Monza - C’è crisi, ma il Comune dà 230mila euro alla chiesa

LEGGE REGIONALE IL FINANZIAMENTO ALLE OPERE RELIGIOSE PREMIA I LAVORI ALLA PARROCCHIA SAN CARLO

di Martino Agostoni da il Giorno

NÉ LA CRISI né il Patto di Stabilità bloccano i meccanismi per il finanziamento della chiesa cattolica con soldi pubblici. Così, anche per il 2012, un anno di difficoltà per il bilancio comunale che ha tagli per circa 11 milioni di euro e resta stretto nei vincoli di Stato per il contenimento della spesa lasciando in attesa dei pagamenti decine di imprese e fornitori della città, bisognerà comunque ottemperare alla delibera per il «finanziamento opere religiose». Si tratta di soldi della città, che quest’anno ammontano a 230mila euro, e che vengono devoluti all’arciprete di Monza per effetto di una norma del 2005 dell’Amministrazione regionale che ha stabilito che l’8% degli oneri di urbanizzazione incassati dai Comuni lombardi siano usati per creare un fondo per la realizzazione di interventi per enti religiosi presenti sul territorio. Sarebbero soldi a cui possono attingere tutte le confessioni ma che, a Monza, finiscono sempre alla chiesa cattolica perché la legge dice che sono erogabili a gruppi religiosi «aventi presenza diffusa, organizzata e stabile», ma senza specificarne i limiti e lasciando quindi margini di interpretazione.

Quest’anno sono arrivate due richieste al municipio monzese per avere accesso al fondo: una da 30mila euro dell’associazione studenti biblici di Monza per la sostituzione di un impianto di climatizzazione, opere di ristrutturazione della sede e acquisto di sedie e arredi, mentre la seconda è la richiesta dell’arciprete di 441.650 euro per lavori agli impianti della cripta, al tetto dell’oratorio, al sistema di riscaldamento e ai pavimenti della parrocchia di San Carlo. La prima domanda è stata scartata perché «non rientra nei parametri previsti dalla legge regionale» si legge nella delibera di Giunta che invece a fine marzo ha ripartito tutti i 230.888,13 euro del fondo 2012 al solo arciprete.