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da il Giorno
«L’AUTORIZZAZIONE a realizzare il distributore nel Parco è decaduta perché i lavori avviati da Sias alla scadenza della licenza sono fittizi. Ora non possono più proseguire, altrimenti commettono un abuso penale». Lo dice l’ex sindaco Michele Faglia che l’ha anche scritto in un esposto che ieri mattina, assieme al consigliere comunale della lista Città Persone ed ex assessore Alfredo Viganò, ha consegnato in Comune e, per conoscenza, anche a Sias, la società che gestisce l’Autodromo, il Prefetto, la Procura e anche l’ordine degli architetti di Monza. Faglia e Viganò partono da una sentenza del 2010 della Corte di Cassazione che spiega «con estrema chiarezza – sostiene l’ex sindaco – che non bastano interventi simbolici per dichiarare l’avvio dei lavori. Serve invece, perché sia valido, attrezzare davvero un cantiere o lo sbancamento significativo dell’area». Invece, a Santa Maria delle Selve, sull’area di quasi 9mila metri quadrati subito entrati nel Parco dove Sias ha il progetto di realizzare un impianto con pompe di carburanti alternativi e d’idrogeno che ha ricevuto il via libera addirittura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, da una settimana è stato recintato il perimetro, affisso il cartello di inizio lavori e sono state scavate due buche di pochi centimetri. Nulla di più come documentano i due consiglieri con delle foto allegate all’esposto. «È un inizio lavori fasullo – ripete Faglia -, fatto solo per non far scadere il termine del permesso di costruire fissato per il 25 aprile». Inoltre, l’esposto denuncia dice anche che l’avvio lavori è firmato da un geometra «ed è un abuso di titolo – dice Viganò – perché la legge prevede che su aree vincolate, come è il Parco, la firma sia di un architetto, e non di un geometra». L’esposto quindi chiede che il Comune si attivi per impedire l’esecuzione di opere in assenza di titolo, altrimenti «si va nel penale».
M.Ag.

