Seregno - Un lunedì con i candidati. E il Mariani inventò il PGT dinamico che si modifica giorno per giorno

ImageQuando, al Teatro Santa Valeria, all'incontro organizzato da il Cittadino per presentare i candidati sindaci, Giacinto Mariani (candidato Pdl/Lega e sindaco uscente) ha detto: “Il PGT non va inteso come qualcosa di rigido, ma come qualcosa di dinamico che si modifica giorno per giorno”, il sospiro di sollievo di architetti, geometri, ingegneri e costruttori presenti in sala è stato così grande che si è sollevata una ventata di alito cattivo che ha riempito il teatro.
La “nube tossica” è scivolata sotto le tende, ha risalito le scale ed è arrivata in strada.
A quel punto tutti i cani di Seregno hanno iniziato ad ululare - anche se lunedì sera la luna piena non c'era - e in quei guaiti si potevano quasi riconoscere voci umane:
“Uhuuuhuuu, uhuuhuuu, sciur sindaco g'ho un tucchetìn de terra, a vori costruiiiì”.

Il Cajani e il Mariani, dopo le sceneggiate degli scorsi giorni, si sono abbracciati e poco c'è mancato che il Cajani non annunciasse il suo appoggio alla candidatura Mariani.

Come dicevamo, lo scontro non c'è stato: non perché non essere riusciti a presentare il PGT non sia una pesante ed ingombrante eredità della giunta Mariani, ma perché si è capito che in quella sede, cioè davanti al pubblico arrivato al Teatro Santa Valeria, non sarebbe uscita la verità, almeno da parte dei protagonisti di quella guerra.

Verità che, alla luce del fatto che Amare Seregno e Pdl/Lega si sono presentati divisi alle elezioni, si sperava emergesse.
Nell'aria dolciastra da alito pesante, tipico dei felini che hanno appena ingoiato un boccone di carne, c'era il rischio di addormentarsi. Fortuna vuole che Marco Cajani, candidato sindaco di Amare Seregno, abbia iniziato a gridare “Comunisti, comunisti”, facendomi sobbalzare sulla poltroncina.

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Personaggio folkloristico il Cajani, fisicamente un mix tra Paolo Villaggio e Don Baget Bozzo, me lo vedo alla guida di una delle sue macchine d'epoca mentre grida “Comunisti, comunisti!” e fa il gesto dell'ombrello come faceva Alberto Sordi nel film “I Vitelloni” di Fellini, gridando “Lavoratoorii”.

Nella serata si è comunque parlato di PGT, ma la benzina sul fuoco nessuno ha avuto la capacità di metterla: non la candidata della Federazione di Sinistra Giusy Minotti, insegnante dalla punta dei piedi a quella dei capelli, di quelle buone, simpatiche e materne insegnanti che tutti avremmo voluto incontrare a scuola. Sempre pronte a darti una mano anche quando non avevi studiato e a condurti a forza di spinte, di carezze e di calci in culo fino alla promozione.

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Quelle insegnanti, insomma, sulle quali un Giacinto Mariani dà l'impressione di averci costruito l'intera carriera scolastica (ci sono cinquantadue settimane in un anno, signor Sindaco, non cinquantaquattro, come ha detto lei l'altra sera...).

Contratto, parlava senza guardare la platea, strizzato in un completo grigio con camicia bianca e cravatta che lo faceva apparire un triste personaggio del film “Impiegati” di Pupi Avati, Mauro Ballabio, candidato Pd, non ha saputo dispiegare la sana cattiveria che molte volte ha espresso in consiglio comunale.
Cattiveria di cui, egli stesso e gli altri candidati che si oppongono al sindaco uscente, hanno urgentemente bisogno per dare una scossa a questa campagna elettorale, se vogliono evitare che si incanali in una tranquilla riconferma dell'amministrazione uscente.

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Un po' di quella cattiveria informata, il Ballabio l'ha fatta intuire argomentando sulla costruzione della passerella per collegare i quartieri Sant'Ambrogio - Crocione al centro della città; costruzione che non è stata ancora inserita nel piano dei lavori pubblici del comune e sull'aumento di volumetria regalato dalla giunta Mariani ai costruttori, in deroga al Prg, per i Cru: Parà, Trapun e Camisasca.

L'aggressività politica pare invece non essere proprio nelle corde del candidato dell'Unione di Centro/Lista Seregno Piergiorgio Borgonovo che si presenta dicendo di ispirarsi alla dottrina sociale della Chiesa.
Scelta rispettabilissima, però, essendo questa dottrina uscita da più di venti anni dal dibattito politico nazionale, bisognerebbe aver la capacità di rideclinarla. Come ha fatto, senza paura di menar fendenti, il Cardinale Tettamanzi su nuove povertà, disoccupazione e diritti degli immigrati.
L’idea, inoltre, di presentarsi sempre e comunque come il partito della moderazione, della ragionevolezza e di quelli che non alzano mai la voce, alla fine risulta stucchevole.

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Da tecnico quale è, risulta più interessante il discorso del Borgonovo sul Piano delle Regole per l'attuazione del PGT. Piano delle Regole anche pensato in modo da contrastare la presenza delle mafie nell'edilizia.
Da come lo attacca con continue punzecchiature si capisce quanto il Mariani tema il candidato Borgonovo, specialmente pensando a quell'elettorato che non è di sinistra e che lo ha votato alle ultime elezioni, ma che potrebbe in queste voltargli le spalle.

“Non si crede che il sindaco, questo sindaco, sia un leghista. Compito, molto moderato, molto benestante”, così viene descritto Giacinto Mariani da Antonio Caporale nel noto articolo di Repubblica La Megaparentopoli di Seregno.

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A me ha dato l'impressione di un sindaco in cui ci si può riflettere come davanti ad uno specchio.
Ci si riflette l'Attilio Gavazzi, da molti indicato come il sindaco de facto di Seregno, ci si riflette anche il Cajani, l'acerrimo nemico del Gavazzi, non fosse per quest'ultimo - da Cajani indicato come “suocera rompiscatole” - il suo “matrimonio” con il Mariani sarebbe ancora alla luna di miele e ci si riflettono, infine, in molti, almeno tra quelli che abitano al di qua della ferrovia.

Sottile distinzione, uscita quasi involontariamente al Mariani, rispondendo sulla questione della passerella Sant'Ambrogio - Crocione, tra i seregnesi che abitano al di qua della ferrovia (cioè verso il centro) e quelli che abitano al di là della ferrovia, dove i quartieri sono più popolari e gli abitanti meno abbienti.

Basta cambiare l'oggetto che sta davanti a questo sindaco/specchio e l'immagine cambia, senza che apparentemente il Mariani perda il suo aplomb e la sua svogliatezza di fondo.

Questo, però, significa anche una personalità che manca di coraggio e che non riesce mai ad arrivare ad una sintesi.
Lo dimostrano molte cose della sua amministrazione: dalla mancata approvazione del PGT, al rapporto con i comitati - ad ogni lamentela non fa che rispondere: “Ho fatto quello che mi avete chiesto voi”, spinto a volte in direzioni contrastanti dà l'impressione di non sapere che pesci pigliare - per arrivare, infine, al sorgere, all'interno della sua giunta, di egocentrismi e narcisismi che si esaltano di fonte a questo sindaco/specchio.

Possiede, insomma, una caratteristica che aiuta un politico a salire in alto, ma che potrebbe essere un grave handicap in vista di una sua riconferma.
Così come si dice, alla fine i nodi vengono al pettine.

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INCONTRO CANDIDATI SINDACO SEREGNO - MERCOLEDI'

Lunedì non c'ero ma ieri sera ero presente. Forse è stato meglio così. Perchè? Perchè ieri sera i Lords del centro-destra hanno calato la maschera, svelando (non era poi così velato) il loro appetito solo per le poltrone e il PGT con gli interessi che questo (quando salterà fuori) porterà.
Devo ammettere che erano partiti bene, parlando del nulla o per slogan (vedi Ballabio) e la serata sembrava prendere la strada della camomilla; poi è bastata una frasa buttata lì e via all'inferno umano come iene incarognite!
A dar man forte c'erano pure le loro truppe cammellate, distribuite tra gli spettatori secondo il Manuale Cencelli che urlavano, fischiavano, parolacciavano contro tutto e tutti.
Si è sfiorata la rissa per vecchi e nuovi rancori legati, si è capito chiaramente, solo alla possibilità di arricchimento personale. Che vergogna!
L'unica persona che è rimasta calma ed è riuscita a dire qualcosa di sensato e senza risparmiare critiche (costruttive) a nessuno, è stata la nostra maestra Rifondarola che, può piacere o meno, è stata la sola che ha parlato dei veri problemi della gente, senza ondivagare o riempiendosi la bocca con le parole ad effetto del tipo: "Dio, Patria, famiglia, anziani", e via discorrendo.
Il punto è che i nostri concittadini non sanno ciò che accaduto ieri sera così come non si rendono conto di come li stiano fregando.
Me ne sono andata via prima perchè non reggevo più allo schifo delle persone che mi circondavano, a parte quei pochi protomartiri comunisti presenti che ancora credono che una società diversa sia possibile. Sarà forse perchè non hanno interessi pecuniari da tutelare? Sarà perchè hanno veramente a cuore il cittadino? Mah.......
Monachella

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