Vimercate, ospedale pronto all’operazione trasloco

da Il Giorno
articolo di
ANTONIO CACCAMO

Tre mesi per far partire la nuova struttura I venti reparti di degenza e i dieci servizi saranno in funzione entro la fine dell’anno

— VIMERCATE —
IL NUOVO ospedale di Vimercate entrerà in funzione entro la prima metà di dicembre. Serviranno tre mesi, da settembre a dicembre, per completare il più grande trasloco che Vimercate abbia mai visto. C’è da svuotare il vecchio nosocomio e riempire quello nuovo realizzato a Chioso Maffeo, a Oreno. Un’operazione di questa portata a Vimercate non la ricorda nessuno. E non è mai avvenuta nella storia ormai millenaria dell’ospedale civico, cominciata nell’833. Ci sono da spostare 450 pazienti, sistemare quasi 1.500 dipendenti, trasferire 20 reparti di degenza e 10 servizi ospedalieri: dal pronto soccorso alla psichiatria.

LA TABELLA di marcia è pronta. A settembre toccherà agli uffici amministrativi: gli impiegati stanno già preparando gli scatoloni perchè da metà mese scatterà l’operazione. Ottobre sarà dedicato ai test e alla messa a punto della nuova macchina ospedaliera, basata sull’esordiente sistema regionale di organizzazione «per intensità di cura»: «a gruppi metteranno alla prova l’intero funzionamento dell’ospedale», dice Maurizio Amigoni, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Desio-Vimercate. Medici, infermieri e tecnici a turno simuleranno interventi, accenderanno e spegneranno attrezzature cliniche per poterle calibrare al meglio ed evitare sorprese, quando, da metà novembre a metà dicembre saranno spostati tutti i pazienti. Particolare attenzione è rivolta agli impianti elettro-medicali «una delle sfide più importanti del nuovo ospedale», ha detto Amigoni. Con l’avvicinarsi del trasloco, che tutti attendono con un misto di eccitazione, soddisfazione o preoccupazione, proseguono con ritmo accelerato i sopralluoghi nel nuovo ospedale. E proseguono senza sosta le riunioni dei gruppi di lavoro coordinati dal dottor Ezio Goggi, in modo che ogni aspetto legato alla logistica del trasferimento possa trovare la soluzione migliore e non ci siano intoppi e contrattempi. Da qualche mese è partita la formazione del personale dedicata alla conoscenza dei nuovi protocolli operativi, delle diverse dislocazioni dei reparti, laboratori, ambulatori, servizi, all’utilizzo delle nuove apparecchiature e attrezzature. Avviato anche il confronto con le associazioni di volontariato che già operano nel vecchio ospedale sull’organizzazione delle loro attività nel nuovo presidio.

PREDISPOSTO, inoltre, un servizio di logistica integrata e servizio di assistenza infermieristica da effettuare nell’attuale sede ospedaliera, limitatamente al tempo del trasferimento. Ci sono da spostare materiali, montagne di documenti, presidi sanitari, strumenti, farmaci e quant’altro necessario all’attività sanitaria. Di apparecchiature non ne viaggeranno tantissime.
Sicuramente alcune grandi macchine della radiologia, ma il grosso della dotazione tecnologica è nuovo. Il trasferimento seguirà un ordine prestabilito. Si procederà dal semplice al complesso. Prima impiegati e farmacia, amministrazione e direzione sanitaria, poi le divisioni più delicate: dipartimento medico, dipartimento chirurgico e rianimazione. Il pronto soccorso è una delle parti più delicate del trasloco. Nei giorni clou, i ricoveri d’urgenza verranno dirottati negli ospedali vicini, a cui Vimercate chiederà una mano. I ricoveri programmati, sono stati differiti, d’accordo con i pazienti.

INTANTO stanno per finire gli ultimissimi, piccoli lavori nei blocchi operatori e radiologici. A ottobre saranno terminati anche gli ultimi collaudi. Poi, finalmente, poco prima di Natale aprirà i battenti il nuovo ospedale, fiore all’occhiello della sanità brianzola, e non solo: «Questa azienda attrae pazienti da tutta Italia e anche dall’Europa - ha aggiunto il dottor Amigoni - a questa domanda di assistenza abbiamo risposto costruendo un complesso ospedaliero fornito di una superficie doppia rispetto a quella del presidio storico, proprio per dare spazio ai servizi strategici come l’accoglienza e l’attività ambulatoriale e sviluppare le attività di chirurgia vascolare, oncologia medica e medicina nucleare».

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