L'Expo agita le archistar italiane

"Renzo Piano: «Sull’Expo sto con Celentano. Si rischia l’affarismo». Questo l'incredibile titolo virgolettato con il quale il Corriere della Sera ha lanciato ieri, contro i progetti dell'Expo 2015, l'intervista all'archistar genovese, uno dei più grandi cementificatori del nostro tempo. Difensore del verde e della tradizione architettonica lombarda al punto da avere costruito a Lecco un centro commerciale di 10 piani le cui forme aliene e i materiali usati ben poco si integrano con l'ambiente circostante. Quello che stupisce nelle critiche di Renzo Piano ai progetti dell'Expo di Milano, è il fatto a tutti noto che l'architetto, star del design mondiale, è capo cordata del gruppo finanziario che ha perso il concorso per costruire sulle ceneri della vecchia Fiera milanese vinto da City Life con il progetto degli archietti Isozaky, Libeskind, Hadid. Inoltre Piano costruirà a Torino il più alto grattacielo italiano e sta costruendo grattacieli a Londra (dove ha tutta la popolazione contro) e New York; insomma quando c'è da speculare colando cemento armato a tonnellate non si tira indietro. E Piano non è uno che costruisce sempre cose belle. Lo dimostra il Vulcano Buono di Nola, un mega centro commerciale che peggioora ulteriormente il già degradato ambiente dell'area napoletana. L'ecomostro (si può dire o no?) inaugurato nel 2007 da Romano Prodi, ha la forma del vulcano con al centro del "cratere"  una piazza a cielo aperto grande quanto piazza Plebiscito a Napoli (22.000 metri quadri); tutto attorno 155 negozi, un ipermercato Auchan di 13.500 metri quadri e un'ampia offerta di servizi disposti lungo una galleria lunga quasi un chilometro. Alla faccia della via Gluk

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