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di @nonymous12
Un premio del 30% per chi bonifica
Il consiglio regionale lombardo ha approvato mercoledì 4 aprile con 43 voti a favore, 23 contrari e un astenuto le Misure per la crescita lo sviluppo e l’innovazione (la legge è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale del 20 aprile ndr) . Tra le questioni affrontate nel pacchetto legislativo la bonifica delle aree dismesse. Argomento spinoso per Regione Lombardia dopo che i suoi ultimi due assessori all’ambiente, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, sono stati arrestati.
Lo stesso presidente del consiglio regionale lombardo, Davide Boni, che ha condotto i lavori di approvazione della legge regionale, è stato inquisito per tangenti (si è dimesso nella giornata di oggi ndr). Nelle carte dell’inchiesta viene riportata una presunta mazzetta promessa a Boni dalla Marconi 2000 per avere un percorso “agevolato” nella bonifica dell’area ex Snia di Varedo.
Nella legge approvata mercoledì scorso, è previsto per i siti di interesse regionale, come quello dell’ex Snia di Varedo, un incentivo alla bonifica per i proprietari dell’area che non sono direttamente responsabili dell’inquinamento. La legge all'art. 32 si esprime nei seguenti termini: “ è concesso al proprietario non responsabile della contaminazione un incremento fino al 30 per cento della volumetria e della superficie ammessa, nel caso in cui il PGT preveda il recupero”.
In pratica si regala volumetria ai proprietari dell’area andando in deroga al PGT con un premio che arriva fino al 30%.
La legislazione attuale prevede che il responsabile dell’inquinamento sia, in prima istanza, il soggetto a cui spettano i costi della bonifica. Nel caso di Varedo responsabili dell’inquinamento sono la Snia e la Nylstar, nata nel 1994 come join venture Snia-Rhone Poulenc.
Il Fallimento di Snia, Nylstar e Caffaro
La bonifica dell’area ex-Snia di Varedo procede lentamente e in modo farraginoso ormai da dieci anni.
Nel frattempo sia Nylstar, sia Snia sono fallite determinando ritardi nelle bonifiche di siti particolarmente inquinati. Basti pensare che Caffaro, acquisita da Snia nel 1984 e anche lei dichiarata fallita, ha sulle spalle la bonifica dello stabilimento di Brescia. Uno stabilimento che ha inquinato il territorio circostante con livelli di diossina superiori a quelli riscontrati nel disastro dell’Icmesa di Seveso (vedi link).
Il fallimento di Snia è apparso fin da subito un “fallimento pilotato” in cui sono state create prima delle bad companies, con produzioni vecchie a cui sono stati accollati i costi delle bonifiche, poi separata la parte di Snia ad alta redditività le bad companies sono state fatte fallire mentre la parte buona ha visto i propri utili non attaccati. L’operazione è stata condotta nel 2004 dalla Hopa di Gnutti e Lonati, al tempo controllante Snia.
Emilio Gnutti è stato anche uno dei protagonisti delle scalate Antonveneta-Banco Popolare di Lodi e BNL-Unipol e condannato per quelle operazioni con gli altri cosiddetti furbetti del quartierino: Beppe Fiorani, Giovanni Consorte, l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e gli immobiliaristi Francesco Bellavista Caltagirone (sua la discarica sequestrata di Bisceglie ndr), Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto e Danilo Coppola.
Quasi otto anni fa (vedi articolo dell'ottobre 2004) questo sito scriveva a proposito delle bad companies di Snia:
“Nel dicembre 2003 viene stipulato l'atto di scissione, la Snia fa confluire il settore biomedicale, quello a più alta reddittività, nella Sorin, che viene quotata in borsa, separandolo dal settore tessile che va verso la chiusura dei siti in europa occidentale: Varedo, Pisticci 1, Neumünster (Germania) [..] Naturalmente i costi per le bonifiche ambientali dei terreni inquinati da PCB e diossine ad opera di Caffaro a Brescia e la bonifica di Torviscosa, ricadranno sulle spalle di Snia (la chimica, il tessile) evitando per Sorin (la parte buona dell'azienda) ogni gravame.
Intanto le controllate di Snia mutano ragione sociale e vengono declassate da spa a srl (società a responsabilità limitata), è così per Caffaro e per Nylstar [..] Due anni massimo tre e anche lo stabilimento di Cesano Maderno chiuderà”.
E così è andata. Nel 2007 fallisce Nylstar, nel 2009 Caffaro e nel 2010 Snia.
Sorin è invece quotata in Borsa dal gennaio 2004 e ha costruito la sua nuova sede nel Maciachini Center di Milano sull’area ex Carlo Erba.
ll giochetto di scaricare i costi delle bonifiche sulle aziende decotte, non è piaciuto al curatore fallimentare di Caffaro e di Snia, l’avv. Marco Cappelletto che in data 15/01/2012 ha citato Sorin, Hopa (ora del gruppo Mittel), e altre a giudizio per: “corresponsabilità con SNIA S.p.A. per debiti connessi e/o conseguenti a oneri di bonifica ambientale derivanti dalle attività chimiche gestite da SNIA S.p.A. e da alcune società del gruppo SNIA antecedentemente alla scissione intervenuta in data 2 gennaio 2004” e “per avere ideato, diretto e coordinato la scissione parziale proporzionale distrattiva che ha avuto effetto, in danno dei creditori di Snia”.
Il 15 giugno di quest’anno è fissata la prima udienza per un risarcimento danni di circa 100 milioni di euro.
I curatori fallimentari di Nylstar, il dott. Cristiano Poponcini e il dott. Rolando Brambilla, per ora non hanno avanzato un’analoga richiesta di risarcimento nei confronti di Sorin e Hopa.
Gli uomini giusti al posto giusto
Oltre ai curatori fallimentari di Nylstar, Poponcini di Seveso con studio a Monza e Rolando Brambilla di Vimercate con studio a Desio, quest’ultimo anche curatore fallimentare dell'ospedale San Raffaele, e finito recentemente nelle bufera per le parcelle salate pagategli dalla municipalizzata di Parma la STT, c’è una schiera di politici e imprenditori che si occuperanno della bonifica e del recupero dell’ex area Snia di Varedo.
L’ex ponzoniano (ora vicino a Giulio Romani ndr) Fabrizio Sala, assessore provinciale all’ambiente che in occasione dell’incontro sui risultati e obiettivi di Arpa Monza e Brianza, il 16 febbraio di quest’anno ha dichiarato: “«Alcune aree sono ferme perché economicamente non è vantaggioso bonificarle. La bonifica infatti costa milioni. Ma lo sviluppo deve passare da lì, altrimenti diventeremo solo una brutta periferia. Il Piano territoriale di coordinamento provinciale individua infatti in queste aree la possibilità di edificare, vincolando invece il resto del territorio. Ma in un periodo di crisi chi spende? Si tratta di trovare un meccanismo che faccia partire la bonifica, e questo è un tema da studiare con i Comuni» (vedi "Il futuro passa dalle aree dismesse: la Provincia apre un tavolo sulle bonifiche".
Fabrizio Figini, in passato adetto stampa di Massimo Ponzoni e incriminato per le firme false del listino Formigoni, assessore all’Edilizia Pubblica e Privata, all’Urbanistica, all’Ecologia e Ambiente, all’Organizzazione e al Personale, a Varedo.
Figini è diventato assessore a seguito della vittoria del centrodestra nelle elezioni comunali del maggio 2011. Una vittoria per soli 43 voti ma che sono bastati a strappare Varedo al centrosinistra.
Il candidato sindaco del centrodestra doveva essere proprio lui, Fabrizio Figini, con una campagna elettorale partita molto presto già a gennaio del 2011 ( vedi articoli: "Fabrizio Figini si da allo Spazzatour" e "Grande successo dello Spazzatour. Così a Fabrizio Figini arrivano continue segnalazioni di incuria").
Senonché l’aggravarsi della sua posizione in merito alle firme false del listino Formigoni e l’imminente iscrizione al registro degli indagati, poi avvenuta nell’aprile del 2011, hanno consigliato il centrodestra a candidare come sindaco Diego Marzorati, messo subito sotto tutela dallo stesso Figini e dai vertici del partito, calati in forze a sostenere la campagna elettorale di Marzorati.
Già dalla presentazione del candidato sindaco si sono dati appuntamento a Varedo: Mario Mantovani, segretario regionale del Pdl, Elena Centemero, coordinatrice provinciale Pdl, Paolo Grimoldi, deputato della Lega, Renato Farina, deputato Pdl, Dario Allevi, presidente della Provincia di Monza e Brianza, Fabrizio Sala, assessore provinciale all’Ambiente, i consiglieri regionali Roberto Alboni (Pdl) e Massimiliano Romeo (Lega) (vedi "Un parterre des rois per Diego Marzorati" ) . A cui si aggiungeranno in campagna elettorale il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l’onorevole Stefania Craxi, ma l’elenco è ancora più lungo.
Perché un simile sforzo per prendere una città di neanche 13mila abitanti quando nella stessa provincia il centrodestra rischiava di perdere, come in effetti è avvenuto, città ben più importanti come Desio (40mila ab.), Limbiate (35mila ab.) o la simbolica Arcore (17mila ab.), in una tornata elettorale che vedeva in palio anche Milano?
L’ovvia risposta è che a Varedo c’è il grande affare della bonifica e riqualificazione dell’area ex Snia.
Un progetto che è condotto dalla Marconi 2000 proprietaria di metà dell’ex Snia ma che ha sviluppato un progetto complessivo su tutta l’area (il sito della Marconi2000 non è al momento raggiungibile ma il progetto lo potete trovare a questo indirizzo. Per l'area Snia da pag.52 ndr).
La Marconi 2000 è di Gabriele Sabatini e Angelo Bassani, quest’ultimo legato alla famiglia Cabassi di Sesto San Giovanni.
Nella proprietà della Marconi 2000 compaiono anche una società irlandese la Anchor Pubblishing, la lussemburghese Vip Real Estate (nata del 2005 e la cui reale proprietà è coperta da fiduciarie e trust, vedi link) e la Finpaco Properthes controllata dall’IPI di Danilo Coppola.
Gabriele Sabatini e Angelo Bassani erano finiti nelle indagini che hanno portato agli arresti e alle condanne per Salvatore Izzo, con presunti legami con la camorra, e per Ivano Chiusi, immobiliarista lissonese al centro di un’intricata vicenda di riciclaggio e falsa fatturazione.
Già usciti dal processo sul riciclaggio, Gabriele Sabatini e Angelo Bassani sono stati assolti il 26/02/2012 dall’accusa di falsa fatturazione dal guidice Giuseppe Airò “perché il fatto non sussiste”. Airò è stato l’anno scorso protagonista del processo sul "clan Paparo" di Brugherio quando a sorpresa ha assolto dall'accusa di associazione mafiosa gli imputati (vedi articolo), stravolgendo l’impostazione che gli inquirenti avevano dato all’inchiesta (vedi L’ordinanza di custodia cautelare e le intercettazioni telefoniche ndr).
Ma i guai giudiziari per la Marconi 2000 non sono completamente finiti, appunto per l’emergere della presunta mazzetta di 800mila euro per l'area ex Snia di Varedo.
Un altro personaggio che sembra avrà un ruolo nella trasformazione dell’area Snia è il presidente di BEA, Alcide Copreni, molto vicino alla Compagnia delle Opere e in passato a Ponzoni che ha annunciato recentemente un piano per un impianto di teleriscaldamento da costruire sull’ex area Snia di Varedo. BEA è la partecipata che gestisce l’inceneritore di Desio.
Conclusione
Sia stata o meno pagata la mazzetta per l’area Snia lo stabilirà la magistratura, certo è che il premio del 30% in volumetria sarà un bel regalo di cui la Marconi 2000 potrà usufruire per condurre il suo progetto di riqualificazione dell’area.


Comments
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dire che Copreni sia vicino
dire che Copreni sia vicino alla CdO e a Ponzoni è riduttivo. Vogliamo dirlo che uno degli uomini di punta del PD di Varedo è ex dirigente e consulente della BEA?
Izz replied on Permalink
Anche di più
Si può dire che Copreni è l'anello di congiunzione tra Comunione e liberazione e PD. Si parla di migliaia di aziende targate CDO assicurate attraverso lui da Unipol.
Anonymous replied on Permalink
Interessante
Questo spiegherebbe come ha fatto a restare 20 anni in sella alla BEA, diventandone di fatto il padrone, nonostante le vicende politiche dei comuni azionisti. D'altronde, in quel CdA son passati proprio tutti, da Ponzoni a Rifondazione fino ad arrivare a Verdi ed ex Verdi assortiti. E mentre cambiavano i nomi, il numero e la titolarità dei "posti" non credo nessuno abbia mai messo in discussione il suo nome.
Anonymous replied on Permalink
schifezze che accadono in LOMBARDIA
Bisognerebbe FERMARE TUTTO per qualche mese o per qualche anno. Altro che sviluppo. Qua l'unica cosa che si SVILUPPA è la MAFIA / NDRANGHETA / CAMORRA.
Penso che i veri lombardi sarebbero dell'idea di fermare il tranvai, cacciare via quei porci dei mafiosi e i loro amici e ricominciare a vivere, ma a vivere veramente dopo aver fatto piazza pulita.
Anonymous replied on Permalink
I rapporti tra Ugliola e il comune di Varedo?
la ricostruzione ufficiale fornita dall'amministrazione Varedese riguardo ai contatti tra loro e l'architetto Ugliola è questa (pagine da 1 a 4) :
http://88.37.46.91/ULISS-e/tmp/0gxmkdic1xwdpemtcdhjj2jx/47030.graffetta.pdf
Izz replied on Permalink
Il link non funziona
Se gentilmente invia il pdf a redazione@infonodo.org lo pubblichiamo
grazie
hannibal replied on Permalink
ex venditore di salumi e
ex venditore di salumi e formaggi con il camion, poi consigliere di amministrazione di BEA ora consulente per BEA, pd provinciale, ex dirigente di Gelsia Ambiente, ora in pensione, proprietario di svariati immobili a Varedo (14/15 appartamenti); vicinissimo a Gigi Ponti che ha imbarcato Copreni, Natalino Erba e C. ed ha già l'accordo in caso di ballottaggio con Miki Santoro.
Povera Italia !
Anonymous replied on Permalink
che fossero 14/15 non lo
che fossero 14/15 non lo sapevo...si sa che negli anni in cui era assessore a Varedo casa sua è cresciuta di un paio di appartamenti almeno e che era anche consigliere di amministrazione di alcune controllate BEA tra cui la Seruso di Veduggio e un'altra, di cui mi sfugge il nome, a Santhià. Consigliere comunale dal 91 prima Verde, poi PD ora lista civica...eccetera eccetera...
hannibal replied on Permalink
in Via Umberto I ha
in Via Umberto I ha acquistato e ristrutturato un immobile ed ora ha messo questi appartamenti in affitto, negli anni scorsi era nel CDA di BEA, Seruso, Santhià non lo so, Assessore a Varedo, e anche qualcosa d'altro, veniva chiamato il poltronissimo, ora è a ruota di Gigi Ponti per rientrare
Anonymous replied on Permalink
Meriterebbe un articolo a sè
Ogni volta che se ne parla se ne scopre sempre qualcuna (di questo immobile, ad esempio, non credo si sappia molto in giro a Varedo, io non lo saprei indicare...mentre le vetrine "abusive" si vedono eccome) meriterebbe davvero un articolo tutto per lui...come un altro paio di mammasantissima della sinistra varedese...
Izz replied on Permalink
Link all'interrogazione sui rapporti con Ugliola
Di seguito il link dell'interrogazione sui rapporti tra il comune di Varedo e l'architetto Michele Ugliola
http://www.scribd.com/doc/92860264/Rapporti-del-Comune-di-Varedo-con-Mic...
Anonymous replied on Permalink
correggo; due appartamenti
correggo; due appartamenti suoi dati in affitto, ora sta acquistando all'asta un immobile, oltre gli appartamenti con vetrine abusive dove abita, la moglie assunta senza concorso al forno di Desio dove lui era consigliere di amministrazione.
per lui i rifiuti sono una risorsa !
Forza Gigi Ponti dagli incarichi, e intanto la gente è disoccupata e non tira la fine del mese.
facciamola una puntata su questi dinosauri della sinistra che sono peggio della rogna
Anonymous replied on Permalink
se lavora con Unipol si
se lavora con Unipol si capisce perchè la gara per il restyling del forno inceneritore l'ha vinta Unieco, società di proprietà di Unipol, una garetta da 100 milioni di euro a cui tutti i vaqueros della ns politica nostrana sono interessati
Izz replied on Permalink
Puntata dinosauri della sinistra
Bella idea quella della puntata sui donosauri della sinistra in Brianza. Da dove si inizia?
Per informazioni riservate scrivete a redazione@infonodo.org
dusan replied on Permalink
Quale sinistra?
Naturalmente ben vengano inchieste circostanziate purché ad ognuno vengano assegnate precise responsabilità personali e politiche. Mi sono stancato del vezzo di vedere accomunati in un'unico calderone chiamato "sinistra" personaggi, partiti e movimenti spesso antitetici. A meno che non sia proprio il concetto stesso di "sinistra" quello che si vuole demolire.
badseeds replied on Permalink
tranquillo
tranquillo, non spariamo nel mucchio :)
Anonymous replied on Permalink
già...una puntata su di loro
già...una puntata su di loro si potrebbe davvero fare...vedo che il materiale e le notizie non mancano...di quei due appartamenti in affitto vi assicuro che se ne sa poco o niente in giro come non si sa nulla dell'asta. A proposito, ma si tratta di un asta di un bene pubblico o un qualcosa tipo asta fallimentare? A Varedo il comune aveva messo in vendita un immobile qualche anno fa e si diceva che gli acquirenti fossero già stati selezionati". ma poi non se ne è fatto nulla...
Anonymous replied on Permalink
da gigi ponti. qui siamo
da gigi ponti. qui siamo tornati ai tempi di falce e casello.