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di Giovanna Loccatelli da il fatto quotidiano
La denuncia degli oppositori. Anche Skype in tilt
Beirut "Il regime di Bashar al Assad fa oggi uso indisturbato degli equipaggiamenti di sorveglianza sulla rete forniti da Area spa per spiare i cittadini”. Lo afferma un hacker siriano, in esilio in Libano, che è dovuto scappare da Damasco perché ricercato dalla polizia. Area spa – società italiana leader nel settore della sorveglianza delle comunicazioni – aveva vinto, legalmente nel 2009, un bando del governo siriano per circa 13 milioni di euro finalizzato alla costruzione di un vasto sistema di monitoraggio dei dati personali in rete. Dopo una lunga inchiesta di Bloomberg e l’ina - sprimento delle sanzioni approvate dall’Unione europea, Area spa ha annunciato – nel novembre 2011 – di sospendere la collaborazione con il governo di Damasco. Poi non si è saputo più nulla.
L’APPUNTAMENTO è in un bar al centro di Beirut. Il giovane hacker arriva puntuale, mi racconta che ha seguito da vicino gli sviluppi tra la compagnia nostrana e il regime “Assad utilizza le attrezzature fornite dall’Italia. Me lo ha confermato un ingegnere siriano, prima impiegato come esperto informatico per il regime. La persona in questione ha lavorato a stretto contatto a Damasco con gli impiegati di Area spa provenienti dall’Italia. Poi ha deciso di lasciare il progetto, si era sporcato del sangue dei cittadini. In questo momento si trova anche lui in Libano ed è in pericolo, ha paura per la sua vita e per quella dei suoi cari. Non vorrà parlarti, corre troppi rischi. Da parte mia e per il lavoro che svolgo ho notato che la loro ‘tecnica’di spionaggio è nettamente migliorata ”. Poi entra in dettagli tecnici e spiega, ad esempio, che tutte le connessioni Internet sicure, crittografate, per rimanere anonimi online (come VPN, L2TP e IPSec) non funzionano. E aggiunge che “Skype, la principale chat utilizzata dagli attivisti, è bloccata, va a singhiozzi” Il giovane siriano è un fiume in piena “Il contratto di Area spa e la Siria prevedeva l’utilizzo di tecnologia, altamente sofisticata, fornita da aziende americane ed europee. Per quanto riguarda l’archi - viazione dei dati – ad esempio delle email – hanno utilizzato l’attrezzatura della NetApp Inc., società californiana leader nel settore della archiviazione, gestione, protezione e conservazione dei dati. Queste attrezzature stanno a Damasco. Il regime può utilizzarle quando e come vuole, non ha bisogno dell’Italia”. Contattato telefonicamente, l’amministratore delegato Andrea Formenti replica: “È molto improbabile che riescano a utilizzare i nostri strumenti, è come se avessero una macchina senza motore, ma non posso – per motivi legali – dirle di più”. Poi, incalzato, non esclude la possibilità che il regime abbia completato l’opera, senza l’aiu - to italiano “sì, è aritmeticamente possibile, ma molto difficile. Avrebbero bisogno di persone altamente qualificate, molto denaro e tempo”. Fattori che, forse, non mancano a Bashar al Assad.
UNA COSA è certa: almeno per metà, gli strumenti di sorveglianza sono stati pagati e si trovano in questo momento a Damasco. Intanto dal bilancio, datato 31/12/2010, emerge la chiara mission della compagnia. Si afferma che è in corso un rapporto con la Siria, che paga molto bene; che la società si trova in forte recessione, perché c’è crisi nel settore della sorveglianza in Italia; e che Area spa è più che mai aperta al mercato estero, senza distinguo di sorta: “Area spa sta utilizzando risorse onde pervenire alla creazione di un mercato esterno all’Italia; L’impor tante commessa ottenuta da un paese extra Ue (Siria) è stata in parte realizzata nel corso del 2010 e verrà consegnata al cliente entro l’estate 2011” […] “La realizzazione e la consegna della commessa estera servirà anche come referenza per una crescente penetrazione nel mercato internazionale”. “Il significativo decremento del fatturato rispecchia, purtroppo, l’andamento del settore in cui Area spa è uno dei principali attori; andamento che vede una clientela (lo si ricorda, esclusivamente costituita da Enti pubblici) disposta a offrire prezzi costantemente decrescenti anche a costa di ottenere servizi di qualità inferiore”. Alla domanda se hanno rapporti con altri paesi Formenti spiega: “Sì, siamo attivi fuori dai confini italiani ma non posso dirle di più”. Appare evidente che la sopravvivenza della compagnia dipenda dal mercato estero. E spesso i regimi – fino a quando non verrà regolamentata l’esportazione di questi equipaggiamenti – sono gli acquirenti più papabili.

