
Le elezioni spiegate ai “gonzi” - Sul mistero del perché l'amministrazione uscente di Seregno non è riuscita ad approvare il PGT
In politica non esiste l'onore.
Benjamin Disraeli
L'Italia, come è noto, è il paese dei misteri: bombe di stato, servizi segreti e apparati dello stato deviati, massoneria, P2, omicidi di mafia, crack finanziari, preparazioni di golpe militari, improvvise fortune economiche mai spiegate, riciclaggio di denaro sporco, ecc..
Esiste anche un mistero a Seregno che segna pesantemente la campagna elettorale 2010, per il rinnovo del consiglio comunale.
Il mistero del Piano di Governo del Territorio (PGT) non approvato dalla giunta Mariani
Eppure le premesse erano sembrate molto buone perché l'approvazione arrivasse in tempo, cioè prima di queste elezioni.
Nel marzo del 2008, infatti, la Regione Lombardia aveva scelto Seregno come “osservatorio speciale per la realizzazione del Pgt”. Il progetto era stato illustrato in una conferenza stampa dall'Assessore regionale al Territorio Davide Boni, dal sindaco di Seregno Giacinto Mariani e dal vicesindaco, nonché assessore alla Attuazione Statuaria, alla Pianificazione Territoriale, all'Edilizia e ai Lavori Pubblici, Attilio Gavazzi.
In quella conferenza stampa del marzo 2008 Mariani aveva dichiarato: “Grazie a questa collaborazione avviamo con la Regione un percorso destinato alla realizzazione del Pgt. Un piano che pone degli obiettivi ben precisi, quali confermare il ruolo di Seregno come polo di attrazione della Brianza”.
Gavazzi aveva rincarato la dose: “Il modello Seregno nasce con l'intenzione di esportarlo nel metodo in altri comuni lombardi. Possiamo pensare ad una nuova fase di sviluppo governata da meccanismi più semplici, flessibili e trasparenti”.
A stendere il Pgt era stato chiamato nel luglio del 2007 Giorgio De Wolf (PdL), già vicepresidente della Provincia di Varese, attuale vicesindaco di Varese, salito ultimamente alla ribalta delle cronache nell'inchiesta che sta travolgendo la Protezione Civile per la gestione della Grandi Opere.
Infatti il De Wolf, in qualità di architetto, per i mondiali di ciclismo svoltisi a Varese nel settembre 2008 aveva progettato la costruzione dell'Albergo Capodilago.
Oltre alla mancata costruzione delle opere di compensazione previste il gip che porta avanti l'inchiesta ipotizza che dietro alla vicenda ci siano: “violazioni di norme urbanistiche, deturpamento di bellezze naturali, delitto di abuso di ufficio ovvero ulteriori delitti contro la Pubblica Amministrazione”. Vedi articolo
Mentre è vicesindaco di Varese, dall'aprile 2008, il De Wolf progetta l'albergo Capodilago per i mondiali di ciclismo, scrive il Pgt di Seregno, ma non solo: firma anche quello di Saronno, Leggiuno, Sangiano, Osmate, Comabbio e Ternate.
In quasi tutti i progetti lo affianca lo Studio Tecnico Castelli S.a.s. di Castelli Giovanni, agronomo di Cuvio.
Cuvio? Sì esatto Cuvio, paese di 1600 anime in Valcuvia tra Laveno e Luino, noto perché Piero Chiara vi ambienta il bel romanzo “Il pretore di Cuvio”.
Il Castelli Giovanni, comunque, ex consigliere comunale a Cuvio, è stato dal 2003 al dicembre 2008 anche presidente del Parco Campo dei Fiori.
Viene eletto a questa carica tra le perplessità di alcuni comuni del consorzio che contestano le modalità con cui si è arrivati alla designazione del presidente: “I piccoli comuni sono stati messi all’angolo da logiche di carattere politico”, così dichiara il sindaco di Brinzio. Il Castelli è espressione politica dell'allora Casa della Libertà.
Nella veste di presidente del Parco Campo dei Fiori il Castelli si fa notare per la sua propensione alla cementificazione. Così, infatti, esprime il suo accordo per l'insediamento di un'industria di software all'interno del parco: “Le norme di tutela furono scritte 20 anni fa, quando si pensava di dover mettere tutto sotto chiave. Molte previsioni, per fortuna, si sono rivelate infondate. Per quel che ci riguarda in quell'area un'azienda di software potrebbe pure starci, basta che sia di dimensioni sostenibili per le risorse, ad esempio l'acqua, disponibili”. Vedi: Lo sprawl è solo villettopoli? Pare di no.
L'idea che il consumo d'acqua sia fondamentale per definire la sostenibilità di un intervento edificatorio è centrale per capire il Castelli-pensiero, visto che non siamo nel Sahara, ma nella piovosa Lombardia, è un'idea per così dire con le maniche larghe verso chi vuole cementificare il territorio. Per avere una riprova della centralità della disponibilità di acqua nel Castelli- pensiero basta dare un'occhiata ai vari studi che ha fatto per il comune di Seregno.
Infatti il nostro non solo firma la Vas (Valutazione ambientale strategica) per il Pgt ma si aggiudica anche, senza bando di gara, la stesura per l'esclusione della Vas di tre importanti Programmi Integrati di Intervento a Seregno che riguardano le aree dismesse: ex Camisasca, ex Parà e area di via Folorno.
I tre interventi passano la verifica per l'esclusione della VAS e sulle tre aree si costruirà. Nell'ex area Parà, tra l’altro, residenze praticamente a ridosso di una industria chimica, la Italsilva. Nel frattempo, pare che la proprietà delle aree, in particolare di quella della ex Camisasca siano passate di mano più di una volta.
Con le elezioni lo metti nel culo ai tuoi nemici. Vincendo
lo metti nel culo ai tuoi amici.
James Carville, 1992
Torniamo al PGT di Seregno. A quanto abbiamo visto, era tutto in regola per una veloce approvazione. Abbiamo il De Wolf (Pdl) affiancato dal Castelli (area Pdl), l'assessore regionale Boni (Lega) che identifica Seregno come: “Osservatorio speciale (della Regione) per la realizzazione del Pgt”, il sindaco Mariani (Lega) e il multi-assessore Gavazzi (Pdl), pronti a far bella figura. Tutto sembra una perfetta macchina oliata, eppure passano i mesi e il Pgt non riesce ad arrivare in consiglio comunale per l'approvazione.
Nel giugno del 2009 si scatena, invece, una vera e propria guerra all'interno della maggioranza e la Lista Amare Seregno dichiara di essere pronta a ritirare il suo assessore in giunta Marco Cajani (architetto) e a far passare i suoi due consiglieri Pozzoli (architetto) e Busnelli all'opposizione.
“Non ci piace affatto come viene gestito il settore dell’urbanistica, ma soprattutto la mancanza di notizie sul Pgt che secondo l’assessore Gavazzi è già pronto – dichiarano i tre -, un piano che non abbiamo né discusso né visto, non avendo alcun rappresentante nella Commissione Territorio, ne’ l’assessore e tanto meno il presidente di questa commissione ci hanno mai interpellati per avere nostre considerazioni in merito".
E aggiungono: “Abbiamo sollecitato il sindaco a verificare l’attuazione del programma, in particolare i punti relativi al territorio, più di un anno fa chiedendo incontri-confronti politici tra le varie forze della coalizione. Sempre al primo cittadino, lo scorso mese di aprile, abbiamo presentato un documento sottoscritto con i capigruppo di An e Udc contenente un ipotesi di lavoro del Pgt, estrapolata dalle richieste preventive fatte dai cittadini. Abbiamo condiviso, subendole, le modifiche urbanistiche relative al "documento di inquadramento" delle aree dimesse, al fine di superare ventilate crisi di giunta. Adesso siamo stanchi”.
Tra le righe si possono leggere due importanti informazioni:
1° la coalizione che guida il Mariani era divisa non solo rispetto alle componenti Amare Seregno e Udc, ma anche che esisteva una divisione interna del Pdl (come d'altronde a livello nazionale) tra l'area ex Forza Italia e l'area ex An.
2° c'è stato un forte interesse da parte di una componente della maggioranza, in particolare del Gavazzi, per le aree dismesse, attorno alle quali si muovono grandi appetiti immobiliari.
Oltre a quelle già citate esistono una serie di aree dismesse sulle quali i vari immobiliaristi hanno puntato, ad esempio l'area di via Adua dove a costruire è Antonino Lugarà.
Costruttore ed esponente della Dc fino ai primi anni '90, il Lugarà, dopo essere scampato ad un attentato nell'ottobre 1989, nel 1995 viene rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta (vedi
articolo).
Dopo qualche anno in sordina, torna prepotentemente sulla scena negli ultimi anni con grossi investimenti non solo a Seregno, ma anche a Giussano, Mariano e Seveso.
E' grande amico di Massimo Ponzoni: i due quando si vedono non mancano di scambiarsi calorosi saluti. Ultimamente sono stati visti anche al centro di Seregno affettuosamente abbracciati, da grandi amici.
La politica è come la Borsa un cattivo affare per chi non può permettersi di perdere.
Richard Nixon, New Hampshire, 1968
Il Massimo Ponzoni di cui stiamo parlando è l'assessore regionale all'Ambiente.
Non è un buon periodo per lui, ultimamente, poiché è finito nell'inchiesta sulle bonifiche di Santa Giulia (vedi articolo) che ha portato in carcere l'imprenditore, re delle bonifiche, Grossi e Rosanna Gariboldi, moglie dell'ex assessore regionale Abelli. Nell'inchiesta sono spuntati anche presunti rapporti con aziende legate alla ‘ndrangheta, nonché frodi fiscali, creazioni di fondi neri in paradisi fiscali e turbative d'asta.
In particolare, i rapporti del Ponzoni con la Gariboldi sarebbero anche di tipo economico, partecipando i due nella proprietà di un'immobiliare, la Pellicano di Desio, ora in stato di liquidazione.
Al momento l'assessore Ponzoni non è indagato ed è stato sentito esclusivamente come testimone.
Il fatto che, a sorpresa, la sua candidatura nelle file del Pdl è stata messa in discussione nelle ultime ore, fa sospettare che i suoi guai non siano finiti. Almeno quelli politici.
Vista la vicinanza del Gavazzi al Ponzoni, è ipotizzabile che una eventuale caduta del Ponzoni porterebbe a pesanti sconquassi anche a livello locale. Ma torniamo al Pgt e alla guerra in maggioranza nel giugno del 2009. Mentre si evidenzia una spaccatura tra Amare Seregno e An da una parte e Forza Italia, il Gavazzi e il Mariani dall'altra, arriva alle redazioni dei giornali una lettera anonima che descrive gli interessi economici che alcuni esponenti di Amare Seregno e di An condividono in Fonia Nazionale. Interessi di cui infonodo si è occupato in diversi articoli.
Nel dicembre del 2009, poco dopo la conferma che il “centrodestra” avrebbe ricandidato Giacinto Mariani alle elezioni del 2010, viene fatta circolare un'altra lettera anonima in cui si parla degli interessi che il sindaco avrebbe in diverse società, fra cui molte immobiliari.
Non c'è niente come la paranoia.
F.X. Leach, Altamont, 1969
In effetti alcune di queste società, fra cui un'immobiliare, sono - o lo sono state - a vario titolo di proprietà di Giacinto Mariani.
Nei pacchetti azionari che controllano le immobiliari di Seregno, citate nella lettera anonima, invece, compare sì un Mariani, ma il nome non è Giacinto.
Il sindaco fece ai tempi una denuncia ai carabinieri per diffamazione.
La lettera anonima finiva con una promessa di ulteriori rivelazioni. Infatti, riferendosi al sindaco, recitava: “Oltre a nascondersi dietro a società fiduciarie di cui parleremo più avanti”.
Ad oggi altre lettere anonime non sono arrivate, ma la campagna elettorale è ancora lunga.
La questione dell'approvazione del Pgt e degli interessi politici ed economici che vi stanno dietro è comunque centrale per capire anche queste elezioni, la campagna elettorale e come questa verrà combattuta.
Della centralità del Pgt e degli interessi che si muovono attorno ne è una riprova il programma elettorale dell'Udc che sull'argomento recita: “Perseguire una vera perequazione fondiaria applicando criteri e metodi di distribuzione dei diritti edificatori sul territorio per comparti interscambiabili. Non è concepibile che, a PGT approvato, alcuni cittadini proprietari si ritrovino, fortunatamente, premiati ed altri invece, altrettanto proprietari, risultino penalizzati”.
In ballo non ci sono solo i “diritti” della proprietà fondiaria, ma anche quali saranno le ditte che costruiranno e quali saranno i tecnici che firmeranno i grossi progetti.
Se non altro l'Udc ha il merito di rendere esplicito quello che tutti pensano.
Mentre l'Udc ha abbandonato la maggioranza che prima sosteneva e candida l'ing. Piergiorgio Borgonovo (presidente dell'Ordine degli ingegneri della Brianza), più altalenante è la posizione di Amare Seregno con la candidatura a sindaco di Tiziano Mariani, padre padrone di Amare Seregno. Candidatura resa difficile anche dall'uscita sul Fatto Quotidiano del 12 gennaio 2010 di un articolo che narra dei suoi passati di tangenti e della condanna a risarcire il comune di Seregno. Cosa che pare non abbia ancora fatto.
Da notare il passaggio dell'articolo: “L’inchiesta su Mariani era scattata dopo un esposto presentato da un democristiano seregnese che oggi milita pure lui nel Pdl”.
Siamo in piena guerra all'interno del Pdl, tra ex-democristiani e ex-socialisti.
In un epoca totalmente corrotta, la linea di condotta migliore è fare quello che fanno gli altri.
Marchese De Sade, 1788
Dopo essermi fatto un paio di righe di cocaina ho deciso di entrare anch'io in politica. Il mio progetto è di diventare assessore all'Edilizia privata. Ho anche un parente architetto a Milano, l'idea è di sfruttare le lungaggini delle burocrazia. E chi vuole costruire (solo grossi progetti) per avere la strada, per così dire, facilitata, nel mio assessorato, deve passare per lo studio del mio parente. Poi, ad esempio per il recupero delle aree dismesse, ho un altro piano. Costituisco delle società immobiliari a mio nome, a nome dei miei parenti o di persone fidate, mi metto d'accordo con il proprietario dell'area e con il costruttore. Garantisco di essere la sciolina, perché il progetto immobiliare vada in porto poi compro l'area dal proprietario e la vendo al costruttore. La differenza tra il prezzo a cui realizzo la vendita e il prezzo di acquisto è il costo del mio lavoro, per così dire, di…lubrificazione. Non male, ho certe ideuzze, poi…
Ho pensato, inoltre, di entrare nel mercato dello spaccio della cocaina investendo i proventi in locali notturni in cui, si sa, la cocaina tira.
Ma l'idea geniale non è questa: l'idea è di costituire una società di body guard per i locali, magari una cooperativa che metto in liquidazione ogni due o tre anni, e senza far troppo casino, con ferma persuasione, cerco di ottenere il servizio di sorveglianza per tutti i locali notturni della mia zona. E' ovvio che in questo modo controllo chi entra nei locali e controllo soprattutto gli spacciatori. Solo i miei sono autorizzati ad entrare: nessuno si azzardi a spacciare nella mia zona a meno che prima non si metta d'accordo con me. E' chiaro, no?
Oh, oh, oh, che furbo che sono....
Con tutti i soldi che muovo e con le persone che faccio mangiare, magari riesco a far eleggere anche dei miei uomini fidati in consiglio comunale.
E così anche da questa strada alla fine entro sempre in politica.
Oh, oh, oh.
NOTE DELLA REDAZIONE
E’ evidente che quanto scritto in questo ultimo paragrafo, e anche nel resto dell'articolo, sono fantasie di una persona che si è bruciata il cervello a forza di sniffare cocaina. E’ il delirio paranoico dovuto all'abuso di droga che vede complotti e un sistema di potere gelatinoso ovunque. Ma l'unica gelatina, l'unico blob vomitevole sta in testa al bastardo drogato che ha scritto questo articolo.
Non dategli credito e leggete il tutto come un'opera di fantasia.
Tutte le citazioni all'inizio di ogni paragrafo sono tratte dal libro:
“Meglio del sesso – Confessioni di un drogato della politica”
di Hunter S. Thompson.
La parola gonzo nel titolo è usata in suo onore.

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