Trezzo, maxi Minitalia di Capriate: no di ambientalisti e Parco

da Il Giorno
articolo di
MONICA AUTUNNO

Preoccupa il preventivato milione di visitatori

— TREZZO SULL’ADDA —
“NUOVA Minitalia”, pioggia di no. Arrivano dai Comuni, ma anche dagli ambientalisti e dal Parco Adda Nord le osservazioni maggiormente negative al progetto di trasformazione che interessa il parco Minitalia di Capriate san Gervasio, a ridosso del casello autostradale e del fiume, a poche decine di metri dal territorio trezzese. Il maxi progetto, firmato dalle società Thorus e Leolandia, già titolari del parco, e autografato dal designer Joseph Di Pasquale, prevede la trasformazione del parco, sino ad oggi sito di divertimenti di piccola e media utenza annesso alla storica Minitalia, in un futuristico paradiso dei divertimenti con padiglioni tematici, alberghi, nuove mirabolanti attrazioni e pure un grattacielo alto quasi cento metri. Un sito che potrebbe attrarre in riva all’Adda un milione di visitatori l’anno. Il progetto è già approdato sui tavoli di una Conferenza di servizi, e viaggia verso l’approvazione. Piace agli organismi sovracomunali e naturalmente al Comune di Capriate, che potrebbe incamerare dalla realizzazione oltre sei milioni di oneri di urbanizzazione. Ma ecco le osservazioni, che portano sui tavoli il no del territorio: in prima linea quasi tutti i Comuni attorno, il Parco Adda Nord e il Wwf. «Un milione di visitatori l’anno significa traffico - spiega il presidente del Parco Adda Nord Agostino Agostinelli - . E traffico che andrà a riversarsi su un’area rivierasca già molto compromessa da questo punto di vista. Non va inoltre trascurato il problema, non di poco conto, che l’area teatro dell’intervento si trova a poca distanza dal fiume, un’area che ha le sue valenze naturalistiche e le sue criticità».

Più pesanti ancora le osservazioni del Wwf Le Foppe, che prendono in esame ogni possibile ripercussione sull’ambiente. «L’opportunità per il territorio, è in realtà un’opportunità solamente per il privato - si legge nel documento degli ambientalisti -. In questa zona l’urbanizzazione scoordinata ha ormai raggiunto livelli tale da compromettere la qualità della vita. L’aumento della densità di insediamenti residenziali e produttivi genera un aumento intollerabile del traffico. La cementificazione della campagna riduce la capacità dell’ambiente di assorbire gli inquinanti. Le ultime riserve della biodiversità della nostra zona sono ormai assediate. L’ambito interessato alla proposta - ancora - è già notoriamente sottoposto a stress viabilistico, trovandosi, come ben evidenziato dal filmato propagandistico della società proponente, all’uscita dell’ A4, l’arteria autostradale più trafficata d’Europa. Questo elemento basterebbe anche da solo per dire no». Sul tavolo, invece, altre argomentazioni: l’inquinamento luminoso, il potenziale inquinamento atmosferico, e le ripercussioni potenzialmente pesantissime che l’intervento potrebbe avere sul sito protetto delle Foppe, che si trova a poche centinaia di metri.

Feeds sezioni

Site Map