Lombardia - «Stop alla vivisezione» Pronta la legge lombarda Caso Green Hill.

di Paola D’Amico da corriere della sera

 Formigoni: battaglia di civiltà Saranno vietati gli allevamenti di cani, gatti e primati per i test

MILANO—Il cerchio attorno a «Green Hill» si stringe. La Lombardia spinge sull’acceleratore e, in attesa che la norma contro l’apertura di allevamenti di animali da destinare alla vivisezione completi l’iter legislativo, prepara un proprio progetto di legge. Un dispositivo di soli tre articoli, che prevedono il divieto di «allevare cani, gatti e primati non umani per fini di sperimentazione sul territorio della Regione», sanzioni da 50 mila a 150 mila euro ai trasgressori e l’entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale. Tradotto: giorni contati per l’allevamento di proprietà della multinazionale Marshall a Montichiari, nel bresciano, da dove ogni mese 250 cuccioli di beagle vengono trasferiti, diretti a laboratori di vivisezione, anche italiani.

Giorgio Puricelli, che è il primo firmatario del progetto di legge, è esplicito: «Appena approvato, Green Hill dovrà chiudere», spiega, nella sede della Regione a Palazzo Lombardia. Con lui c’è l’ex ministro del Turismo, Michela Brambilla, la quale racconta la sua visita nell’azienda al centro della mobilitazione degli animalisti di tutta Italia: «Non riuscirò mai a dimenticare lo sguardo triste e la disperata ricerca di una carezza dei cagnolini detenuti nel "braccio della morte" di Green Hill. A quelle creature ho promesso che avrei fatto tutto quanto mi sarebbe stato possibile per chiudere quel lager. E io mantengo sempre le mie promesse». Green Hill è l’unico allevamento di animali da vivisezione rimasto in Italia. Un luogo dove tutto è artificiale, e 2.000 beagle cuccioli e le mamme fattrici vengono tenuti in recinti sterili, sottoposti solo a luce artificiale e temperatura costante senza mai uscire all’aperto. Le bestiole non vengono mai a contatto tra loro, perché devono essere consegnate dopo pochimesi di vita alle case farmaceutiche in perfetta salute. Il giro di vite contro l’allevamento di beagle, che da mesi è oggetto di contestazioni, presidi e fiaccolate, era maturato «nel corso di un incontro, tenuto lo scorso mese di dicembre», aggiunge l’onorevole Brambilla. «Avevo esposto al presidente Roberto Formigoni le istanze di milioni di italiani che amano gli animali e vogliono vederli rispettati e gli avevo chiesto ufficialmente di dare luogo a una legge regionale che, sulla scorta di quella nazionale, vietasse l’allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione ».

Nello spazio di un mese si è concretizzata una proposta di legge che ricalca la stessa norma, l’articolo 16, che l’ex ministro ha inserito nella legge comunitaria 2011, passata la scorsa settimana all’esame della Camera dei deputati e che ora attende il voto del Senato. La crociata in difesa degli animali non umani, che il trattato di Lisbona riconosce senzienti, è tutt’altro che finita. «Ci sono criticità nelle leggi, come la deroga alla sperimentazione sui randagi, sulle quali dobbiamo ancora lavorare», aggiunge Michela Brambilla. Le fa eco il presidente della Regione, Roberto Formigoni: «La tutela in difesa di tutte le specie viventi è una battaglia di civiltà. Tutti gli animali devono essere tutelati e il nostro auspicio è che si possano trovare nuove tecniche sperimentali e metodi alternativi. La produzione di una buona scienza deve coincidere, e non solo per motivi etici, con un utilizzo responsabile e rispettoso degli animali». Non abbassano la guardia i movimenti animalisti. In testa a tutti la Lav: «Adesso è necessario che i diversi Gruppi consiliari agiscano compatti e in coerenza con quanto fatto sino a oggi per contrastare la vivisezione», dice Michela Kuan, responsabile nazionale Lav settore vivisezione. Green Hill chiuderà, ma la battaglia contro la vivisezione è ancora lunga. Per il marzo 2013 sarebbe prevista una legge dell’Unione Europea che vieterebbe in via definitiva l’uso dei «test per cosmetici su animali ».Ma il condizionale, purtroppo, è d’obbligo.