Trezzo, l'autocostruzione va in rovina: cantiere fermo da otto mesi

da Il Giorno
articolo di
MONICA AUTUNNO

Problemi tra Aler e cooperativa Alisei ma anche di costi

— TREZZO SULL’ADDA —
AUTOCOSTRUZIONE in via Allende, lavori fermi da otto mesi, in cantiere devastazione, degrado e abbandono. La conclusione dei lavori? Per ora, ancora un miraggio: e fra gli autocostruttori in attesa, si registrano le prime defezioni. È infausto per ora l’esito dell’operazione di autocostruzione in via Salvador Allende, periferia nord della città, pilota a livello regionale e avviata ormai qualche anno fa, dopo la stipula di protocolli e partnership fra Comune, Aler, Regione Lombardia e una cooperativa, la Alisei srl, che aveva dato il proprio marchio a questo tipo di interventi coordinandone l’esecuzione. I lavori per la realizzazione della palazzina, costruita dagli assegnatari degli appartamenti in tre anni di duro lavoro, si sono arenati quasi certamente per «esaurimento fondi».

UN RECENTE sopralluogo dell’Ufficio tecnico comunale e un computo metrico successivo fissano la “quota cantiere” a circa il 75%. Erano infatti state completate le opere in muratura e le divisioni interne, pavimenti e finiture, tetti, infissi e molto altro. Gli alloggi erano già stati assegnati a sorteggio ai dodici nuclei familiari autocostruttori quando tutto si è arenato. In attesa di una difficile soluzione, si parla di esodi e defezioni dalla schiera degli autocostruttori assegnatari, che vedono lontano il sogno di un alloggio.

IN COMUNE si occupano della questione gli uffici dei Lavori Pubblici, per la parte tecnica, e l’Ufficio Servizi Sociali, perchè l’autocostruzione, in una Trezzo da anni portabandiera delle politiche per la casa, doveva rappresentare un fiore all’occhiello: in Lombardia i cantieri di questo genere sono pochi e pochi sono giunti al traguardo. «La situazione la seguiamo a distanza - spiega l’attuale assessore alle Politiche sociali Alessandra Sala - e possiamo solo dire che è complessa. Il divorzio fra Aler e la cooperativa Alisei che aveva seguito l’intervento è in corso, e come tutti i divorzi è lungo e complicato. I sopralluoghi fatti hanno avuto lo scopo di stabilire la consistenza del cantiere, perchè ora il nodo diventano i costi. Occorre capire - dice ancora - quanto occorre per chiudere i lavori, dopodichè Aler dovrà stabilire se coprire e finire, o se rinegoziare un finanziamento regionale. Sono cose riferite, ripeto. Abbiamo ereditato questa situazione e cerchiamo di gestirla: politicamente, non possiamo non parlare di un fallimento di chi l’ha promossa. E sperare che tutto si risolva nel più breve tempo possibile».

Colombo: «Bloccate altre tre iniziative»
— TREZZO SULL’ADDA —
«CERTO IL NOSTRO sogno sarebbe stato completare l’intervento, e poterlo anche inaugurare. È andata diversamente ma non parlerei di un fallimento».
Giorgio Colombo, ex assessore alle Politiche sociali della città e oggi consigliere di minoranza per “Vivere Trezzo”, non rinnega la scelta fatta: quella di promuovere un progetto pilota, nell’ambito del quale fossero gli stessi cittadini assegnatari a costruire la propria abitazione. «Non solo il cantiere trezzese è fermo, anche gli altri tre che erano partiti, e per le medesime ragioni. Vorrei ricordare peraltro che i lavori sono quasi finiti: mancava davvero poco al traguardo. Dalle informazioni che ho, Aler si farà carico del completamento. L’esodo fra gli autocostruttori? A me risulta il caso di una sola famiglia, gli altri avranno le loro case». La “riffa” per l’assegnazione degli alloggi quasi ultimati era stata fatta in Comune, nel novembre precedente le elezioni. «Che io sappia - dice l’assessore Sala - questa assegnazione ‘prematura’ non rientrava nello spirito dell’autocostruzione. Secondo alcuni, le cose hanno iniziato ad andare male da quel momento».

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