La cricca politico affaristica in Brianza e a Seregno - A cosa serve la stampa? A cosa servono le opposizioni?

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di k.ts.

L'inchiesta della magistratura che ha portato agli arresti di Massimo Ponzoni, Antonino Brambilla, Filippo Duzioni, Rosario Perri e Franco Riva ha svelato una rete di potere e corruzione che gestiva, con il fine dell'arricchimento personale, le politiche urbanistiche di molti paesi in Brianza.

Le indagini proseguono anche a Seregno, anche se al momento l'amministrazione di Giacinto Mariani non risulta direttamente coinvolta.
Nell'ordinanza scrivono i giudici: “ In relazione alle indagini tuttora in corso vi è la necessità di tutelare le prove dichiarative” e nella nota integrativa aggiungono: “ Il P.M. indica al riguardo [..] indagini in merito ai rapporti tra Ponzoni e le altre amministrazioni pubbliche citate da Pennati e comunque emerse dall'indagine: Seregno, Monza, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno”.

Dalla lettura dell'ordinanza  risulta compromessa, anche se fino ad ora senza risvolti penali, la figura di Attilio Gavazzi, vicesindaco e assessore all'urbanistica della prima giunta Mariani (2005-2010), assessore ai Servizi Sociali nella seconda giunta, infine defenestrato il 30 maggio 2011, quando il primo filone dell'inchiesta sulla cricca brianzola si stava concludendo.L'attuale assessore all'urbanistica, Edoardo Mazza, fu sentito dalla magistratura il 25 maggio 2011, il sindaco revocò a Gavazzi la carica di assessore giusto cinque giorni dopo.

Nell'ordinanza Gavazzi viene citato a più riprese come il politico attraverso il quale Massimo Ponzoni cercava di dettare le politiche urbanistiche di Seregno, in particolare relativamente alla futura approvazione del PGT.

Sulle polemiche nate dalla bozza del PGT di Seregno in cui si prevedeva un grande consumo di territorio e su cui aleggiava un forte odore di corruzione, Gavazzi si è sempre difeso sostenendo che le decisioni erano state prese in parte da lui, ma in grande parte da Giacinto Mariani e Roberto Corbetta, cugino del sindaco e allora membro della commissione edilizia (verdi articolo).
Lunedì, durante l'audizione alla commissione consiliare sulla costruzione del Palazzo comunale di Seregno, ha anche proposto di essere ascoltato in merito al PGT di Seregno.

Potrebbe essere, al di là delle difese di ufficio, una buona occasione per squarciare il velo di mistero che avvolge la prima bozza del PGT di Seregno.
Certo, difficilmente Gavazzi potrà spiegare perché il genero Andrea Attolini, citato anch'egli nell'ordinanza dei giudici, era stato soprannominato a Seregno mister bancomat, ne' potrebbe spiegare le sue pressioni sull'ufficio tecnico in merito alla ristrutturazione dello stabile di via Garibaldi, angolo via Quarto dei Mille, ristrutturazione che sarebbe stata gestita proprio dal genero di Gavazzi.
Così come difficilmente potrà dire tutta la verità sul Piano Integrato d'Intervento ex Camisasca in via Stefano da Seregno: la procedura di esclusione della Vas per quel piano e per altri due piani di intervento è stata firmata, come abbiamo già scritto, da Castelli il tecnico che ha anche affiancato l'architetto De Wolf nella stesura del PGT (vedi articolo).

Potrebbe però forse chiarire la questione dei due terreni nei pressi del distributore della Esso di via dello Stadio, uno tra via Milano e via dello Stadio, l'altro tra via dello Stadio e via Papini. Se è vero, cioè, quanto si dice che uno dei due terreni aveva visto l'interessamento di Massimo Ponzoni.
Ma visto che i terreni sono due, a chi interessava rendere “buono” l'altro?

La prima bozza del PGT di Seregno adesso è rimasta senza padri, o meglio con un solo padre, Attilio Gavazzi, e dietro di lui Massimo Ponzoni e la cricca degli indagati. Sarebbe ingenuo pensare che sia solo così.
Gavazzi e Giacinto Mariani hanno sempre agito di concerto e di concerto con altri elementi che adesso sono finiti nelle indagini. Primo fra tutti Antonino Brambilla, consulente del comune di Seregno in materia urbanistica nel periodo della stesura del primo PGT, e che ha avuto, ad esempio, un ruolo fondamentale nel licenziamento del dirigente dell'Ufficio Tecnico, Calogero Grisafi.

Proprio un parere di Brambilla a Grisafi, fornito prima verbalmente con un certo contenuto poi contraddetto per iscritto, avrebbe prodotto un ritardo di comunicazione tra l'ufficio tecnico e il sindaco che Giacinto Mariani avrebbe utilizzato a pretesto per il ritiro della fiducia a Grisafi, per il suo allontanamento dall'urbanistica prima e per il suo licenziamento poi (vedi articolo).

Il giudice del lavoro che poi impose il reintegro del dirigente e condannò il comune di Seregno a pagare più di 360.000 euro tra retribuzioni non corrisposte e danni biologici scrisse nella sentenza che era stato montato un castello di accuse infondate ai danni di Grisafi.

Sono poi note le frequentazioni di Giacinto Mariani con Filippo Duzioni, uno degli arrestati definito dagli inquirenti come “mediatore d'affari che opera principalmente nell'ambito dello scambio illecito di utilità tra imprenditori, politici e amministratori pubblici”. I due si incontravano privatamente in un noto ristorante di Seregno e anche al Molto di Carate Brianza, locale la cui proprietà è riconducibile a Mariani.

Così come si sa che durante la stesura del PGT Giacinto Mariani incontrava Ponzoni.
Per motivi istituzionali? Sembra poco probabile visto quello che scrivono gli inquirenti: “ Il traffico telefonico documenta come Ponzoni sia solo sporadicamente interessato agli impegni istituzionali propri della carica ricoperta, ovvero a riunioni di lavoro (tanto che la GdF nel perquisire il suo ufficio presso la Regione Lombardia rinveniva carte appartenenti al suo predecessore), mentre sia completamente assorbito in una molteplicità di “affari”, principalmente nel campo delle speculazioni immobiliari ma non solo”.

Ed è forse un caso che una delle fidanzate di Massimo Ponzoni citate nell'inchiesta, la dott.ssa Giovanna Crespi  dell'Ospedale di Vimercate (nella foto con il sindaco), sia stata nominata nel consiglio di amministrazione di Gelsia Reti, di cui il comune di Seregno detiene la maggioranza o sia successivamente divenuta responsabile del Modulo Territoriale del CPS (Centro Psico Sociale)-CD (Centro Diurno) di Seregno?


O in parallelo che Giacinto Mariani, divenuto nel 2009 presidente dei sindaci A.S.L. di Monza e Brianza, si sia speso a difesa di Pietrogino Pezzano, il potentissimo direttore dell'ASL, amico di Rosario Perri, Massimo Ponzoni, Roberto Formigoni e con frequentazioni 'ndranghetiste?

Nell'ordinanza di custodia cautelare di Massimo Ponzoni i magistrati hanno messo l'accento sui rapporti e sui voti che la 'ndrangheta avrebbe dirottato in varie consultazioni elettorali a suo favore. Analogamente su questo sito sono apparsi articoli (vedi A Seregno comanda la 'Ndrangheta e precedenti e La 'ndrangheta, le cooperative "usa e getta" e le mani sull'Expo) sui rapporti di affari e le amicizie di presunti 'ndranghetisti con membri della giunta Mariani, nonché di compiacenze se non proprio di cointeressi che vedono convergere da una parte i servizi di sicurezza gestiti da personaggi ritenuti vicini alla 'ndrangheta dall'altra i proprietari di locali vicini e/o soci in affari del sindaco di Seregno, Giacinto Mariani. Analogie che tornano.

Tutto questo è stato scritto in diversi articoli pubblicati sul nostro sito, mai smentiti nel merito.
Così come sul nostro sito avevamo scritto degli appalti irregolari sulle forniture di arredi scolastici vinti a Seregno dalla Vastarredo (vedi articoli), società associata alla Compagnia delle Opere, il braccio economico di Comunione e Liberazione. Alla luce del fatto che almeno due arrestati della recente operazione della magistratura sono vicini a Comunione Liberazione se non proprio membri della stessa, Antonino Brambilla è stato anche consulente della Compagnia delle Opere, e del fatto che Attilio Gavazzi gestì in prima persona la questione sulle forniture scolastiche, ci si chiede se non sia giunta l'ora di dare una risposta del perché di quegli appalti sospetti o palesemente irregolari.

Ne’ Attilio Gavazzi ne’ Giacinto Mariani hanno mai dato una risposta convincente sulla questione.

Su questi e su altri argomenti noi, non solo abbiamo scritto, ma abbiamo cercato di fare delle vere e proprie campagne. Chi può dire di avere fatto lo stesso?
Certamente non la stampa locale che sui gruppi di potere locali ha sempre tenuto un atteggiamento moderato, a volte ignorando o ridimensionando la gravità delle questioni.
Ma si può essere moderati quando i politici fanno affari e hanno rapporti con la 'ndrangheta, da cui prendono voti? Si può essere moderati quando la corruzione serve tra le altre cose a finanziare le campagne elettorali?

Gli inquirenti nell'ordinanza scrivono a proposito di un'intercettazione che: “ Duzioni si sta attivamente prestando per raccogliere voti a favore di diversi personaggi politici, oltre a Ponzoni Massimo, e, in un fuori cornetta, parla del pagamento di 10mila euro in cambio di voti”.

Che elezioni libere sono state quelle degli ultimi anni in Brianza, nelle quali i soldi della corruzione compravano voti e allestivano campagne elettorali che poi sono risultate largamente vincenti o sulle quali intervenivano pesantemente i voti delle organizzazioni mafiose?

Non si può forse dire che c'è stato in questi anni in Brianza un vero e proprio sviamento della democrazia?

E di fronte a questo golpe gentile, la stampa che dovrebbe essere una delle sentinelle della democrazia si è forse infiammata avvertendo la pubblica opinione del pericolo?

No, non lo ha fatto, ha assunto lo stesso atteggiamento di Angela Familiari, responsabile della CDO in Brianza, ben descritto da un'intercettazione in cui conversando con Duzioni, in merito alle elezioni di Desio vinte da Giampiero Mariani, riferisce di aver detto al neo sindaco di non sapere se doveva fargli i complimenti o le condoglianze, perché andava a governare con la 'Ndrangheta.

Ma al di là del mugugno e della battuta, nulla più. Chi si è alzato e, sapendo, ha detto no?

Neanche le opposizioni lo hanno fatto, a parte qualche lodevole eccezione a Desio dove Lucrezia Ricchiuti e Roberto Corti del Pd si sono mobilitati e hanno mobilitato e sensibilizzato la cittadinanza contro la mafia e la corruzione e sono stati premiati da questo atteggiamento vincendo le elezioni.

La stessa cosa non si può dire sia successa a Seregno. In una conversazione privata un esponente della sinistra di Seregno, a proposito dell'immobilità del suo partito sulla presenza della 'ndrangheta in città e sui collegamenti con ambienti politici, ha detto a chi scrive che lui non si occupa di criminalità. Sapendo come si muoveva la cricca che gestiva il potere in Brianza, forse avrebbe fatto meglio a dire che non si occupava di politica. A meno che la politica non sia scesa così in basso che occuparsi di politica significa occuparsi di panchine nel parco e piste ciclabili.

Ma il problema è che, mentre la cricca ridisegnava i paesi della Brianza, una larga parte della sinistra si occupava di piste ciclabili, panchine nel parco o stereotipate polemiche pro o contro l'Islam.

Se fossi stato in Ponzoni, Brambilla, Perri, ecc. non mi sarei augurato un'opposizione più debole e velleitaria di quella che questi personaggi alla fine si sono ritrovati.
Che dire poi del Pd di Seregno? Dopo le nomine nelle municipalizzate di familiari e famigli nel 2008, giusto sei mesi fa accetta di scendere a patti con la maggioranza per inserire un proprio uomo all'interno del CDA di Gelsia, e in cambio si zittisce sulle nomine e non chiede di rendere pubblici i curricula vitae dei neo consiglieri e presidenti come aveva fatto 3 anni prima.
Quindi gli va bene Francesco Giordano, il fratello del vicesindaco, il dipente dell'azienda di famiglia dei Ciafrone, ecc..

E, andando ancor più in profondità, non esiste forse un rapporto di affari tra una parte della sinistra e questa destra e non hanno forse gestito assieme la Brianza dividendosi come aziende le “quote di mercato”, facendo anche cartello, con anelli di congiunzione tra i due mondi ben conosciuti?

Come il presidente di BEA Alcide Copreni, indicato a quella carica prima da Gigi Ponti e poi da Massimo Ponzoni, di professione sub assicuratore che ha un pacchetto di migliaia di aziende della Compagnia delle Opere assicurate con Unipol, la banca-assicurazione di Legacoop.

Giovedì scorso l'editoriale del neodirettore del il Cittadino Giorgio Bardaglio era intitolato così: “Tutti sapevano e nessuno ha detto basta”.

A noi sono venute in mente subito queste domande:

Ma a cosa serve la stampa? A cosa servono i giornali? A cosa le opposizioni?
 

Comments

Una stampa indipendente non esiste (redattore capo NY Times)

John Swinton, l'allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione di un banchetto con i suoi colleghi presso l'American Press Association:
"In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c'è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr'ore la mia occupazione sarebbe liquidata.
Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali."
[Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor's Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979]

La stampa indipendente non esiste ma....

Interessante l'estratto del discorso del direttore del New York Times.

La stessa cosa si potrebbe però dire della democrazia, della libertà, ecc.., cioè di concetti politici astratti che poi vanno tradotti nella realtà.

Il problema che questi concetti astratti non sono dati una volta per tutta, cristallizati come le idee platoniche ma sono mobili, dei campi di battaglia e come tali vanno attraversati. Io almeno dal punto di vista marxista e hegeliano li vedo così. Quindi una volta scelto il campo si scende in battaglia, tenendo conto di quello che è successo fino a ieri,  per definire ogni volta, ogni giorno, l'indipendena della stampa, se è quello di cui stiamo parlando.

L' ultima inchiesta, quella sula cricca,  se da una parte ha mostrato in modo palese giornalisti che intrattenevano rapporti economici con Ponzoni, per Pennati perché "erano sul libro paga" ( dai giornalisti citati, fra cui l'ex direttore dell'Esagono Marco Pirola, non è arrivata una spiegazione di quei soldi), dall'altra ha mostrato una disattenzione quando non una vera occultazione e silenzio sulla rete di potere gestita da Ponzoni che mostra una preoccupante mancanza di coraggio e indipendenza da parte della stampa locale.

 

spero di aver colto il senso del commento

 

ario

scambi amichevoli, monopolio d'illegalità, ma non "mafia".......

E' semplice, la risposta, sono tutti, immischiati in affari illeciti penalmente perseguibili! A tal punto che nessuno si mette a contrastare l'altro sugli "affari illeciti", ma unicamente su tutt'altre banalità.
Ossia, io non tocco te e nei tuoi affari illeciti e tu non tocchi me nei miei affari illeciti, al pubblico o cittadino, diamo solo un'apparenza, una parvenza, che ci facciamo opposizione e su tutt'altre cose. Si scambiano amichevolmente i ruoli e i favori, tra di loro.
Tutto sta, negli Uffici Tecnici e in chi ci lavora con alte cariche, ma sappiate, che i Dirigenti o Responsabili di tali uffici, anche loro commettono e per loro affari, illeciti penali penalmente perseguibili, anche loro ci guadagnano.
E se Grisafi, fosse stato licenziato proprio per nascondere degli affari illeciti? Ma, sotto, sotto, e tra Lui e il Sindaco Mariani, c'è sempre complicità, a tal punto che tanto la riammissione sul posto di lavoro, la paga non il Sindaco Mariani, ma semplicemente la Città di Seregno?

scambi amichevoli..

Mi sembra difficile che sia andata così anche perché il sindaco e chi ha firmato il licenziamento di Grisafi, qualora la cosa venisse confermata anche in appello la sentenza favorevole al lavoratore,  ne potrebbe rispondere di suo.

Nel senso che il comune di Seregno potrebbe chiedere alla corte dei conti di venir risarcito per l'ingiusto risarcimento di Grisafi.

Questa cosa la può chiedere anche un semplice cittadino, un consigliere comunale, un partito o un associazione di Seregno. 

Ci sarebbe il danno erariale causato alle casse comunali e quindi per il Testo Unico sugli enti locali ci sarebbero tutti gli estremi per procedere in questa direzione, tanto pià che il comune di Seregno è stato condannato a pagare 50mila euro a Grisafi per mobbing, quindi non solo il licenziamento sarebbe ingiustificato ma ci sarebbe da parte del sindaco un atteggiamento che sarebbe andato anche oltre.

 

A limbiate, anche senza mobbing, per una vicenda analoga il sindaco è stato condannato a tirare fuori di tascsa propria parte del denaro che il comune ha dovuto sborsare per l'ingiusto licenziamento di due dirigenti. vedi articolo http://www.infonodo.org/node/29214

necessaria rapida e fruttuosa autocritica

Certamente tutta questa vicenda richiede autocritica, riflessione (veloce) ed un cambiamento nel nostro modo di fare opposizione. Del resto della stampa e della politica non voglio dire nulla.
Nella ricerca di un difficile equilibrio tra un modo propositivo ed uno distruttivo di fare opposizione probabilmente, malgrado i propositi e l'impegno, non siamo stati sufficientemente aggressivi ed incisivi su queste vicende di primaria importanza. Proveremo a rimediare.

Mauro Brivio
Segretario PD Seregno

L'opinione del PRC di Seregno

"In una conversazione privata un esponente della sinistra di Seregno, a proposito dell'immobilità del suo partito sulla presenza della 'ndrangheta in città e sui collegamenti con ambienti politici, ha detto a chi scrive che lui non si occupa di criminalità. Sapendo come si muoveva la cricca che gestiva il potere in Brianza, forse avrebbe fatto meglio a dire che non si occupava di politica. A meno che la politica non sia scesa così in basso che occuparsi di politica significa occuparsi di panchine nel parco e piste ciclabili. Ma il problema è che, mentre la cricca ridisegnava i paesi della Brianza, una larga parte della sinistra si occupava di piste ciclabili, panchine nel parco o stereotipate polemiche pro o contro l'Islam. Se fossi stato in Ponzoni, Brambilla, Perri, ecc. non mi sarei augurato un'opposizione più debole e velleitaria di quella che questi personaggi alla fine si sono ritrovati."

L'esponente intervistato ero io ed ho citato il pezzo dell'articolo per poter contestare il modo farsesco col quale viene rappresentata l'attività del PRC e della sua consigliera comunale. Nell'intervista ho detto che il PRC non si occupava di indagini che sono di competenza della magistratura. Noi ci occupiamo invece del sistema politico nel quale sono possibili e probabili le azioni criminose citate nell'articolo. Non mi sembra che su questo fronte non abbiamo fatto il nostro dovere peraltro con scarso seguito e sostegno. A questo proposito gioverebbe ricordare che un nostro compagno, Marco Fraceti, ha addirittura scritto un libro, "Briangheta", sulle infiltrazioni mafiose in Brianza. Ricordo anche che il nostro segretario provinciale, Stefano Forleo, ha avuto il coraggio di esporsi, in quel di Carate, con la richiesta di dimissioni di Antonino Brambilla. Non direi, a meno che non volessi ridicolizzare il PRC, che ci siamo limitati a trattare di parchi, ciclabili e Islam cose peraltro delle quali nessuno si occupa a Seregno.

 

Romeo Cerri

http://www.brianzapopolare.it

http://www.prcbrianza.it 

Onor di verita'

Per onore di verita' bisognerebbe che si scriva anche chi ha periziato il signor Grisafi cosi' da ottenere il giusto risarcimento per i danni biologici subiti.... Forse c' e' chi riesce a essere sopra le parti ... Non questo giornalismo fazioso

A onor di verità la questione

A onor di verità la questione della perizia mi sembra l'ultimo dei problemi. Il fatto è la condanna del comune di Seregno al risarcimento per il licenziamento ingiusto e il reintegro del dipendente. Quanto al danno biologico è stato quantificato in 30.000 euro se non ricordo male. Secondo lei c'è stata una perizia troppo favorevole a Grisafi? Quanto doveva essere il danno? 10.000-20.000 euro ?

Ammesso e dimostrato quanto lei dice, che differenza fa? Quanto ha speso il comune solo in spese legali e processuali senza parlare degli stipendi arretrati dovuti pagare a grisafi?

Cmq ci dica chi era questo perito e soprattutto ci dica perché secondo lei è sospetto.

saluti

k.ts.

Fraceti non sta a Seregno e

Fraceti non sta a Seregno e non fa politica a Seregno.

In che modo vi sareste occupati del sistema politico nel quale sarebbero probabili le azioni criminose?

Ci andate, ancora,  con i piedi di piombo, cosa aspettate il terzo grado di giudizio per dare una lettuura politica del potere  in Brianza in questi ultimi anni?

Nessuno vi ha mai chiesto di fare indagini ma di capire quello che succedeva, definirne i contorni, ecc.. non bisognava essere indovini o piazzare delle microspie nei cellulari o sulle vetture di nessuno.

No perché se tu mi dici che queste inchieste sono state per te un fulmine a ciel sereno, va bene.  Nel caso di consiglierei di incominciare o di ricomimciare a guardare meglio e con più attenzione quello che succede nel territorio. Perché potresti passare per il politico che sta sulle nuvole e non sa niente della realtà.

Quel politico che nessuno ha più voglia di votare.

Colpa del PRC?

Fraceti, siccome fa parte della segreteria del PRC della Brianza, opera anche a Seregno ed in ogni caso mi sembrerebbe improbabile dare una lettura generale della politica brianzola solo a partire da una realtà locale pur importante ma limitata come Seregno.
Sulla questione morale in Brianza (mafia compresa) abbiamo cercato di fornire una chiave di lettura nel nostro programma elettorale del 2010 che si trova, per chi è interessato, al link http://www.brianzapopolare.it/sezioni/downloads/20100226_programma_sereg....
Il tono che abitualmente (infatti non è la prima volta) usa Izz è alquanto irritante e saccente oltre a non tenere in minimo conto il fatto che le opposizioni (l'uso del plurale è però esagerato) operano notoriamente in condizioni di estrema difficoltà.
Senza bisogno di stare sulle nuvole.
L'ultima frase "Quel politico che nessuno ha più voglia di votare" detta riferita ad altri partiti avrebbe il sapore di una minaccia clientelare. Nel caso del PRC è evidentemente priva di effetti concreti.
Non voglio continuare con le polemiche ma invece faccio la proposta di continuare la discussione circa il sistema di potere mafio-brianzolo in una sede diversa (da un reply e controreply di un post) e più produttiva e con chi ci sta.
Può essere l'"osservatorio antimafie di Monza e Brianza 'P. Impastato'" che già esiste ma può essere lo stesso Infonodo ad organizzare l'incontro.
Fate sapere.

forse non vuole essere

un atto di accusa nei confronti dell'intero PRC ma una critica verso l'opposizione di Seregno per la debolezza con la quale ha denunciato questo genere di cose. In effetti non si ricordano azioni eclatanti di denuncia contro le infiltrazioni della ndrangheta. A proposito, la "commissione antimafia" in cui vi siete impegnati, a che punto sta?

Sta al punto che al secondo

Sta al punto che al secondo incontro si sono ritrovati in due: il presidente Zanin e mauro ballabio

ah però

che verve! Quindi nonostante tutto quello che è successo in questi due anni l'unica cosa che sono riusciti a fare fino ad ora è dire "faremo una commissione"?

Embé Gaicinto Mariani si

Embé Gaicinto Mariani si fregia di essere un sindaco antimafia perché il comune di Seregno si è costituito parte civile nei processi e loro si fregiano di essere opposizioni anti mafia perché hanno chiesto l'istituzione di una commissione antimafia.

Ognuno si appunta sul petto la sua medaglietta. E' un mistero come abbia fatto la 'ndrangheta ad attecchire così bene in Brianza, con tutte queste forze politiche schieratesi compatte sul fronte antimafia.

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