Seveso, diossina sul tracciato Pedemontana: chieste nuove verifiche

da Il Giorno
articolo di
SONIA RONCONI

Valori anche sette volte superiori al consentito. E i cantieri non aprono

— SEVESO —
ORMAI IL PROGETTO di Pedemontana che abbraccia la Milano Meda è stato ribattezzato «l’autostrada della Diossina». I valori sono superati in diverse zone di Seveso (i rischi più gravi a nord di via Vignazzola) escluso il Bosco delle querce. Gli alti vertici di Pedemontana richiedono al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) verifiche maggiormente approfondite.

I DATI DI FONDAZIONE Lombardia per l’Ambiente non sono così allarmanti e riguardano i quattro comuni della tratta B (Seveso, Cesano, Meda e Bovisio). Sembra quindi che i due studi non coincidano. Per poter aprire i cantieri, la società concessionaria dell’autostrada, la Pedemontana Lombarda Spa, ha dovuto effettuare una serie di indagini per verificare, a oltre trent’anni dall’incidente, la presenza del veleno nelle aree dove si scaverà. Il primo rapporto, datato luglio 2008, ha riguardato 64 diversi punti di carotaggio. In 44 di questi, in pratica due su tre, fra i campioni prelevati a diversa profondità ne è stato trovato almeno uno dove la concentrazione di diossina è superiore ai limiti previsti dalle norme per destinare l’area a zona verde (pari a 0,00001 milligrammi di diossina ogni chilo di terra). In otto di questi carotaggi, poi, la quantità è ancora più elevata, superiore al livello fissato a scopo commerciale o industriale (pari a 0,0001 milligrammi ogni chilo di terra). Un altro rapporto, datato agosto 2008, ha ulteriormente aggravato questo secondo dato, quantificando in dieci i campioni dove la concentrazione di diossina supera il limite più allarmante. Interessante notare come più ci si avvicina ai terreni dove c’era la fabbrica esplosa, più i campioni prelevati dai primi strati di terreno sono puliti. Segno che l’area all’epoca maggiormente contaminata, fu probabilmente l’unica a essere bonificata, tanto che oggi si trova un parco naturale, il «Bosco delle Querce», creato con terra «straniera», presa da fuori zona. Allontanandosi verso Sud, i campioni assumono una tonalità uniforme: la diossina è quasi ovunque superiore - negli strati superficiali del terreno - ai limiti previsti per il verde pubblico. In alcuni casi lo sforamento è limitato ma più spesso supera di 3 o 4 volte (ma talvolta anche di 7) la soglia di legge. Attenzione però: i dieci casi più critici sono distribuiti sull’intera tratta, da Meda a Cesano Maderno.

SEGNALE che problemi ce ne sono ancora un po’ovunque. «Sono contento – afferma Massimo Donati, sindaco di Seveso – che il Cipe ha deciso di approfondire la questione. Ormai anche i dati di Legambiente risalgono al 2000... e Cesano Maderno risulta il più a rischio. Mentre Pedemontana ha fatto gli studi solo su Seveso. Bisogna allargare la maglia per capire quale sono, oggi, i reali valori».

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