Grande Brianza - Le Province studiano la fusione a tavolino

E Lecco frena: la simpatia non basta

di Monica Guzzi da il Giorno

INSIEME farebbero una super provincia di oltre un milione e mezzo di abitanti e di 304 comuni. Sono le tre Brianze - quella monzese, lecchese e comasca - indicate nei giorni scorsi dal presidente di Palazzo Grossi Dario Allevi come traguardo di un ipotetico accorpamento delle province.

QUALCOSA di più di una boutade, visto che se ne è cominciato a parlare ufficialmente ieri in una riunione straordinaria che si è svolta nella sede della Provincia di Como. L’esito è la decisione di studiare un piano comune di accorpamento sul quale confrontarsi con i territori, rispondendo così a una ipotesi caldeggiata dalla Bce. «I dodici consigli provinciali lombardi istituiranno un tavolo di lavoro per giungere in sinergia con il direttivo Upl dei presidenti delle Province ad una proposta concreta e condivisa di accorpamento dei propri enti da presentare a Regione e Governo», annuncia Bruno Dapei, presidente dell’assemblea di Palazzo Isimbardi e coordinatore della Consulta Upl (Unione province lombarde) dei presidenti dei Consigli provinciali. L’incontro è stato convocato su richiesta della commissione speciale per il futuro della Provincia di Monza e della Brianza per esaminare in via preliminare la proposta di accorpamento elaborata in collaborazione con i territori limitrofi, in primis Lecco. «Come territorio, la contiguità fra la Brianza lecchese, monzese e comasca è innegabile - commenta Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco in forza al centrodestra -. Lo spirito di intraprendenza in campo economico e sociale ci accomuna. Detto questo - aggiunge però Nava - qui ci vogliono proposte serie, aldilà delle simpatie». Quanto agli accorpamenti, «vanno fatti in maniera seria, senza fare la gara a chi la spara più grossa».
Nel mirino del presidente di Lecco, la crociata contro le province, oggi ritenute responsabili di tutti gli sprechi del Paese. «Ritengo demenziale ciò che sta avvenendo - continua Nava -. Ogni giorno c’è un’ipotesi diversa, con la Banca centrale europea che si occupa dei tagli alle nostre province e il Governo Monti che ha pensato di farne enti di secondo livello. Qualcuno mi dovrebbe spiegare con quale risparmio. In un’ipotetica lista delle priorità per salvare l’economia del Paese, le province al massimo sono al ventesimo posto».
monica.guzzi@ilgiorno.net

 

Il futuro nella Grande Brianza? Como preferisce Varese

di Monica Guzzi da il Giorno


INSIEME, i territori di Monza, Lecco e Como rappresentano anche una super Provincia dell’economia.
Le tre Brianze unite infatti contano quasi 150mila imprese e un migliaio di sportelli bancari.

NON A CASO, consorzi e collaborazioni in campo economico sono da tempo trasversali ai confini delle tre diverse province.
E le città di Monza e Como sono presenti insieme nella multiutility dei servizi nata dalla fusione di Agam e Acsm, le due ex municipalizzate di acqua, gas, energia e ambiente, dove anche la presidenza è gestita in staffetta dalle sponde del Lario al Lambro.
Ma esportare anche in Provincia l’operazione Acsm-Agam nata sull’asse con Monza non è una buona idea secondo Como. «L’accorpamento può rappresentare una soluzione praticabile, ma il nostro futuro non può essere con Monza Brianza. Como ha affinità con Lecco e Varese. Non è tollerabile, però, che a 20 giorni dal commissariamento non si conosca ancora quale futuro attende le Province di Como, La Spezia, Ancona e Vicenza, i quattro enti commissariati a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Salva Italia». A sostenerlo è l’assessore provinciale alla Cultura di Como, il leghista Mario Colombo, di ritorno da Vicenza, dove sono stati illustrati i ricorsi al Tar (l’udienza per Villa Saporiti è fissata il 9 ottobre) presentati dai quattro enti.

«PIÙ che la Grande Brianza (proposta dal presidente pidiellino di Monza, Dario Allevi, ndr) vedo una grande Provincia Pedemontana - conclude l’assessore provinciale comasco -. L’accorpamento non può prescindere da criteri di uniformità demografica e sociale». 

 

Gigi Ponti: «È il momento di scelte coraggiose»

 

di Monica Guzzi da il Giorno

«È ARRIVATO il momento di essere un po’ coraggiosi». Gigi Ponti, già assessore all’Attuazione della Provincia di Monza e Brianza e attuale segretario provinciale del Pd, guarda con favore all’ipotesi della «Grande Brianza», lanciata in modo provocatorio dal suo avversario politico Dario Allevi.

PONTI, nelle vesti di ex traghettatore della Brianza fra Palazzo Isimbardi e Palazzo Grossi, aveva già lavorato con i colleghi della Provincia di Lecco, inaugurando una tradizione di collaborazione soprattutto in campo culturale che è stata portata avanti dai suoi successori, nonostante il diverso colore politico. «Sappiamo che lavorare su questi temi con la Provincia di Milano non ha più senso da parecchio tempo - sostiene Ponti -. Il futuro è nella città metropolitana da un lato e dall’altro in un progetto di città pedemontano. La Provincia di Milano dovrà evolversi in un progetto legato a una grande città, mentre noi dovremo fare un passo deciso in avanti per mettere insieme le tante cose che parlano la stessa lingua».
In questo scenario, continua Gigi Ponti, «noi siamo le terre di mezzo: la Brianza è un corridoio fra il sistema pedemontano e la grande città». Ma «c’è una necessità di omogeneità sui temi che partono dai servizi per l’impresa per arrivare ai progetti legati alla cultura artigiana: il nostro luogo - questa la convinzione - è esattamente quello». Quanto alle ombre proiettate sul futuro delle ventesima provincia d’Italia per numero di abitanti, bisogna andare oltre Monza e Brianza. «Per le province è arrivato il momento di potenziare le relazioni e di prendere ciò che sta accadendo come un’opportunità».
E di occasioni di dialogo, soprattutto fra la Brianza lecchese e quella monzese, ce ne sono già diverse. Comune è il cartellone culturale dei «Notturni in Villa», mentre sono in corso accordi con Lecco per estendere il calendario di Ville Aperte. Sul tema dei trasporti la collaborazione si è tradotta in un pacchetto di convenzioni sugli autobus che attraversano i comuni confinanti, mentre sarà sostenuta da entrambe le Province l’opera di riqualificvazione della sp 41 fra Lomagna e Carnate. Le due Province partecipano insieme anche al Consorzio per la gestione di Villa Greppi, a Monticello Brianza.
Rapporti già consolidati dunque. Ora occorre, questo l’invito di Ponti, «intraprendere un percorso più coraggioso, puntando sulle affinità e trovando una leva per la crescita e la competitività del territorio».