Cesano, polemiche senza limiti per la Milano-Meda

da Il Giorno
articolo di
GABRIELE BASSANI

Il presidente della Provincia Allevi chiede di salire almeno a 90

— CESANO MADERNO —
MENTRE le associazioni dei consumatori invitano gli automobilisti multati con l’autovelox di luglio e agosto a presentare i ricorsi, offrendo assistenza, c’è anche il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Dario Allevi che si unisce al coro dei 90 km/h per la Milano-Meda e replica alle «frecciate» lanciate dalla Provincia di Milano. La quale intanto puntualizza: «Noi non mettiamo autovelox; quelli che stiamo installando sotto i ponti sono solo rilevatori di traffico». Quello della riduzione dei limiti sulla supestrada più odiata dai brianzoli sta diventando un «caso di Stato». O perlomeno, fino ad ora, un «caso di Province», con coinvolgimenti più o meno diretti, anche di Comuni (che effettuano controlli con gli autovelox) e Regione (con Alboni, Pdl e Romeo, Lega, che invitano a ripensamenti).

Dopo le puntualizzazioni dell’altro ieri da parte dell’assessore provinciale di Milano, Giovanni De Nicola e dei tecnici che gestiscono la strada, pronti a ritoccare il limite massimo fino ad 80 km/h, motivando la riduzione con i pericoli per automobilisti e, soprattutto, motociclisti, adesso si muovono anche le associazioni a tutela dei consumatori: «Se la decisione di abbassare i limiti – chiede Davide Zanon, coordinatore regionale dell’Associazione Codici – è dovuta a questioni di sicurezza, perché allora installare gli autovelox contemporaneamente all’abbassamento del limite, senza dare il tempo agli automobilisti di venire a conoscenza del nuovo limite e di abituarcisi? Ma soprattutto non è accettabile che la segnalazione venga fatta tramite un cartello di dimensioni ridotte sul solo lato destro della carreggiata». Di qui l’invito di Zanon agli automobilisti «pizzicati» di valutare l’ipotesi del ricorso, anche tramite la stessa associazione (tel. 02.36503438). Intanto il presidente della provincia brianzola Allevi, ribatte all’accusa neanche tanto velata che giunge da Milano sulle responsabilità di manutenzione.

«SPERO SOLO - dice Allevi - che la Provincia di Milano non venga a chiedere a noi le risorse per mettere in sicurezza la strada, come è già accaduto in altri casi, dopo che già incassa gli introiti delle multe, quale ente proprietario». Lo stesso Allevi sottolinea anche come la Provincia di Monza e Brianza abbia saputo dei nuovi limiti di velocità attraverso la stampa, nonostante la cosa interessi migliaia di cittadini brianzoli. «Non è la prima volta che Milano difetta in comunicazione ma sono certo che con un po’ di buon senso, questa storia si chiuderà velocemente», aggiunga prima di lanciare la sua proposta: bisogna garantire sicurezza ed efficienza a questo importante asse viario, insieme a limiti di velocità degni di una strada ad altissima percorrenza. Credo che i 90 Km/h possano essere un limite frutto di un saggio compromesso».

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