Brianza, autonomia a rischio. Il consiglio provinciale non si riunisce da Pasqua: mancano soldi e delibere

Il ministro Cancellieri annuncia un piano di accorpamento delle prefetture

di Monica Guzzi da il Giorno

IL CONSIGLIO provinciale non si riunisce da prima di Pasqua per «mancanza di argomenti», mentre la Giunta ha chiuso tutti i portafogli, impegnata a far quadrare i conti di un bilancio dove le spese rischiano di superare le entrate. E ora l’ultima tegola incombe sull’autonomia della Brianza, con le dichiarazioni del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

IL MINISTRO ha annunciato tagli del 10 per cento sui «suoi» dipendenti. Il progetto prevede tra l’altro l’eliminazione del 20, 25 per cento delle prefetture, oltre alla creazione di «un unico ufficio per tutte le rappresentanze locali dello Stato». Il piano Cancellieri sarà presentato venerdì in Consiglio dei ministri. A Monza sono tutti ottimisti, ma un po’ di prudenza, visti i venti freddi che soffiano sulle Province e i generale sugli uffici periferici dello Stato, è d’obbligo. In Prefettura nessuno si sbilancia: prima si aspettano i provvedimenti. Lo fa il presidente della Provincia Dario Allevi, per allontanare l’ennesimo spettro. «È difficile lavorare con lo stesso entusiasmo di quando siamo partiti - ammette Allevi -. È un momento complesso, in cui viene quotidianamente messa in dubbio l’utilità della Provincia e degli uffici periferici dello Stato. Sono però convinto che la nostra Provincia non rientrerà nei provvedimenti di accorpamento delle prefetture. Con 850mila abitanti, siamo la sedicesima su 110 e chi può pensare di far tornare a Milano 850mila persone dall’oggi al domani? E perché nominare un nuovo prefetto se poi si vuole chiudere?».
Intanto l’opposizione protesta. «Per il bene della Brianza sarebbe opportuno che tutti i servizi fossero sul territorio, in questo momento la prefettura ha un’utilità maggiore rispotto al ruolo politico, piuttosto debole, della Provincia - denuncia il capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Domenico Guerriero -. Il Consiglio non si riunisce da prima di Pasqua, non abbiamo più delibere da votare e siamo in balìa di un bilancio di cui non c’è traccia. I mutui sulle scuole sono bloccati, il rimpasto non c’è stato e se tutto va bene anche sul Ptcp non andremo in aula prima di giugno». Sebastiano la Verde, capogruppo Idv, rincara la dose: «Mi chiedo cosa stiamo qui a fare, chiudiamola questa Provincia: è solo un costo per i cittadini».

«IN QUESTO momento l’ente ha difficolta economiche e finanziarie talmente gravi che finché non riusciremo a portare il bilancio in aula ogni impegno di spesa è bloccato - replica Allevi -. Con tagli da 7 milioni di euro e minori entrate legate all’auto del 30 per cento le spese rischiavano di superare le entrate. Ieri abbiamo fatto una giunta fiume per cercare rimedio, il resto sono polemiche sterili».