
Milano - Wagon Lits, dopo 48 giorni scende il secondo operaio
di ALESSANDRA CORICA da repubblica milano
Ma l’ultimo resta sulla torre Un problema di salute, il presidio continua a terra
È SCESO poco dopo le 16, Carmine: dopo 48 giorni a 20 metri di altezza, ha toccato di nuovo terra. Per aiutarlo, cinque vigili del fuoco erano pronti ad arrampicarsi, ma lui non ha voluto: Pino, il “cuoco” della cucina da campo del binario 21, è salito fino alla botola che per un mese e mezzo il suo collega si era rifiutato di varcare. E gli ha sostenuto la schiena, per non farlo cadere. Ha lasciato così la torre-faro Carmine Rotatore, 45 anni, il secondo degli ex lavoratori Wagon Lits ad abbandonare il traliccio della Centrale: il primo, Beppe Gison, 40 anni, era sceso nella notte tra sabato e domenica. Con Oliviero Cassini — l’unico ancora su — erano saliti sulla torre alle 2.30 del 9 dicembre.
Carmine è sceso dopo un mancamento per uno sbalzo di pressione: «Non mollate», ha detto ai colleghi, mentre il 118 lo portava al Niguarda. In serata con la moglie Giovanna è rientrato a casa dove l’aspettavano i figli Martina, Alessandro e Ludovica. «Gli ultimi giorni sono stati duri — racconta Angelo Mazzeo, della Fitl Cigl — Martedì sera un black out ha mandato in tilt il generatore, e il presidio è rimasto per tutta la notte senza le coperte termiche. Ieri c’è stato il terremoto: è umano avere cedimenti. Ma il fatto che Carmine sia sceso non cambia niente: continuerà la protesta a terra, come Beppe». Una decisione, quella di Rotatore, arrivata mentre in Regione veniva monitorato l’andamento del piano per ricollocare gli operai, firmato il 30 dicembre da Uil, Ugl e Cisl, ma non da Cgil e Fast. «Per noi l’accordo — spiegano gli assessori regionali Cattaneo e Rossoni — è valido, anche se non è stato sottoscritto da tutti: permette di riassorbire tutti i 152 operai lombardi. Non siamo contrari a un tavolo nazionale (quello che chiedono i licenziati, ndr), ma non compete a noi».
Il piano prevede la riassunzione degli operai tra Trenord — che ieri ha convocato per un colloquio lo stesso Beppe Gison — Fs, Atm, Rfi e aziende appaltatrici. Tra queste, la Angel Service, che si occupa dei servizi per i treninotte rimasti. E che entro il 31 gennaio si è impegnata a regolarizzare 45 operai, nonostante non abbia ancora iniziato i colloqui, «a causa di ritardi che però recupereremo in fretta». «Questo accordo — attaccano dal presidio — non considera il ripristino del servizio, che per noi è fondamentale: non lo accettiamo ». Sulla torre-faro rimane solo Oliviero Cassini, 48 anni: «Io non mi arrendo — dice — L’articolo 16 della Costituzione sancisce il diritto alla mobilità dei cittadini: con la cancellazione dei treni-notte si compie un attentato a questa norma».

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