Desio - Manca il numero legale, rinviato il consiglio comunale. Alla fine sotto gli occhi delle telecamere de La7 volano calci e pugni

di red. infonodo

Aula gremita, ieri sera, in consiglio comunale a Desio, Patria del clan Iamonte e Melito del Nord, come era stata definita da alcune inchieste giornalistiche. Allora, da parte della maggioranza di governo, si era parlato di calunnie, di una città fondamentalmente sana e onesta che solo una stampa malata di sensazionalismo poteva immaginare in mano alla 'ndrangheta.

Poi è arrivata l'operazione denominata “Il Crimine” del 13 luglio, con gli elicotteri che hanno volato sopra la città di prima mattina mentre la caserma dei carabinieri di Desio si è riempita di arrestati.
E con gli arresti sono state rese note le intercettazioni che hanno rivelato la vicinanza tra alcuni politici di Desio e i mafiosi arrestati: il dialogo di due 'ndranghetisti su Mazzacuva (Pdl), il consigliere Natale Morrone (Pdl) che chiedeva al capo della 'ndrina di Desio, Pio Candeloro, di dare una lezione a Rosario Perri, il Candeloro che riponde che non si può perché Perri è una persona appoggiata , “da persone evidentemente di rispetto” scrivono gli inquirenti , lo stesso Rosario Perri che parla al figlio di conti cifrati, 500.000 euro conservati nei tubi a casa e di soldi da scudare con la sanatoria che verrà.

Sopra tutto questo l'ombra di Massimo Ponzoni, enfant prodige della politica desiana, per gli inquirenti “capitale sociale della 'ndrangheta”.

Ieri, il primo consiglio comunale dopo la maxi operazione, si doveva aprire con l'Ordine del giorno(Odg) presentato dal sindaco Giampiero Mariani. Odg in cui si sottolinea ancora una volta la distanza di Desio dalla 'ndrangheta e si respinge come strumentali le accuse di connivenza del potere politico con quello mafioso.
Ma la Lega non firma l'Odg e non si presenta in consiglio, l'ordine arriva direttamente da via Bellerio, in compenso distribuisce un volantino in cui spiega la sua scelta.

Così dopo due appelli andati a vuoto la seduta viene sciolta per mancanza del numero legale.
Dalla platea si alzano delle grida: “ vergogna, vergogna”, “avete rovinato Desio”, mentre chi ha memoria di una Desio da decenni sovrastata da una cappa di omertà e 'ndrangheta, si avvicina agli scranni e urla la sua rabbia in faccia ai consiglieri di questa maggioranza dimezzata e dall'onore perduto.

A quel punto il consigliere Salvatore Costanza, ventiduenne e inaspettato primo degli eletti della Lista civica del sindaco, trasforma l'aula consigliare in un ring lanciandosi fisicamente contro gli arrabbiati: volano calci e pugni.

Il tutto davanti alle telecamere di Exit, trasmissione de La7 che riprende l'intera serata.

Poco dopo una nuova collutazione al centro dell'aula, questa volta ci si spinge soltanto. Ancora protagonista un sovreccitato Costanza, a fatica riportato alla ragione dai suoi in stretto dialetto calabrese.
Lentamente l'aula viene svuotata dai vigili mentre fuori la gente fa capannello e si ferma a parlare.

Stasera il consiglio comunale verrà convocato in seconda chiamata, non serve più il numero legale, chi c'è c'è e chi non c'è non importa.
Pdl e le liste civiche del sindaco vorrebbero far saltare anche questo consiglio comunale adducendo motivi di ordine pubblico, per tenere ancora in vita questa giunta agonizzante, almeno fino a settembre.
L'opposizione minaccia che se non si farà un consiglio comunale in aula faranno loro un'assemblea in piazza chiamando a raccolta i cittadini.

E la Lega? La Lega si è presa un momento di riflessione e riflette.

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Pubblichiamo per rinfrescare la memoria le carte degli inquirenti sul rapporto tra 'ndrangheta e politici di Desio

Natale Marrone e Pio Candeloro

La posizione di PIO Candeloro quale persona di spicco nell’ambito della malavita locale non è riconosciuta solo all’interno della cosca desiana, ma anche da settori della vita civile che si rivolgono a lui allorchè hanno bisogno di intimidire eventuali avversari personali.
A lui si rivolge infatti MARRONE Natale cl. 68 (cugino dei fratelli MARRONE), personaggio inserito nella vita politica di Desio (I), peraltro neo eletto consigliere comunale a Desio (II), il quale per proprie ambizioni chiede a PIO Candeloro di esperire un’azione violenta nei confronti di PERRI Rosario, all’epoca capo area tecnica del settore edilizia privata del Comune di Desio.
Peraltro il rifiuto di PIO Candeloro è dovuto esclusivamente al fatto che il PERRI Rosario è “appoggiato” da persone evidentemente di rispetto.

(I) Presidente del Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale di Desio
(II) Eletto nelle elezioni comunali del mese di Aprile 2010 con oltre 400 voti di preferenza

Su Mazzacuva

SGRO’ Giuseppe, detto “Peppe”, è un importante affiliato al Locale di ‘ndrangheta di Desio; è uomo di fiducia del Capo Società di PIO Candeloro, nonchè portavoce delle sue disposizioni ed il suo principale collaboratore nella pianificazione e nell’attuazione delle attività criminali.

SGRO’ Giuseppe viene messo a conoscenza anche delle strategie che il suo capo PIO Candeloro intende attuare per infiltrare l’organizzazione mafiosa nei settori dell’amministrazione pubblica. PIO Candeloro, infatti, ha l’aspirazione a voler condizionare la futura vita politica di Desio e Cesano Maderno, al fine di trarre vantaggi per la cosca

(…omissis…Pio Candeloro:-ma quando sono le elezioni? fammi parlare a me, parlo con Mazzacuva (Dr. MAZZACUVA Nicola, medico e attuale Presidente del Consiglio Comunale di Desio N.d.A.).
Sgro' Giuseppe:- perche' ci vuole una ditta che lo chiama...incomprensibile…(perchè la parola viene coperta da un colpo di tosse di Pio Candeloro)…si porta al sindaco una lista e gli fa una chiamata.
Pio Candeloro:-parlo io con Pon....cu, cu Mazzacuva. perchè a Mazzacuva, a coso se lo stanno giocando.
Sgro' Giuseppe:-renditi conto!
Pio Candeloro:-no io comunque, minchia amico dottore.... (incomprensibile)… una volta che arrivi a Cesano, arrivi dappertutto.
Sgro Giuseppe:-arriviamo pure da questi di Paderno?
Pio Candeloro:-ci prepariamo andiamo a trovare tutti.
Sgro' Giuseppe:- noi un cento cinquanta voti sicuri.
Pio Candeloro:-si con cento cinquanta voti perde non vorrei.
Sgro' Giuseppe:-No, non è che deve fare il sindaco, l'assessore!
Pio Candeloro:-no, ma lui deve sfondare e deve essere lui a dirigere poi. Cioè dobbiamo essere noi poi a dire chi va a cosa.
Sgro' Giuseppe:-Non è male la pensata quello..
Pio Candeloro:-lo chiamiamo, domani lo chiamiamo il dottore…omissis…)

Rosario Perri e il figlio

R. Perri: «Io, io, ascoltami bene che ti ho già spiegato l’altra volta, io ho soldi che non so cosa farmene, basta».
V. Perri: «Ho capito papà, ho capito».
R. Perri: «Eh, c’ho liquidi che io non so, io te lo dico io ho aperto pure un conto all’estero»
V. Perri: «Dove?»
R. Perri: «A Lugano, io ho aperto un conto a Lugano… e ci devo mettere questi soldi V., che cazzo me li tengo a fare in quei tubi, quanto meno poi domani se ne avete bisogno andate e li ritirate ve li prendete, adesso ci metto la firma della E. e se vuoi ci metto anche la tua quando vieni qui, andiamo su e ci metti la tua e io, io».
V. Perri: «Io in Svizzera proprio non voglio, e questa è l’ultima cosa, poi adesso che vogliono guardare tutti sti…no, se la E. si vuole accollare questi cosi bene, io mi rifiuto…omissis…».
R. Perri: «No, no, no ma io non li ho messi li, perché, perché continuare a tenerli lì io, a me da fastidio…omissis… eh, eh, e sono tutti li, sono tutti li nei tubi, nelle cose, nelle…e che cazzo…omissis…, non so cosa farmene, per questo ti dico…omissis… per questo ti dico se tu hai la possibilità di metterti da parte o di portarti lì ancora 30 – 40».
V. Perri: «No papà basta»
R. Perri: «Vabbé, sappi che tu sul tuo conto corrente qui hai quasi 100.000 euro eh».
V. Perri: «Ecco, basta, basta, perché ti ripeto non , queste cose non… …omissis.. ».
R. Perri: «Vincenzo, tu sul tuo conto corrente, intestato a te, tu ti troverai 150.000 euro».
V. Perri: :«Ho capito, ma quei soldi, da dove arrivano? chi è che li ha messi?»
R. Perri: «eh sono risparmi di dieci anni»
V. Perri: «e di chi?»
R. Perri: «di tuo padre, tuo padre te li ha lasciati».
V. Perri: «Papà la mia preoccupazione, forse tu non riesci a capire, se io fossi in Italia me ne fregherei, ma un domani se tu, ti succede qualcosa, io sono in Inghilterra, io dovrò fare i conti non soltanto con il fisco italiano ma anche con il fisco inglese, dovrò raccontare perché».
R. Perri: «te li ha lasciati tuo padre …omissis… se io ti devo trasferire legalmente legittimamente dalla mia banca alla tua banca, tramite bonifico bancario, 100,000 euro io ci impiego un minuto».
V. Perri: «adesso comunque queste cose del conto in banca, ma almeno cos’è un conto cifrato?
R. Perri: «e certo che è un conto cifrato. Ma tu non ti devi preoccupare, …incomprensibile…tutti questi soldi …incomprensibile…li estinguo tra tre quattro anni, quando ci sarà la sanatoria per rientrare i soldi dall’estero, li faccio rientrare. Tutti hanno un conto all’estero… Io ti ripeto ho regolare in Italia ho 500.000 euro e 500-600 (cinquecento-seicento mila euro) ce li ho nei tubi. Eh e di regolare io e la E. abbiamo pagato 300 mila euro per comprare casa».
V. Perri:«di regolare del tuo conto».
R. Perri: «di regolare dal mio conto…omissis…)».
V. Perri: «E ho capito ma se non la facciamo figurare da nessuna parte, poi io e il discorso è in nero come cazzo glielo faccio vedere?»
R. Perri: «Ma in nero non è…non è nero…e me l’ha dati mio padre! Me li son portati… »
V. Perri: «Ho capito ma un domani vedi che … lui ti ha detto…l’importante che la E. poi quei soldi la..comunque sia, lei un domani, si deve tenere le cedole…o cosa cazzo ha detto…per fare vedere che sono soldi che arrivando da te..»
R. Perri: «Si… »
V. Perri: «È quello che voglio dire, il problema è quello…è quello che ti ho sempre detto io, ok vengono da te a dire dove li hai presi ma io che cazzo gli dico? Cioè poi io che cazzo..tu che cazzo gli dici?»
R. Perri: «No ce li avevo io…i miei risparmi..»
V. Perri: «E si i miei risparmi…omissis…»

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Desio – In consiglio comunale il deserto

Va deserto anche il secondo consiglio comunale (del 23/07/2010). Di trenta consiglieri si presentano in nove, in seconda seduta il numero legale era fissato a dieci e così questi nove non sono bastati.
Nei banchi della maggioranza il deserto assoluto, niente Lega, Pdl, Udc/Lista Indipendente e nessuno nemmeno della lista del sindaco Desio 2000.
C'è solo il sindaco e l'opposizione che ha anche lei le sue defezioni due del Pd, Biella e Cicchetti che a quanto pare sono in ferie e uno dell'Idv, Sicurello che è a Bruxelles per lavoro. Si fosse presentato anche uno solo di questi la seduta si sarebbe fatta.
Alla fine il dato politico è un sindaco con una maggioranza che non ha più il coraggio di presentarsi in aula, forse il coraggio le tornerà a settembre, e un'opposizione che non riesce a mandare sotto il sindaco neanche quando la maggioranza è assente.
Opposizione che chiede a gran voce le dimissioni del sindaco e però non ha ancora presentato una mozione di sfiducia.
Un altro tipo di sfiducia serpeggia, invece, tra il numeroso pubblico accorso per assistere ad un consiglio comunale che come un fantasma appare ma non riesce a concretizzarsi ed è già la seconda volta.
Presenti tra il pubblico Gigi Ponti, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, e Enrico Brambilla, segretario provinciale del Pd.

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