
Lambro, salta ancora l’interrogatorio di un presunto informatore, chi voleva colpire i Tagliabue?
da Il Giorno
articolo di DARIO CRIPPA
Tantissime piste, nessuna certezza
— VILLASANTA —
SEMBRANO girare a vuoto, almeno per ora, le indagini sul disastro doloso del 23 febbraio alla Lombarda Petroli. Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa di Milano (Associazione italiana difesa animali e ambiente), doveva essere sentito ieri dai carabinieri nella caserma di via Volturno ma ha dato ancora una volta forfait, presentando per la terza volta un certificato medico. Croce aveva scritto alla Procura di Monza per raccontare come fosse venuto a conoscenza dei nomi dei presunti autori dello sversamento: due autotrasportatori di Macerata «ingaggiati» dai mandanti del sabotaggio. «Non posso dire nulla fino a quando non parlerò con gli inquirenti - confidava ieri Croce -, spero la settimana prossima di riuscirci». Intanto i punti da chiarire di quella notte restano ancora parecchi. A cominciare dall’esatta ricostruzione degli eventi, di cui ancora i carabinieri non sono riusciti a ricostruire un’esatta cronologia.
A SCONTRARSI sostanzialmente due versioni dei fatti: la prima, resa dai lavoratori dell’ex raffineria già interrogati, e la seconda, da parte di Brianzacque, la società che gestisce il depuratore di Monza. A che ora è stato dato l’allarme? Qualcuno ha tardato? L’unico indagato rimane intanto Giuseppe Tagliabue, presidente della Lombarda Petroli Spa, di cui fanno parte come consiglieri anche il cugino Rinaldo e Roberto Raimondi. L’ipotesi di accusa nei confronti della Lombarda Petroli è quella di aver aggirato la Direttiva Seveso, stoccando nel terreno di Villasanta una quantità di idrocarburi superiore a quella dichiarata (2.500 metri cubi), evitando così gli obblighi di legge connessi alla classificazione come «azienda a rischio di incidente rilevante». Da chiarire anche la posizione delle aziende proprietarie del combustibile stoccato (la Nordeco per il gasolio, la Centrale termoelettrica Endesa di Tavazzano per l’olio combustibile). Qualcuno voleva colpire la Lombarda Petroli o chi ci stoccava i combustibili?
SUL PIATTO c’è poi il progetto Ecocity, che avrebbe dovuto trasformare i 309mila metri quadrati dell’area in una cittadina modello: secondo l’ex amministrazione comunale di Villasanta, l’attentato potrebbe avere avuto come obiettivo proprio quello di bloccare il progetto. Di tenore diverso invece la pista indicata l’altro giorno dalla Federazione della Sinistra, con il candidato alla presidenza della Regione Lombardia Vittorio Agnoletto che ha puntato il dito sulla ’ndrangheta: dietro il sabotaggio, ci sarebbe stata l’intenzione di bloccare il progetto alternativo per quell’area cui stava lavorando la famiglia Tagliabue, «deprezzando il valore dei terreni» e «facendo lievitare i costi della bonifica».
STASERA ALLE 21 alla Circoscrizione 3 a San Rocco assemblea pubblica sul caso Lombarda Petroli: invitati l’assessore all’Ambiente di Monza Giovanni Antonicelli e rappresentanti di Provincia, Alsi, Brianzacque, Arpa, Asl, Agam e Comuni di Villsanta e Brugherio.

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