Trezzo, Indagine epidemiologica su inceneritore e rischio cancro

da Il Giorno
articolo di
MONICA AUTUNNO

Sarà realizzata da Asl di Monza e Istituto dei tumori

— TREZZO SULL’ADDA —
RADDOPPIO del termovalorizzatore, al via uno studio epidemiologico di parte: i sindaci non si arrendono, e si giocano la carta della salute. È stato formalizzato l’altro pomeriggio, attorno ad un tavolo convocato a Trezzo, e cui hanno partecipato i membri della Commissione di sorveglianza del termovalorizzatore, i sindaci e amministratori di Grezzago, Trezzo, Pozzo d’Adda, Busnago, Vaprio e altri, oltre ai responsabili dell’Asl di Monza e all’Istituto dei Tumori, l’incarico proprio a quest’ultimo, nella persona del professor Paolo Crosignani, per la redazione di uno studio epidemiologico sugli effetti prodotti dalla convivenza con il termovalorizzatore sulla salute dei cittadini.

Lo studio, commissionato dai Comuni e da essi finanziato, dovrà essere pronto entro l’estate, in modo che i risultati possano essere ammessi ai tavoli della conferenza di servizi dove si discute del raddoppio. L’ente scelto non è casuale, e nemmeno la persona: Crosignani ha già effettuato studi analoghi riguardo al sito di incenerimento rifiuti di Coriano, in provincia di Forlì, e al cementificio di Mazzano, nel Bresciano. Non sarà uno studio comparato sul pre e post inceneritore (quindi pre e post 2001, anno di entrata in funzione del caminone di via Pastore). La scelta è quella di comparare le condizioni di salute dei cittadini delle zone di presunta ricaduta degli inquinanti con quelle di cittadini di zone non interessate invece dall’influenza dell’impianto. Il testo di lavoro saranno le cartelle di ricovero ospedaliero, che saranno messe a disposizione dalle Aziende ospedaliere e dalle Asl interessate. «La nostra intenzione non è quella di fare terrorismo - spiega il portavoce dei sindaci, Vittorio Mapelli, sindaco di Grezzago - ma quella di portare ai tavoli decisionali delle argomentazioni serie, uno studio che nessuno sino ad oggi si è premurato di commissionare. Personalmente avevo già chiesto delle consulenze in precedenza, e i risultati che ho sottomano sono terrorizzanti: la convivenza con gli inceneritori aumenta statisticamente i tumori, aggredisce il sistema endocrino e fa impennare patologie cardiache e respiratorie. Questo anche a molti anni dall’esposizione. Chiediamo solamente che se ne parli. C’è di mezzo la nostra salute».
Lo screening sui dati di ricovero di sette-otto anni parte in questi giorni. Gli esperti dell’Istituto tumori censiranno patologie, faranno comparazioni e correlazioni e tracceranno infine le conclusioni. «Sarà una ricerca inattacabile e seria». Il tempo in questo caso non è galantuomo. «Vogliamo essere pronti per giugno - spiega ancora Mapelli - perché noi lavoriamo, ma anche i tecnici sovracomunali. Penso che la procedura autorizzativa possa essere ancora lunga, è un vantaggio che dobbiamo cogliere».

La speranza di un intervento della politica è alle spalle? «Le elezioni sono vicine. Temo che si vedrà in seguito». Del termovalorizzatore e del progetto di raddoppio si parla venerdì sera a Busnago in una nuova assemblea pubblica.

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