Cesano, otto profughi all’ex materna: le associazioni restano fuori

da Il Giorno
articolo di 
GABRIELE BASSANI

 

— CESANO MADERNO —
OTTO PROFUGHI «accampati» in fretta e furia nella sede di due associazioni cesanesi che all’improvviso si sono trovate un muro all’interno dei locali comunali dove fino a ieri svolgevano la propria attività. Ha dell’incredibile quanto avvenuto negli spazi dell’ex scuola materna Calastri, scoperto per caso con sorpesa e disappunto dai responsabili delle associazioni Vivere il Palazzo ed Esedra Teatro, che l’altro giorno, recandosi in quella che è la sede assegnata loro dal Comune con tanto di regolare convenzione che prevede anche il pagamento di un affitto simbolico e dei consumi di acqua luce e gas, si sono trovati davanti un vero e proprio muro, eretto all’improvviso per ricavare uno spazio in cui vivono, ma sarebbe meglio dire sopravvivono, 8 profughi.
Sono 4 uomini e 4 donne originari dalla Nigeria ma fuggiti dalla Libia in guerra dove vivevano per lavoro. Sbarcati tra i migliaia a Lampedusa, fanno parte dei tantissimi disperati ai quali si sta cercando in queste settimane di dare sistemazione in diverse città d’Italia.
A loro non è andata benissimo, visto quello che hanno trovato a Cesano: un locale piccolo, poco illuminato, completamente privo di arredi, con brandine improvvisate a terra.
I profughi, che non sanno una parola d’italiano e anche a inglese e francese non sono messi bene, non possono contare sulla presenza di un mediatore.

NON HANNO un frigorifero: ieri mattina hanno ricevuto dal centro cottura comunale dei contenitori in cui erano presenti piatti che dovevano servire sia per il pranzo che per la cena e ci si chiede come avrebbero potuto conservarli. Hanno a disposizione i bagni che prima erano per le due sedi delle associazioni e che ora sono stati resi inaccessibili. «Solo dopo mezzogiorno di oggi (ieri, ndr) ho ricevuto una telefonata dal Comune che mi invitava a domani a ritirare le nuove chiavi per accedere alla nostra sede - dice furibondo Renato Borgonovo, presidente di Esedra Teatro, compagnia amatoriale attiva da oltre vent’anni -, di sicuro prima di passare in Comune vado dai carabinieri a presentare un esposto per quanto successo». In Municipio dalla tarda mattinata di ieri non è stato possibile trovare nessuno con cui parlare per avere un quadro della situazione, il commissario prefettizio non è raggiungibile.
Durissimo il commento dell’ex sindaco Marina Romanò, destituita meno di 10 giorni fa e alla quale si sono rivolti i soci dalla sede occupata.
«Quel che è accaduto è un’indecenza, per i cittadini di Cesano e per i profughi che sono vittime, ma temo che sia solo la prima alla quale ci hanno esposto i 19 che si sono dimessi da consiglieri comunali».