da Il Giorno
articolo di MONICA GUZZI
Interviene la Provincia con l’installazione di barriere oleoassorbenti al Parco
— MONZA —
ANCORA veleni nel Lambro. L’allarme è scattato nel pomeriggio di mercoledì nel tratto vicino al Parco, dove è stato segnalato uno sversamento di idrocarburi, per fortuna di dimensioni molto più limitate rispetto al disastro di febbraio, quando dalla Lombarda Petroli di Villasanta uscirono 2.600 tonnellate di olii, arrivati fino al Po. Questa volta la macchia oleosa, di circa 70 metri quadrati, è stata subito circoscritta. A causarla, probabilmente il lavaggio di una o più cisterne industriali.
LA SCORSA notte gli agenti della Polizia provinciale assieme alle guardie ecologiche volontarie e ai sommozzatori della Protezione civile hanno effettuato l’intervento di contenimento. In collaborazione con i tecnici del settore Ambiente della Provincia, hanno installato due barriere oleoassorbenti all’altezza del ponte di viale Cavriga, oltre a una quindicina di cuscinetti per contenere gli olii industriali riversati nel fiume. Al termine delle operazioni di contenimento, sarà necessario intervenire con opere di bonifica per rimuovere e smaltire il materiale inquinante dalle acque. «Siamo nel periodo di chiusura delle attività industriali e questi episodi accadono spesso. I reati ambientali sono ancora puniti troppo lievemente e c’è chi ne approfitta», spiega l’assessore provinciale alla Sicurezza e alla Protezione civile, Luca Talice. Questo nuovo allarme ha convinto la Provincia a correre ai ripari anche sotto il profilo dei meccanismi di controllo. Talice intende avviare uno studio pilota degli scarichi che si immettono nella rete fognaria lungo il Lambro, in collaborazione con i Comuni. «Avvieremo un censimento delle aziende che insistono sui tratti più critici del fiume - dice l’assessore - in modo da aumentare i controlli e prevenire questi infelici e numerosi episodi». Costernato il presidente Dario Allevi per un episodio che, sottolinea, è sintomo di «ignoranza e menefreghismo». «A pochi mesi dal disastro della Lombarda Petroli, il Lambro resta in pericolo - commentano Allevi e l’assessore all’Ambiente Fabrizio Sala -. Anche in questo caso l’incidente è stato provocato da persone irresponsabili che considerano il fiume come una vera e propria discarica. Lavoreremo insieme alle forze dell’ordine perché vogliamo al più presto nomi e cognomi dei colpevoli». Polemici in Provincia il capogruppo del Pd Gigi Ponti e il consigliere Domenico Guerriero. «All’indomani del disastro della Lombarda Petroli avevamo chiesto alla giunta provinciale interventi urgenti per il monitoraggio degli insediamenti a rischio e degli scarichi pericolosi che insistono lungo il corso d’acqua brianzolo. Oggi, dopo un altro odioso incidente procurato da operatori senza scrupoli, apprendiamo che il monitoraggio non è nemmeno iniziato. Chiediamo che si provveda urgentemente».
La denuncia del Pd «Il Seveso cambia colore ogni giorno Che fine ha fatto il progetto pilota?»
«NON C’È SOLO il Lambro malato. In questi giorni il Seveso cambia continuamente colore. Un giorno è giallo, un altro violetto, a seconda delle diverse fasi di lavorazione di chi vi sversa i suoi veleni. È importante monitorare il Lambro, ma ci sono anche il Seveso e il Molgora».
A sollevare il caso è il capogruppo del Pd Gigi Ponti che ieri, insieme con il consigliere Domenico Guerriero, è intervenuto in Provincia sull’ultimo episodio ai danni del Lambro.
«Siamo disponibili a sostenere tutte le azioni idonee per migliorare e difendere il Lambro - hanno detto Ponti e Guerriero - e chiediamo alla Provincia di Monza di conoscere a che punto sia il progetto pilota sul fiume Seveso, riproducibile anche sul Lambro e sul Molgora, di rapida allerta e contenimento di eventuali sversamenti abusivi o procurati da incidenti, già finanziato dalla precedente amministrazione provinciale milanese. I fiumi della Brianza hanno bisogno di maggiore attenzione».
#