Skip to content

Solaro, Mc Bride il giorno della rabbia

February 9, 2010 by juble

da Il Giorno
articolo di
GABRIELE BASSANI

A casa 130 lavoratori, l’azienda trasferisce la produzione nella Bergamasca

— SOLARO —
STRISCIONI, FISCHIETTI e qualche bandiera: tutti a passo lento per attraversare una parte di Solaro e coprire il tragitto tra la fabbrica di cui è stata decisa la chiusura e il Municipio dal quale si attende arrivino segnali incoraggianti. Così ieri mattina i 130 lavoratori della Mc Bride, azienda di detergenti di via Bernini, hanno messo in scena la loro protesta pacifica ma non certo inosservata, che ha creato anche qualche disagio al traffico lungo Corso Europa, strada di collegamento tra la Saronno-Monza e Garbagnate e poi nel centro di Solaro con il presidio davanti al Municipio, prima dell’ingresso a Villa Borromeo. La manifestazione e il relativo sciopero sono stati proclamati dai lavoratori dopo che a metà della scorsa settimana è stata ufficializzata dall’azienda la notizia già nell’aria da qualche mese, ovvero la decisione da parte della multinazionale inglese di chiudere il sito produttivo di Solaro e trasferirne la produzione nel più moderno stabilimento di Bagnatica (Bg), ex Dasty Italia, recentemente acquisita dalla stessa Mc Bride. Con questa decisione cala il sipario su una delle grandi fabbriche più vecchie di Solaro, attiva dal 1957, prima col nome di Tensia, poi Bp, quindi General detergent, sempre nel campo della produzione di detersivi e sempre con un ruolo da leader nel settore del “private label”, ovvero dei prodotti che vengono poi immessi sul mercato con il marchio della catene della grande distribuzione. Una specializzazione che, secondo i sindacati, andrà in gran parte persa con questa operazione che non tiene conto del livello qualitativo raggiunto da questa fabbrica che a metà degli anni Novanta arrivò a contare anche fino a 300 lavoratori.

«GLI ULTIMI DUE ANNI sono stati un’agonia - denunciano i lavoratori nel comunicato diffuso ieri mattina durante il corteo -. E’ vero, abbiamo lavorato e portato a casa lo stipendio ma sempre in un clima tormentato dai dubbi e giorno dopo giorno abbiamo visto morire lo stabilimento, nonostante i ritmi di produzione rassicuranti». Il corteo, scortato da un nutrito schieramento di carabinieri e di agenti della Polizia locale che hanno gestito la viabilità con deviazioni temporanee, è giunto in Municipio dove ad attenderlo c’erano il vicesindaco di Solaro Rosaria Fusi (in sostituzione del sindaco assente per motivi di salute), il sindaco di Cesate Roberto Della Rovere e assessori di Senago e Limbiate, a rappresentare i 4 comuni più coinvolti nell’ennesima chiusura di fabbrica del territorio, che ovviamente presenta gravi ripercussioni sociali, che ricardono come sempre sui Comuni.

«IL NOSTRO IMPEGNO è quello di coinvolgere tutti i livelli istituzionali, dalla Provincia fino a Governo, affinchè si punti al sostegno immediato a questi lavoratori e alla reindustrializzazione dell’area», hanno spiegato i rappresentanti delle Amministrazioni. «Da parte nostra il Pgt appena adottato - ha aggiunto la vicesindaco Fusi - ha confermato la destinazione industriale di quell’area, chi compra deve sapere che può farlo solo per continuare a produrre, magari assorbendo parte di questi lavoratori».

Cassa e mobilitĂ  La multinazionale presenta il piano
SOLO QUESTA mattina, forse, si conoscerà nel dettaglio il destino dei lavoratori della Mc Bride: nell’incontro convocato in Assolombarda, l’azienda dovrà presentare il piano che porterà alla messa in mobilità e quindi alla chiusura. Le prime voci parlavano di una cessazione delle attività entro il prossimo giugno ma i tempi potrebbero essere più rapidi. Da domani dovranno scattare i 45 o 75 giorni nei quali i sindacati tenteranno di raggiungere l’accordo con l’azienda. In cima alle richiesta c’è la concessione della cassa integrazione, come minimo per un anno. Poi si punta ad ottenere un buon numero di trasferimenti diretti, su base volontaria allo stabilimento di Bagnatica, che certo non potrà essere una soluzione per tutti. Si chiede a Mc Bride anche un aiuto concreto per il ricollocamento in altre aziende del settore, tra fornitori e distributori. Ma più di tutto, i lavoratori, vorrebbero che la fabbrica di via Bernini riprendesse l’attività, con un’altra proprietà ma con la possibilità di accogliere un buon numero di lavoratori.

AdaptiveThemes