Monza - Verso il processo la cricca di Sesto

di STEFANIA TOTARO da Il Giorno

Chiesto il rinvio a giudizio anche per Zunino L’assessore, l’architetto e il costruttore
MONZA - ARRIVA SUL BANCO degli imputati il presunto «sistema Sesto». I pm monzesi Franca Macchia e Walter Mapelli hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio per il primo troncone dell’inchiesta sulla Tangentopoli nella ex Stalingrado d’Italia che vede coinvolto anche l’ex presidente della Provincia di Milano e capo della segreteria politica di Bersani, Filippo Penati: quello per le presunte mazzette sulla riqualificazione delle ex aree industriali Falck e Marelli di Sesto San Giovanni e sulle concessioni edilizie in città. Sette gli imputati che dovranno presentarsi il 13 giugno davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Giovanni Gerosa: l’ex assessore all’edilizia privata Pasqualino Di Leva, l’architetto Marco Magni (entrambi arrestati il 25 agosto scorso e rimasti detenuti per 70 giorni tra carcere e arresti domiciliari), la ex responsabile dello Sportello unico per l’edilizia Nicoletta Sostaro, l’immobiliarista ex proprietario della Falck Luigi Zunino e il suo uomo di fiducia, l’avvocato Giovanni Camozzi (indagato con loro c’era anche il defunto «re delle bonifiche» Giuseppe Grossi) e anche le due «gole profonde» dell’inchiesta, il patron dei trasporti pubblici Piero Di Caterina e il costruttore Giuseppe Pasini, che cedette proprio a Zunino la ex Falck.

TRE LE ACCUSE a vario titolo in concorso: corruzione, false fatturazioni ed evasione fiscale. Nove i capi di imputazione, uno in più rispetto alla chiusura delle indagini, quello per corruzione nei confronti di Marco Magni e Nicoletta Sostaro per un appartamento della zia della Sostaro messo all’asta e acquistato da Magni e poi dato in comodato d’uso alla parente della responsabile dello Sportello Unico per l’edilizia, recentemente licenziata dal Comune per avere ammesso durante gli interrogatori di avere preso denaro per traghettare le licenze edilizie. Il sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini (a sua volta indagato nell’inchiesta) ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel procedimento penale.

TRA BREVE verrà chiuso anche il troncone dell’inchiesta relativo alle presunte mazzette chieste da Penati quando era sindaco di Sesto San Giovanni per la riqualificazione della ex Falck e restano ancora aperti altri filoni di indagine, dall’affaire Serravalle alla «cassaforte elettorale» di Penati, dai trasporti pubblici alle consulenze fittizie.