
Desio – I NO Pedemontana occupano Cascina San Giuseppe
di k.ts.
Dopo essere stati sgomberati dall'ex tirassegno, i giovani del Presidio Permanente contro Pedemontana sono entrati nei giorni scorsi in uno stabile di Cascina San Giuseppe. Nella notte di ieri si è svolta la festa per l'occupazione.
Il custode del complesso disabitato ha dichiarato di essersi accorto dopo pranzo della presenza degli occupanti, ha quindi avvertito la proprietà e i carabinieri.
Cascina San Giuseppe faceva parte dell'ambito di trasformazione ATR. 2, previsto dal PGT del 2008 e cancellato dalla giunta Corti nella seduta dell'otto novembre scorso (vedi articolo).
L'ATR. 2 contiguo a villa Buttafava e al suo parco, entrambi protetti dai beni culturali e paesaggistici, prevedeva l'urbanizzazione di un'area di 182.000 metri quadrati, comprendenti la cascina e le aree agricole adiacenti.
Proprietaria è la società di costruzioni di Lissone dei fratelli Mosca, rinviati a giudizio con l'accusa di riciclaggio e ricettazione nel processo che vede sul banco degli imputati anche l'ex sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni. Nella requisitoria il Pm ha chiesto la condanna dei tre fratelli Mosca: Giulio, Severino e Francesco, a 1 anno e 4 mesi. Il processo di primo grado è ormai arrivato alle fasi conclusive.
Ma anche in Brianza i Mosca sono finiti nei guai con la giustizia. A luglio di quest'anno Giulio Mosca è stato iscritto nel registro degli indagati con esponenti politici del Pdl: Massimo Ponzoni, Rosario Perri, Antonino Brambilla e con il faccendiere Filippo Duzioni.
L'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Monza, Giordano Baggio, coinvolge i PGT di Desio e di Giussano. Una delle aree interessate sembra essere proprio quella di Cascina San Giuseppe.
Se chiedete in Brianza, agli impiegati degli uffici tecnici, chi è Giulio Mosca vi rispondono sussurrando, segno di deferenza e ossequioso timore che i lombardi di qui solitamente usano quando parlano dei potenti locali, o almeno di alcuni potenti locali. Un po' come avviene ne I Promessi Sposi con il personaggio dell'Innominato. Scrive Alessandro Manzoni: “E ogni volta che in qualche parte si vedessero comparire figure di bravi sconosciute e più brutte dell'ordinario, a ogni fatto enorme a cui non si sapesse alla prima indicare e indovinare l'autore, si proferiva, si mormorava il nome di colui che noi, grazie a quella benedetta, per non dir altro, circospezione de' nostri autori, saremo costretti a chiamare l'innominato”.

E Giulio Mosca pare che potente lo sia davvero, almeno a giudicare dalla parte del leone che il PGT di Desio del 2008 aveva assegnato alle aree e ai terreni di sua proprietà.
Così vantaggioso era stato per lui il PGT da contrariare, a quanto si racconta, un altro potente costruttore, Natale Moscato, della famiglia Moscato, considerata punto di riferimento della 'ndrangheta a Desio. Il fratello, Annunziato Moscato, è stato condannato a 11 anni di reclusione come capo della locale della 'ndrangheta nel recente processo Infinito.
In un'intervista su il Giornale di Desio dell'agosto 2010 Natale Moscato, da sempre vicino a Massimo Ponzoni, aveva voluto esprimere la propria delusione per il voltafaccia di Ponzoni e per la rottura del sodalizio tra i due *.
In molti hanno letto nel PGT e nel ruolo che questo assegnava a Giulio Mosca, il motivo della rottura tra i Moscato e Ponzoni.
Tornando al Presidio Permanente contro Pedemontana, gli occupanti di Cascina San Giuseppe hanno sottolineato che con questa azione intendono proseguire la loro lotta contro la costruzione dell'autostrada.
“Ci sono molte aree abbandonate sul tracciato di Pedemontana e sgomberati da una non abbiamo difficoltà a trovarne un'altra”- hanno dichiarato gli occupanti.
Martedì, 6 dicembre, i giovani avevano organizzato un presidio nella piazza antistante il comune.
Scarsa la partecipazione in una serata fredda e umida. Erano presenti i rappresentanti del Presidio permanente Martesana No Tem e del Comitato No Tem -Sì Metro fra cui il consigliere comunale di Paullo, Francesca Di Bella, della Federazione della Sinistra.
“ Abbiamo fatto un presidio permanente alla cascina Pagnana a Gorgonzola che è durato 98 giorni, giovedì (ieri per chi legge n.d.r.) ci spostiamo alla cascina Bragosa
a Pessano con Bornago. Non sarà un'occupazione, abbiamo il consenso del proprietario del terreno su in cui c'è un allevamento di rapaci e un campo da trotter lungo il Canale Villoresi che verranno completamente distrutti per far posto alla tangenziale. - ha raccontato Angelo del Presidio Martesana – La Tangenziale Est Milano è un'opera da 1.700 milioni di euro, il progetto definitivo è stato approvato ad agosto. I lavori dovevano partire a ottobre, ma è notizia di oggi che tutto è rimandato in primavera anche a causa del sequestro dei cantieri di Brebemi”.
Il destino della TEM è strettamente legato a quello di Brebemi, senza l'una non si farà l'altra e viceversa hanno spiegato i giovani del Presidio Martesana.
Proprio la recente inchiesta sui rifiuti sotterrati nei cantieri Brebemi per cui è stato arrestato anche il vice presidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani sembra confermare le peggiori previsioni dei comitati che si battono contro la costruzione delle nuove autostrade lombarde.
“ In una decina di giorni con il sequestro dei cantieri della Brebemi, 34 km di autostrada, più di metà del tracciato complessivo, è venuto fuori tutto quello che dicevamo da anni. L'altro giorno è uscita anche la notizia che ci potrebbe essere del cromo (cancerogeno n.d.r.) nei piloni dell'autostrada già costruiti a Cassano d'Adda. Ci indigniamo se non peggio - ha detto Giancarlo Broglia del Comitato No Tem Sì Metro di Paullo – Siamo contenti di essere qui questa sera perché il progetto di Pedmontana è nato più venti anni fa e a noi ci dicono di essere fuori della storia ma i fatti di Cassano D'Adda e l'aumento della benzina di questi ultimi tempi dimostrano che fuori dalla storia sono loro. Invece di rafforzare il trasporto pubblico per consentire ai pendolari di raggiungere i posti di lavoro in un tempo dignitoso si continua con l'idea delle autostrade che portano solo maggiore traffico e inquinamento. Questi ragazzi vanno contro la speculazione edilizia e le infiltrazioni mafiose e ci mettono la faccia, ci mettono la faccia anche davanti alle forze dell'ordine”.
I ragazzi del Presidio Permanete Martesana stanno costruendo delle baracche con materiale di recupero sul tracciato della TEM, nelle intenzioni luoghi simbolici di resistenza alla nuova tangenziale.
Alcuni giovani NO PED sono andati nei giorni scorsi a Pessano per imparare come si fa per portare in futuro questa modalità di lotta anche a Desio.
Uno scambio tra i territori di Brianza e Martesana molto diverso da quello organizzato dalla Locatelli, una delle aziende indagate dalla Magistratura, che invece di smaltire legalmente i rifiuti provenienti dalla costruzione del tunnel di viale Lombardia a Monza li seppelliva illegalmente nel cantiere di Cassano D'Adda.
* intervista a Natale Moscato apparsa su il Giornale di Desio del 10/08/2010
«Ma penso anche a chi oggi attacca quegli stessi calabresi che gli hanno fatto la campagna elettorale: volta la faccia a chi gli ha dato il voto con fiducia. E' un comportamento sbagliato, che di fatto non è stato premiato». Sta parlando di...«Sto parlando dell'ex assessore regionale Massimo Ponzoni , certo. Non è mai stato presente a Desio nè in Brianza e gli stessi brianzoli l'hanno punito, visto che dai 20mila voti ottenuti cinque anni fa è passato alla metà ». Quindi lei non l'ha votato nè l'ha fatto votare?«Io non ho fatto la campagna elettorale per nessuno, ma come sa ho una famiglia numerosa e tutti noi alle Regionali abbiamo votato per Antonio Romeo , un sindaco che al suo paese, a Limbiate, è stato premiato con tremila voti (a Desio ne ha ottenuti 310, ndr). Evidentemente fa bene il suo lavoro e, lui sì, merita la mia stima: Ponzoni non avrebbe neanche dovuto essere eletto».

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