
Monza, carcere allarme sovraffollamento «Metteremo i detenuti nei bagni»
da Il Giorno
articolo di MARCO GALVANI
I sindacati: abbiamo 860 reclusi, gestirli è ormai diventato impossibile
«SE LA SITUAZIONE continua di questo passo, saremo costretti a sistemare i detenuti nei bagni. Ormai non c’è più spazio, sono occupate anche le celle della sezione matricole, che dovrebbe servire giusto il tempo di smaltire le pratiche di ingresso dei detenuti appena arrivati in via Sanquirico». Il sovraffollamento è l’aspetto più eclatante della situazione all’interno del carcere di Monza. Il bilancio di questi giorni sembra un bollettino di guerra. Le tensioni fra i detenuti soprattutto stranieri sono frequenti, d’altronde «le condizioni di vita e di lavoro sono pessime», denuncia Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari. E aggiunge: «Abbiamo raggiunto quota 860 detenuti, un record negativo che soltanto in minima parte riusciamo a gestire con qualche sfollamento ogni settimana. Ma ogni giorno siamo da capo». Oltretutto «in questo periodo sono stati bloccati gli straordinari perché non ci sono più soldi per pagarli - segnala Benemia - e non so come faremo a gestire il carcere».
GLI AGENTI in servizio a Monza sono 353, un centinaio in meno rispetto a quelli che servirebbero: «L’ordinario e il resto dei servizi riusciamo a smaltirli soltanto facendo straordinari, mediamente ogni agente lavora 8 ore anziché 6 come da contratto - spiega il sindacalista -. Ma adesso che il lavoro extra non viene pagato rischiamo di dover allentare i parametri di sicurezza all’interno delle sezioni. Ma noi agenti non vogliamo essere ritenuti responsabili di nulla nel caso la situazione dovesse degenerare». Nei prossimi giorni «avremo un incontro con il direttore (Massimo Parisi, ndr) per decidere come e dove tagliare, per garantire comunque i parametri di sicurezza». E poi, «l’assurdo è che nonostante manchino agenti, ogni mattina da Monza, ormai da 4 anni, una dirigente del Ministero viene accompagnata al carcere di Lecco con tanto di macchina e agente. Se, invece, venisse assegnata a Lecco avremmo una macchina e un agente in più. In tempi di carestia come questo, anche un agente può fare la differenza». Senza dimenticare la questione dei mezzi: «Sono vecchi, alcuni sono praticamente sempre dal meccanico, e non siamo in grado di garantire una lunga percorrenza - denuncia il sindacalista -. Nei furgoni blindati per il trasporto dei detenuti dell’Alta sicurezza e dei collaboratori di giustizia, ad esempio, manca l’aria condizionata e d’estate sono dei forni».
ANCHE L’AUTO blindata è diventata un lusso: «Dobbiamo dividerla con gli altri istituti. Se serve a Pavia, gliela portiamo da Monza, ma quando serve a entrambi, il primo che arriva se la tiene e gli altri si devono arrangiare».

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