzanotte, Mauro Ballabio (PD) ha fatto presente che in base al regolamento i consiglieri devono controfirmare l’avvenuta consegna dell’avviso di convocazione e in mancanza di questa firma il consiglio comunale è da considerarsi nullo.
Un breve incontro dei capigruppo e si è quindi deciso di sciogliere l’assemblea e mandare tutti a casa.

Desio - Omicidio Vivacqua. I soldi pagati da Bricoman Italia per i terreni di Carate sono finiti in Cina

di Tap_Hiro

Parte di quei 5,1 milioni di euro pagati da Bricoman Italia il 12 settembre 2011 all’atto del rogito stipulato con Calogero Licata Caruso, braccio destro e prestanome di Paolo Vivacqua – ucciso nel suo ufficio di Desio due mesi dopo da un killer ancora sconosciuto - per la cessione dei terreni di via Marengo a Carate Brianza su cui è stato costruito il punto vendita, sono finiti in Cina.
All’Agricultural Bank of Cina su conti correnti accesi presso la banca  tra il novembre 2011 e il febbraio 2012. Bonifici per 2.343.840 euro. Poco meno della metà dell’importo versato da Bricoman Italia.

Monza - Inchiesta Autodromo. Guaitamacchi: “Valli avrebbe dovuto sospendere subito i manager indagati e salvaguardare la società”

L'ex presidente di Sias che aveva denunciato alla Procura l'allegra gestione dell'Autodromo commenta la notizia del rinvio a giudizio dell'ex direttore Enrico Ferrari e di altre 16 persone

di Vanwall58
Mi pare francamente inaccettabile che Carlo Edoardo Valli, presidente dell’Automobile Club di Milano e della Sias, che dovrebbe essere uomo delle istituzioni, non sia riuscito o non abbia avuto la voglia, la possibilità o capito l’importanza di distinguere le responsabilità personali da quelle istituzionali”. Paolo Guaitamacchi presidente della società di gestione dell’impianto monzese dal 23 dicembre 2010 al 19 luglio 2012 commenta così il difficile momento dell’Autodromo alla luce del rinvio a giudizio di 17 persone per “comportamenti criminali finalizzati all’arricchimento personale”.

Carlo Edoardo Valli: “Cerco i soldi per tenere a Monza il Gran premio d’Italia. Ci sono altri in competizione con la Sias per organizzarlo”

di Vanwall58

Sono venuto all’Autodromo per conoscere l’assessore allo sport e per i dané. Ne abbiamo bisogno. L’Autodromo ha l’esigenza di  rinnovarci, io sto mettendomi in cerca dei soldi perché dobbiamo mantenere a Monza il Gran premio d’Italia di Formula 1. Dal momento che ci sono altri che sono con noi in competizione per averlo”.

Carlo Edoardo Valli presidente dell’Automobile Club di Milano e della Sias, la società di gestione dell’Autodromo di Monza è passato questa mattina a fare un saluto al neo assessore regionale allo sport Antonio Rossi impegnato assieme all’omologo assessore della provincia di Monza e Brianza, Andrea Monti che aveva indetto una riunione riservata alle società sportive del territorio per raccogliere le varie istanze e presentare l’edizione zero di “Olimpia Cùrt”, olimpiade dei giochi senza tempo.

Seregno - Intervista all'ex amministratore di +Energy: "Se convocato dirò tutto ai magistrati"

In esclusiva per infonodo.org parla Fabio Mascheroni, primo amministratore di +Energy
di k.ts.

Giovedì 18 aprile usciva sul nostro sito e sull’Espresso online l’inchiesta su +Energy, società che aveva come soci Mario Barzaghi, vicepresidente di Confindustria Brianza e patron dell’Effebiquattro, Giacinto Mariani, sindaco di Seregno,  Luigi Spenga, capitano dei Carabinieri e comandante della Compagnia di Seregno. Questi ultimi partecipavano a +Energy nascosti da una società fiduciaria: la Aperta Fiduciaria.
+Energy aveva avuto stretti rapporti commerciali con Ugo Ersilio Cincotto e la Simec, società sequestrata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché ritenuta controllata dalla Camorra e in particolare da Pasquale Pirolo legato al clan dei Casalesi.

La settimana precedente Fabrizio Gatti, inviato dell’Espresso, aveva intervistato Mario Barzaghi che dopo le prime ammissioni aveva minacciato e sequestrato  il giornalista per più di un’ora all’interno della sede della Effebiquattro (vedi video).

Seregno - Il sindaco Mariani:" Mi attaccano perché sono contro la mafia". Poi scappa e non risponde alle domande

di k.ts.

Alla conferenza stampa di venerdì scorso, indetta per lo “scandalo +Energy”, il sindaco di Seregno si è presentato con l’avvocato.

Chi ancora credeva nella sua estraneità alla vicenda raccontata da l’Espresso e da infonodo.org, si sarebbe aspettato che Giacinto Mariani dicesse chiaramente che lui e i suoi familiari non hanno mai avuto niente a che fare con +Energy. 
Contestualmente avrebbe dovuto anche spiegare perché la sua convivente firma il bilancio 2011 di +Energy, perché la sede della società viene trasferita nel 2011 presso la sede operativa di Aben’s Professionals i cui soci erano al tempo Giacinto Mariani, l’assessore Marco Formenti e l’assessore Vito Potenza e perché Mario Barzaghi ha confermato la presenza della compagna del sindaco in +Energy nel video girato dall’inviato dell’Espresso, Fabrizio Gatti.

Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT

I rapporti economici tra imprenditoria, politica, rappresentanti delle forze dell’ordine e camorra
di Qiao Liang e Wang Xiangsui

Non ho nulla da nascondere, nulla di quanto è nella mia coscienza” aveva affermato, modificando la formula di rito *, il sindaco di Seregno Giacinto Mariani, sentito come testimone mercoledì scorso nell'udienza del processo che vede imputato Massimo Ponzoni.

Qualcosa da nascondere invece Giacinto Mariani ce l'ha.
La sua partecipazione nella + Energy srl, società che importa pannelli fotovoltaici dalla Cina per rivenderli sul mercato italiano.
La sua partecipazione in +Energy, infatti, non è palese ma occulta, coperta da una fiduciaria, la Aperta Fiduciaria del gruppo Credito Valtellinese.

Attentato alla Gimal di Vimercate. Il giallo del verbale sulle indagini... Non Esiste

Su un atto di Polizia Giudiziaria la corte impone gli omissis
di di Tap_Hiro

Le accuse sono pesanti: estorsione, tentato sequestro, minacce. Rischiano 20 anni di carcere Giovanni e Vincenzo Miriadi e Mario Girasole. Il processo – presidente Patrizia Gallucci, pubblico ministero Marcello Musso – che si sta celebrando al Tribunale di Monza, è arrivato alla terza udienza. Del tentato sequestro di Carlo Malaspina, fratello di Giuseppe, costruttore edile, non si è ancora parlato.

Le prime udienze hanno cercato di fare chiarezza sull’attentato incendiario alla sede della Progeam e i colpi sparati contro la Gimal di Giuseppe Malaspina a Vimercate.
Dalle deposizioni dei testi chiamati in aula: carabinieri della stazione di Vimercate e ispettori della Dda di Milano chiarezza totale non c’è stata.

Giuseppe Malaspina, indagato per il sequestro Villa, diventa accusatore per il tentato sequestro del fratello Carlo

Tre a processo. Contro di loro le dichiarazioni del costruttore edile alla Dda
di Tap_Hiro

Esattamente venticinque anni sono passati tra il sequestro di Massimo Oreste Villa a Merate (novembre 1987), liberato dopo sette mesi di prigionia sull’Aspromonte, e il pagamento di un riscatto di 3 miliardi di lire, e il tentato sequestro, in pieno centro di Vimercate, di Carlo Malaspina (novembre 2011), fratello di Giuseppe titolare di un incredibile numero di società edili e uffici nel grattacielo Gimal di via Fiorbellina. All’epoca del sequestro Villa i fratelli Malaspina, Antonio (classe 1945), Carlo (1947), Giuseppe (1953), Santo (1959), tutti nati a Montebello Jonico e trasferitisi a Vimercate, all’epoca feudo della famiglia ’ndraghetista degli Iamonte, vengono sospettati d’essere gli autori del sequestro.

I militari dell’arma concentrano la loro attenzione su Santo e soprattutto su Giuseppe, autore – secondo il rapporto della Dda di Milano allegato al fascicolo del processo da poco iniziato presso il Tribunale di Monza (presidente Patrizia Gallucci) - dell’omicidio di Giuseppe Zampaglione commesso a Muggiò il 21 maggio 1972.

Monza - C’è il rischio che il Gran Premio d'Italia di Formula 1 si corra in Toscana

Fernando Alonso sponsorizza il Mugello
di Vanwall 58

Quando un pilota della Ferrari – nel caso specifico Fernando Alonso -  twitta al suo milione e 530mila fans che “il Mugello è una pista pronta per entrare nel calendario del mondiale di Formula1”, be’, allora a Monza qualcuno dovrebbe davvero cominciare a preoccuparsi. Chi scrive lo sta dicendo da tempo che la città della corona ferrea rischia di vedersi soffiare il Gran premio d’Italia. E che quella di quest’anno potrebbe davvero essere l’ultima edizione. Perché, di fatto, Sias, società di gestione dell’Autodromo dal 1922, ha con la FOM di Bernie Ecclestone un contratto firmato il 24 gennaio 2002, che porta le firme di Bernie Ecclestone, Sacha Woodward, Giulio Fumagalli Romario (all’epoca presidente Sias) ed Enrico Ferrari.
Contratto valido fino al 2008  prorogato al 2011 con l’invio di un nuovo documento che ha l’unica aggiunta della dicitura autografa “2011 BE”.  

Ecclestone: “A dirigere Monza metteteci chi volete, ma del Gran premio si dovrà occupare Federico Bendinelli”

E al posto di Enrico Ferrari arriva Alfredo Scala

di Vanwall58

Al telefono col presidente dell’Automobile Club di Milano e della Sias, Carlo Edoardo Valli, il patron della Formula Uno, Bernie Ecclestone, era stato chiaro. “A fare il direttore a Monza metteteci chi volete ma ad occuparsi del Gran premio d’Italia dev’essere Federico Bendinelli”. E così, dopo essersi finalmente convinto che per tenere a Monza la Formula Uno era necessario confermare l’avvocato bolognese - fino al 2006 alla guida del circuito di Imola quando Imola era nel calendario mondiale della Fia - Valli ha deciso che come prima cosa era arrivato il momento di accettare la decisione del presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani e sostituire l’inquisito dalla Procura monzese per “criminale comportamento volto all’arricchimento personale” Enrico Ferrari con Alfredo Scala, amministratore delegato e direttore generale dell’impianto motoristico di Vallelunga.

Pages

Subscribe to Features