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di Marco Galvani da il Giorno
LA CAMPAGNA elettorale è partita ufficialmente. Anche se «la migliore campagna è rappresentata dagli ultimi cinque anni, da quello che di buono è stato fatto e dall’impegno che ci prendiamo nuovamente con la città». Ma il sindaco uscente Marco Mariani alle facili promesse preferisce «qualche condizionale». «Va messo nel programma, a meno che non si voglia spararle grosse. Con i tagli che il Comune ha subìto e subirà nei prossimi anni bisogna essere realisti», chiarisce Mariani, sostenuto dalla Lega e dalla lista civica «Monza c’è!».
Sindaco, Lei si ripropone come candidato alla guida della città in un momento di disaffezione alla politica e in uno scenario difficile, complice anche la decisione della Lega di non rinnovare l’accordo con il Pdl.
«Io ho sempre spinto perché qui a Monza si continuasse l’alleanza con il Pdl. Abbiamo governato la città negli ultimi cinque anni, non vedevo motivi politici particolari per non continuare insieme. In ogni caso oggi la situazione è questa. Ognuno corre per sé. Ma, sia chiaro, da parte mia ci sarà il massimo fair play nei confronti del candidato del Pdl. Una campagna elettorale contro sarebbe quantomeno ridicola. Insomma, anche domani mattina (oggi, ndr) lavoreremo insieme in Giunta con i rappresentanti del Pdl, fino ad ora abbiamo condiviso la linea di governo della città. È comunque una situazione quantomeno kafkiana, usando un termine asettico. Da parte nostra confermo la massima correttezza e lealtà, confidando che possa essere reciproca».
Ma in previsione di un ipotetico ballottaggio cosa succederà?
«Faremo un discorso con calma, anche con le segreterie cittadine, ma io sarei per l’apparentamento.
Per dare continuità al lavoro portato avanti, anche con qualche attrito e fatica, dal 2007 a oggi. Siamo consapevoli delle tante cose buone fatte e di quanto c’è ancora da fare. E vorrei ripartire proprio da quella che considero la soddisfazione più grande nell’attività di sindaco, ovvero l’inizio dei lavori della Villa Reale. Abbiamo costituito un consorzio che ha avuto la capacità di riunire attorno a un unico tavolo tutti i proprietari della Villa, e soprattutto di far partire il bando da 27 milioni di euro che restituirà al suo antico splendore i due piani nobili, il piano terra e il Belvedere. Assicurandoci, con il privato che eseguirà e finanzierà in parte il restauro, 22 anni di gestione di un bene che, mi preme ribadire per l’ennesima volta, resterà pubblico. Insieme alla Regione Lombardia, al ministero dei Beni artistici e al Comune di Milano abbiamo cambiato le sorti della nostra Villa Reale. Questo primo restauro vale 500 nuovi posti di lavoro e una ricaduta economica di 42 milioni di euro l’anno. Adesso, però, occorre fare di più. Andare oltre. Impegnarsi a trovare nuovi sponsor con cui proseguire il restauro del resto della reggia. Senza dimenticare la tutela e la valorizzazione del Parco, delle sue ville e delle cascine. E perché non pensare, per la Villa, a spazi per una scuola universitaria di alta specializzazione nell’arte o nel restauro».
Tornando a quanto fatto, gli ultimi mesi dell’attività Amministrativa sono stati dedicati al Piano di governo del territorio.
«Il Pgt è stato portato avanti con grande impegno. La Regione e i cittadini ci hanno suggerito alcuni ritocchi. Ora il Consiglio comunale lo ha adottato, entrando in una nuova fase per le osservazioni. Ma, ci tengo a precisare, è un documento che rappresenta una possibilità di sviluppo per la città, con aree verdi e servizi di pubblica utilità».
Lei ha parlato di progetti realizzati e di altri da avviare. Primo fra tutti, il tunnel di viale Lombardia.
«A marzo 2013 aprirà la galleria, mentre sul “tetto”, Anas ha accolto le nostre richieste per non riprodurre un doppione del vecchio viale in superficie ma per restituire ai monzesi una parte di città e per riunire i due quartieri di San Fruttuoso e di Triante. E ancora abbiamo avviato i lavori del sottopasso ciclopedonale di via Bergamo che ci hanno permesso di chiudere definitivamente il passaggio a livello. Vogliamo continuare con l’altro sottopasso nelle vie Ovidio-Messa, e proseguire lungo viale delle Industrie eliminando gli incroci, creare un polo ricreativo all’ex Macello, aprire il tanto atteso nuovo canile e realizzare la nuova biblioteca multimediale all’ex caserma San Paolo. Per non parlare degli interventi nelle scuole, negli impianti sportivi anche nell’ottica di arrivare al totale abbattimento delle barriere architettoniche in tutta la città. E poi c’è il progetto ambizioso di portare la metropolitana. Per il 2015 arriverà a Bettola ma per risolvere il problema di inquinamento e traffico di Monza occorre allungare i binari fin dentro la città, con un capolinea alla Villa Reale passando per il Rondò dei Pini, l’ospedale e l’università che sta investendo sul territorio per arrivare a creare un vero e proprio polo d’eccellenza anche nella ricerca».
Con le sempre minori risorse, però, come si potranno affrontare i sempre maggiori bisogni sociali della città?
«Abbiamo cercato di razionalizzare il più possibile, evitando gli sprechi. E il primo esempio che mi viene in mente è la cessione a Net (società al 100% di Atm) del ramo di Tpm del trasporto pubblico, compreso un passivo di 4 milioni all’anno. Occorre impegnarsi per non far mancare il sostegno alle famiglie bisognose, agli ammalati e ai diversamente abili».
Mentre sul fronte della sicurezza?
«Abbiamo investito nella videosorveglianza, nella lotta alla prostituzione e nel contrasto del commercio abusivo a tutela dei nostri negozianti. Un impegno notevole della Polizia locale che va rinnovato quotidianamente in collaborazione con le altre forze dell’ordine».

