Una risposta (In)degna

Ormai siamo al ridicolo e oltre. A seguito del nostro articolo sul servizio di notifica multicanale che il comune di Seregno ha acquistato da un partner di Fonia nazionale, la società in cui lavorano o di cui sono soci assessori e parenti di assessori di Seregno, il Giornale di Seregno si è interessato della faccenda ed è andato a chiedere lumi all'assessore Formenti e al sindaco Giacinto Mariani. Che hanno fatto le seguenti dichiarazioni: «Non mi interessa - ci ha detto Formenti - Sono stufo di queste persone che criticano su stupidaggini» , mentre il sindaco si è spinto fino all'insulto: «Infonodo non merita una risposta perché è gente indegna. E' tempo sprecato e dare considerazione a quanto afferma è offensivo per le persone intelligenti». Detto da un sindaco che ha fatto ridere mezza Italia nominando nel consiglio di amministrazione di Gelsia i parenti degli assessori (vedi articolo di Repubblica), suona quasi come un complimento. Ma a parte questo non si capisce né il tono né il contenuto della risposta. Visto che la questione non riguardava cosa sindaco e assessore pensassero di infondo, ma perché la giunta avesse deciso di assegnare l'appalto ad una società i cui prodotti vengono commercializzati da Fonia Nazionale. E se questo non costituisse un palese conflitto di interessi. La difesa della giunta è che questa domanda risulta così stupida da non meritare risposta.

Stupida quindi la “indegna gente” di infonodo, stupido di riflesso il Giornale di Seregno che ha ripreso questa stupidaggine e stupide, in un certo senso sono già state avvertite, le opposizioni che eventualmente vorranno porre in consiglio la questione.
Insomma bisognerà fare tutti uno sforzo maggiore per rimanere all'altezza dell'intelligenza di questa giunta, la cui lungimiranza, profondità, acutezza e limpidezza si palesa in ogni decisione.

Noi per primi ci siamo già messi all'opera in questo senso, e prossimamente porremmo a sindaco ed assessori le seguenti intelligenti domande: Come passerà il Natale, vossignoria? Farà il presepe o l'albero di Natale? Meglio il pandoro o il panettone?
Per ora ci fermiamo qui, perché già ci fumano i cervelli, però abbiamo in serbo ficcanti e intelligenti domande anche per il Carnevale e per la Pasqua.

Basta quindi con l'andare a leggersi gli appalti dell'amministrazione di Seregno, basta con il chiedere perché il comune di Seregno (vedi vicenda Vastarredo) inviti ad una gara d'appalto due ditte dello stesso gruppo, in palese violazione del regolamento comunale sugli appalti e in violazione della legge italiana, o chiedersi se e perché venga aggirato il tetto per gli appalti a rilevanza europea suddividendo una commessa per poi assegnarla ad un'unica ditta, o ancora perché il comune di Seregno doni una tenda ad un'associazione che il parlamento francese e belga classificano come setta pericolosa, basta con il chiedere perché il comune paghi i corsi di lingua fatti da una società che non ha mai avuto esperienze in proposito, o chiedere dei rapporti tra due amministrazioni quella di Seregno e quella di Seveso, tra i loro assessori, consiglieri e tra le società da loro fondate.

Cerchiamo di essere chiari, noi non abbiamo nessun problema con Fonia Nazionale o con altre società citate nei nostri articoli.
Però vista la “nuova” legge elettorale che con l'elezione diretta del sindaco, concentra in quest'ultimo grandi poteri, blinda la maggioranza, confinando i consiglieri di opposizione in un ruolo di mera testimonianza, forse una maggiore trasparenza negli appalti, un dichiarare apertamente e spiegare eventuali scelte che possono fare sorgere l'idea di possibili conflitti di interesse non guasterebbe.

E' in questo senso che abbiamo inteso i nostri articoli, non in un altro. Ma probabilmente è un'altra stupidata. Un'altra delle nostre stupidate come quella di tenere a nostre spese un archivio che dal 2003 raccoglie notizie e articoli che riguardano il nostro territorio.

 

P.S.
Abbiamo notato che sui giornali il nostro sito viene indicato come anonimo. Non è corretto dire questo, in realtà i nostri articoli non vengono firmati con nome e cognome perché abbiamo deciso di usare degli pseudonimi. L'uso degli pseudonimi in letteratura e nel giornalismo è pratica storicamente consolidata e rispettabile. Da Wu Ming a Ghino di Tacco, da Trilussa a Geronimo, gli esempi sono innumerevoli sia nel passato sia nel presente.

Per evitare personalismi, per mettere in maggiore risalto il lavoro collettivo, perché storicamente in tempi bui, come riteniamo siano questi, si è fatto maggior ricorso agli pseudonimi, per queste ragioni abbiamo optato per questa scelta. Altra cosa è l'anonimato o la lettera anonima. Noi anonimi non lo siamo affatto. Il nostro sito è ovviamente regolarmente registrato con tanto di nome e cognome del responsabile. E chi ha voluto mettersi in contatto direttamente con noi lo ha fatto, da ultimo esponenti di Fonia Nazionale. L'uso di informazioni contenute nelle lettere anonime che ci sono arrivate o che addirittura ci siamo dovuti procurare non lo riteniamo disdicevole, visto che abbiamo controllato e verificato le informazioni in esse contenute, informazioni che ci sono servite più che altro come spunto per il nostro lavoro di ricerca che ci ha spinto ben oltre e magari non nella direzione desiderata dagli stessi anonimi scriventi.

Le lettere anonime le abbiamo trattate come fonti di informazioni da verificare attentamente, tutto qui. Chi ci sia dietro, quali siano le sue intenzioni nascoste, perché queste informazioni escano in un dato periodo e non in un altro ci interessa relativamente, essendo noi molto lontani dalle lotte intestine che tanto impegnano e appassionano maggioranza e opposizione.

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