
Seregno, l'ex clinica abbandonata fa paura
da Il Giorno
articolo di MARIO GALIMBERTI
Cadono calcinacci e la notte è rifugio per balordi e senzatetto
— SEREGNO —
CADE A PEZZI e, poco alla volta, si sta sbriciolando l’ex-clinica Santa Maria di via Settembrini una volta considerata un fiore all’occhiello della sanità. Da una quarantina d’anni è in stato di abbandono e da 18 è di proprietà dell’Inps. Di fronte alla precaria e pericolosa situazione la struttura è bersaglio continuo di atti vandalici e la notte, soprattutto nella stagione invernale, diventa rifugio di disperati che, in alcune occasioni, nel tentativo di riscaldarsi hanno anche provocato dei piccoli incendi. Uno scempio a cui in passato il Comune ha tentato di mettere una pezza murando con mattoni porte e finestre.
Quanto prima il sindaco Giacinto Mariani cercherà di incontrare i dirigenti dell’Inps per capire quali siano le intenzioni dell’Istituto nazionale di previdenza sciale in vista del futuro Prg. La precedente giunta Perego aveva previsto un progetto con l’abbattimento dello stabile, che occupa una superficie di 3.000 metri quadri dei quali 1.550 di giardino, e della vecchia e ormai praticamente disintegrata chiesina (dalla quale sono stati rubati anche preziosi pezzi di marmo ornamentale) per poi realizzare edifici con parte in edilizia convenzionata o concordata.
Non è da escludere che qualora venga acquisita dal Comune, l’Amministrazione pensi a un’operazione che preveda sia una parte riservata a servizi pubblici e una parte destinata all’edilizia privata. Al momento l’esigenza maggiore è quella di verificare se esistono, e di che entità siano, pericoli di crollo. Più volte sono caduti pezzi di cornicioni per proteggere dai quali sono state realizzate alcune staccionate. La clinica era un’apprezzata casa di cura costruita all’alba degli anni ’50 ed era considerata una struttura, fra le poche in Brianza, all’avanguardia.
PURTROPPO per vicende diverse venne chiusa nel 1969 quasi improvvisamente tanto è vero che venne sgomberata dai degenti in fretta e furia abbandonando all’interno l’arredamento e l’attrezzatura delle due sale operatorie. Solo nel 1995 tutto quanto venne rimosso quando l’Inps decise di realizzare una propria sede in via della Boschina. Rimane il fatto che da allora il grande complesso che si affaccia in buona parte sulla circonvallazione cittadina è andato degradandosi.

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