da Il Giorno
articolo di MARCO GALVANI
I programmi e le priorità di Carlo Edoardo Valli eletto presidente dell’Automobile club di Milano
— MONZA —
CAPITANO d’impresa, numero uno degli Industriali per 12 anni ora della Camera di commercio, e adesso anche al timone dell’Automobile club di Milano. Ma Carlo Edoardo Valli mette le mani avanti: «Speriamo di essere all’altezza perché per me è una cosa nuova». Eppure una manciata di mesi fa era stato il primo a mettersi a disposizione, proprio quando il suo nome aveva iniziato a circolare nei corridoi milanesi del club? Se mi chiedono di fare il presidente accetto, per il bene soprattutto dell’Autodromo di Monza e del territorio».
Quasi tutti d’accordo, i membri del nuovo Consiglio di amministrazione dell’Aci lo hanno votato. Lui è arrivato preparato. In testa - e pure su un foglietto di carta - aveva già abbozzato una sorta di distribuzione di deleghe, ma poi ha preferito prendere tempo.
«Fino a ieri vivevo le vicende dell’Aci attraverso le pagine dei giornali, quindi mi serve un po’ di tempo per capire dall’interno l’ente. Quindi qualunque decisione verrà presa dopo l’estate».
L’estate c’è subito il Gran premio d’Italia a Monza. Lei sarà presente come presidente dell’Aci e avrà l’occasione di incontrare personalmente Bernie Ecclestone: potrebbe essere il momento di perorare la causa di Monza rispetto a Roma.
«Mi auguro di poter incontrare Ecclestone per fargli capire le nostre esigenze e i nostri timori. E, soprattutto, per mantenere un buon rapporto. In ogni caso sarà importante proseguire la battaglia che già l’Aci Italia ha avviato da tempo e stringere ulteriormente la collaborazione con il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. E logicamente, da brianzolo, d’ora in poi il cuore batterà di più per salvaguardare il nostro Autodromo».
Perché il costo che la Brianza dovrebbe pagare in caso di un Gp a Roma sarebbe altissimo: in fumo duemila posti di lavoro, circa 10 milioni di euro per l’indotto prettamente turistico.
«Il Gran premio di Monza è molto di più di un evento sportivo, è certamente uno dei simboli globali della Brianza. E sui simboli veri si costruiscono identità e appartenenze. Il Gp è una ricchezza in termini di brand e di indotto, non solo per Monza, ma per Milano e la Lombardia. Credo che Roma si debba dimostrare capitale e fare un passo indietro, prendendosi la responsabilità di fare, appunto, la capitale di un grande Paese plurale, valorizzando le tante diverse eccellenze laddove si trovano».
Dopo la pausa estiva affronterà la questione delle deleghe e della composizione dei Consigli di amministrazione delle società collegate all’Aci Milano a cominciare dalla Sias, la società che gestisce l’Autodromo per conto dei Comuni di Monza e di Milano.
«In questo momento è certamente prematuro parlare della Sias e di cosa succederà nei prossimi mesi. L’attuale Consiglio di amministrazione è stato prorogato fino a novembre dall’ormai ex commissario straordinario dell’Aci Milano, Massimiliano Ermolli. Ecco, proprio a Ermolli voglio rivolgere un particolare ringraziamento per quanto fatto fino alle elezioni. Con lui e con gli altri consiglieri del nuovo direttivo credo che riusciremo a portare avanti una politica positiva per il club. La grandezza di un presidente, il suo successo dipendono quasi in tutto dalla struttura che c’è alle spalle. Se quella funziona, tutto l’ente va bene».
Quali sono i primi obiettivi che da presidente Aci si pone?
«Primo, puntare a creare un’asse anche con il presidente nazionale (Enrico Gelpi, ndr) per difendere gli interessi del nostro Gp. E poi rendere solido il club aumentando il numero degli iscritti (attualmente sono poco più di 55mila, ndr) per tornare a essere l’Aci con il maggior numero di soci, come ai vecchi tempi».