Villasanta, Agnoletto: «Lombarda Petroli sabotata dalla mafia Vogliono fare una speculazione edilizia»

da Il Giorno
articoli di
DARIO CRIPPA e M. GALVANI

Accusa-choc della Federazione della Sinistra: «Un messaggio al mondo politico»

— VILLASANTA —
È STATA la ’ndrangheta. «Se avessero voluto colpire un negozio, gli avrebbero rotto una vetrina. Se ce l’avessero avuta con un’azienda, avrebbero incendiato i suoi camion... ma se vuoi colpire un impianto di stoccaggio di idrocarburi, te la prendi con le sue cisterne». Con lo scopo - sostiene Vittorio Agnoletto - di «deprezzare il terreno e far lievitare i costi della bonifica». Insomma, l’atto di sabotaggio che ha provocato lo sversamento, il 23 febbraio, di 2.600 tonnellate di idrocarburi dalle cisterne della Lombarda Petroli «è stato ordinato e voluto dalla criminalità organizzata».

La Federazione della Sinistra ne è convinta. E per spiegarlo ieri mattina, in una conferenza stampa sotto la neve davanti ai cancelli dell’ex raffineria di Villasanta, si sono mobilitati appunto Vittorio Agnoletto, candidato alla presidenza della Lombardia alle prossime elezioni regionali, Marco Fraceti, candidato a un posto nel Consiglio regionale, e il segretario provinciale Anita Giuriato. «L’inquinamento pianificato del fiume Lambro è un atto di terrorismo ecologico causato da soggetti manovrati dalla ’ndrangheta brianzola» ha attaccatto subito Fraceti, che ha ripercorso la storia recente della Lombarda Petroli. La sua ricostruzione è chiara: l’area di proprietà della famiglia Tagliabue è al centro di una faraonica operazione di riconversione edilizia (progetto Ecocity, 309mila metri). Nel 2006 parte però un progetto alternativo per reindustrializzare l’area con una centrale di cogenerazione e un polo industriale hi-tech ecologici: lo caldeggiano i Tagliabue, i lavoratori, Provincia di Milano e Comune di Monza, ma non Villasanta (tutti di sinistra). «Una linea ferroviaria e un oleodotto che corre fino a La Spezia c’erano già, si poteva dar lavoro a oltre 300 persone» spiega Fraceti. Comincia un lungo tira e molla, l’impresa immobiliare (gli Addamiano) che dovrebbe costruire Ecocity rallenta per la crisi economica, il futuro dell’area si fa incerto. Fino al disastro del 23 febbraio.

«PENSIAMO che vi sia la mano della criminalità organizzata - ribadisce Fraceti - perché solo una persona preparata e corrotta può aver azionato quelle valvole sapendo perfettamente il danno che avrebbe procurato. Del resto oggi sul banco degli indagati, e unico indagato, c’è solo Tagliabue, la persona che si stava opponendo al cambio d’uso di destinazione dell’area...». «Una dinamica tipica del messaggio mafioso – ha dichiarato Agnoletto - la cui funzione parrebbe essere stata di intimidire la proprietà di Lombarda Petroli per indurla a vendere il terreno su cui sarà possibile consumare l’ennesima speculazione edilizia. Da tempo è documentata dalle indagini dei magistrati un’intensa attività mafiosa in loco, con uno spiccato interesse per la destinazione futura di quell’area. I tempi scelti per il sabotaggio, in piena campagna elettorale, fanno pensare anche a un messaggio indirizzato dalle mafie al mondo politico che dovrà decidere il futuro di quel territorio».

Conta dei danni, si aggiungono altri 80mila euro
— MONZA —
L’ULTIMA RELAZIONE sulla conta dei danni del sabotaggio alla Lombarda Petroli aggiunge un’altra cifra a quella stimata per il depuratore (oltre 2 milioni e mezzo di euro). È l’ammontare delle spese sostenute dalla Provincia di Monza e Brianza per affrontare i giorni dell’emergenza e stimate dall’assessorato all’Ambiente. In totale sono 80mila euro, di cui 60mila per le panne con cui bloccare l’onda di idrocarburi e per tutti i mezzi mobilitati, e i rimanenti 20mila per gli straordinari del personale.

Nel dossier che ieri ha presentato in Giunta, l’assessore Fabrizio Sala ha anche l’ultimo dato sulla quantità di idrocarburi sversati in fogna e poi arrivati al depuratore di San Rocco dai serbatoi dell’ex raffineria di Villasanta.

Si tratta di 1.826 tonnellate di gasolio e oli di riscaldamento che fino a domenica scorsa sono state trattenute nelle vasche dell’impianto di depurazione e progressivamente aspirate e trasportate in siti specializzati nel trattamento di oli usati. Intanto al sito di Brianzacque prosegue la pulizia del reparto di ossidazione dove è ancora presente un sottile film superficiale di inquinante. Per quanto riguarda, invece, la linea di depurazione biologica, attualmente è stata rigenerata per circa il 50% e presto potrà essere riattivata. I lavori di bonifica proseguono anche all’interno della Lombarda Petroli di Villasanta e dovrebbero continuare almeno sino a venerdì.

Proseguono intanto le indagini alla Procura di Monza coordinate dai sostituti procuratori Donata Costa ed Emma Gambardella. Ancora da chiarire, fra le altre cose, l’esatta successioni degli orari e dei movimenti di quel convulso 23 febbraio: quando è partito lo sversamento, quando è stato fermato, quando sono stati dati gli allarmi, sia alla Lombarda Petroli che al depuratore di Monza, a Brianzacque e all’Alsi.

È stato intanto rinviato l’interrogatorio, previsto per la giornata di ieri, di Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente. Croce aveva inviato nei giorni scorsi in Procura una lettera con i nomi dei presunti autori del sabotaggio, che gli sarebbero stati fatti da un amico, ex autotrasportatore di petrolio: secondo la «soffiata», a effettuare lo sversamento sarebbero state due persone di Macerata, esperte nel settore idrocarburi, che lavorano in un’azienda del centro Italia e che sarebbero state ovviamente «pagate» da terzi. Lorenzo Croce, alle prese con un piccolo malessere fisico, ieri ha però dato forfait, rimandando l’interrogatorio a data da destinarsi.

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