
Lombardia - Formigoni: «Nessuna rottura con la Lega» Ma Bresciani rischia il posto
di Andrea Senesi da corriere milano
Ipotesi di rimpasto nella giunta. Secondo indiscrezioni l’assessore alla Sanità potrebbe essere sostituito da un’altra esponente del Carroccio
Non capiterà. «Perché sarebbe un errore esiziale» e perché la Lega non darà seguito alle sue «minacce roboanti ». Il Carroccio non farà cioè cadere «una giunta che sta funzionando bene da 12 anni e che i cittadini hanno riconfermato più volte alla guida della Lombardia». Roberto Formigoni, intervistato dal Tg3, tira il freno alle polemiche. Ci prova, se non altro. Anche se poi una risposta a muso duro al leader leghista non se la risparmia: «Le parole di Bossi su Berlusconi ("È una mezza cartuccia", aveva detto il Senatur poche ore prima)? Sono del tutto inaccettabili ».
Quarto giorno di veleni. Tra la Lega e il Celeste ormai è guerriglia continua. Il governatore incassa, senza rinunciare di tanto in tanto alla ripartenza. E a qualche sortita velenosa. La giunta lombarda è in difficoltà, gli chiedono al Tg3? «No, semmai è il consiglio regionale che ha avuto qualche problema». Rappresentanti del Pdl, ma anche dell’opposizione e persino, ed è impossibile non notare la punta di malizia, «qualche esponente leghista». La Regione è nel mirino, anche se l’obiettivo del Carroccio è il governo centrale. «Non ci siamo legati per sempre a Monti — spiega allora Formigoni —, ma riteniamo sbagliato fissare una data di scadenza a questo governo che continueremo a sostenere finché il premier otterrà dei risultati che, onestamente, cominciano ad apparire». Il governatore sotto attacco incontra in serata anche il segretario del Pdl, Angelino Alfano. «Piena identità di vedute », cinguettano i due alla fine del «lungo e cordialissimo » colloquio.
Ma è chiaro che la partita che si gioca è anche in terra lombarda. Il rimpasto di giunta continua a essere nell’agenda di Formigoni. Che nei giorni scorsi ha dovuto incassare l’ostilità manifesta del Cavaliere rispetto all’ipotesi di una defenestrazione di Francesco Magnano, chiamato da tutti il «geometra di Arcore». La novità di giornata s’incrocia, e non sarà solo un caso, con la questione Lega. Ieri è circolata la voce che Luciano Bresciani, potentissimo assessore alla Sanità ma soprattutto medico personale di Umberto Bossi, non sarebbe più un intoccabile. I boatos del Pirellone giurano addirittura che Formigoni avrebbe pensato a un avvicendamento per rafforzare la componente maroniana del Carroccio. Secondo questa «impostazione » Bresciani sarebbe allora l’agnello sacrificale in vista del rimpasto di giunta. In giunta potrebbe così entrare Luciana Ruffinelli, leghista di Busto Arsizio, che andrebbe a rafforzare anche la riserva rosea dell’esecutivo. E poi, osserva qualcuno, Formigoni segnerebbe un punto anche nella «guerra civile» in atto nel Carroccio. Si vedrà. Per ora l’unica certezza continua a rispondere al nome di Margherita Peroni, area cattolica del Pdl.
Salvini: “La palla ce l’ha in mano Silvio e in Regione c’è l’aggravante giudiziaria”
di RODOLFO SALA da repubblica milano
«SE FOSSI Formigoni, non sarei così tranquillo». Allora lo fate davvero cadere, onorevole Matteo Salvini? «Ci sono due problemi che rendono molto difficile la convivenza. Il primo è politico, e l’ha sollevato Bossi. Berlusconi deve staccare la spina a Monti, lo deve fare anche perché la Lombardia è la regione che pagherà di più per colpa dei provvedimenti del governo in materia di tasse sulla casa, Iva e pensioni. La palla ce l’ha in mano Silvio, faccia lui».
Secondo problema? «L’aggravante giudiziaria. Due esponenti del Pdl in Regione sono agli arresti, altri sono indagati. Poi ci sono i casi del vicepresidente della Provincia di Monza, quello del sindaco di Arese, il Comune di Desio sciolto per mafia... ».
Formigoni obietta che le responsabilità penale è personale... «Vero. Ma i casi sono ormai troppi, la situazione non può reggere».
Quindi non rimane che far cadere la giunta? «Timori non ne abbiamo. Ci metto la firma che se si vota domani la Lega in Lombardia vince da sola».
Qualche timore potrebbero averlo i vostri governatori del Veneto e del Piemonte. «Dubito che in quelle situazioni il Pdl sia così pronto a chiedere il voto».
Ma voi governate la Lombardia da dodici anni: finora avete retto il moccolo? «Sul piano amministrativo è la Regione meglio governata, ha i conti a posto. Anche se nel settore della sanità ci sono ampi margini per risparmiare. Purtroppo pesa l’onnipresenza di uomini riconducibili a Cl, sono un ostacolo al contenimento delle spese».
Sembra abbiate già deciso. «Non è così, come sempre l’ultima parola spetta a Bossi. Ma è chiaro che l’alleanza con il Pdl fa acqua. Bisogna distinguere tra passato e futuro».
Prego? «In primavera ci sono le elezioni amministrative, nel 99 per cento dei comuni interessati al voto la nostra base ci chiede di andare da soli, e questo è l’orientamento. Fatti i salvi i comuni dove non si vota, e dove governiamo con il Pdl, per il futuro la linea è questa: si vince o si perde da soli ».
A Sesto San Giovanni è facile, voi e il Pdl siete già all’opposizione. Ma a Monza, dove il sindaco è della Lega? «Qui il discorso cambia un po’. Si tratta della terza città della Lombardia, è chiaro che un ragionamento si impone».
C’è chi sostiene che Berlusconi e Bossi si siano già messi d’accordo per far saltare Formigoni e per mettere al suo posto Roberto Maroni... «Da lombardo e da leghista, mi farebbe molto piacere. Ma penso che Bobo abbia altri programmi. Non gli interessa, la poltrona di governatore ».
Già, gli interessa scalare il partito... «E comunque, se toccasse a uno della Lega, in Lombardia ne abbiamo tanti da candidare: i nostri sindaci sono più di 200, c’è solo da scegliere».

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