
Desio, il Comune cancella lo scuolabus: decine di bambini restano a piedi
da Il Giorno
articolo di LAURA BALLABIO
Una lettera ha comunicato la decisione ai residenti del quartiere San Giorgio
— DESIO —
A SCUOLA a piedi? Sì, ma non grazie all’iniziativa ecologica del Pedibus, ma perché il pullman non c’è più. Una lettera annuncia che il servizio di scuola bus per il quartiere San Giorgio di Desio è sospeso e per l’anno scolastico, ormai alle porte, le famiglie dovranno organizzarsi con un servizio fai da te. A riaccendere immediatamente gli animi nella calda estate politica desiana ci hanno pensato le mamme del quartiere periferico al confine con Lissone. A quanto sembra però il problema non è isolato a una sola parte della città ma coinvolge anche altri quartieri di Desio per il momento rimasti appiedati dalla decisione di cancellare il servizio di trasporto per il prossimo anno scolastico. A soffrire maggiormente la situazione sicuramente tutte le famiglie con figli in età scolare ma in particolare alcuni quartieri, come quello di San Giorno, molto lontani dai plessi scolastici del centro cittadino. A presentare un’interrogazione alla Giunta è stata la Lega Nord con un intervento del consigliere Fabio Molinari, seguito a ruota anche dal consigliere Fracesca Biella dal Pd. «Il pulmino era un punto di riferimento fondamentale per le mamme di San Giorgio – ha spiegato il giovane consigliere dei lumbard – le lamentele sono già tante, nei limiti del possibile bisogna andar loro incontro». Più piccante invece l’intervento del consigliere del Centro sinistra che ha chiesto lumi sulla decisione di cancellare il servizio di trasporto scolastico senza un formale atto della Giunta o far passare la decisione in Commissione. A spiegare la situazione, facendo un po’ di ordine sulla vicenda, il sindaco Giampiero Mariani. «Abbiamo già avuto un incontro con le famiglie e ci prendiamo ancora qualche giorno di tempo per risolvere la situazione – ha chiarito il primo cittadino –. La spesa per il trasporto è passata da 130mila euro a 170mila con un decremento da 136 a 73 ragazzi che utilizzano il servizio. Il costo è di oltre 2mila euro a testa. Non è detta l’ultima parola perché stiamo cercando altre soluzioni, attraverso pulmini comunali o pullman di linea».
La missiva è stata recapitata alle famiglie solo negli ultimi giorni, anche se le iscrizioni al servizio di strasporto scolastico sono state formalizzate entro la scorsa primavera con pagamento in anticipo di parte dei servizi (100 euro), un costo per ogni singolo studente che si aggira sulle 230 euro all’anno.
RASSICURAZIONI sulla situazione sono arrivate anche dall’assessore alle Politiche scolastiche. «Il servizio non è sospeso ma non verrà riproposto alle medesime condizioni e modalità dello scorso anno scolastico», ha spiegato Vincenzo Alagna, assessore alla partita. Nella missiva indirizzata alla famiglie il politico ha suggerito di organizzare un servizio di car pooling: una parola di origine anglosassone che sta ad indicare una modalità di trasporto che consiste nella condivisione di automobili private tra un gruppo di persone, con il fine principale di ridurre i costi del trasporto.
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