Brianza - Industria, produzione e fatturato a picco

Pessimi segnali dall’analisi congiunturale del primo trimestre dell’anno

di Fabio Lombardi da il Giorno

CHE LE COSE non andassero bene era evidente a tutti. Ma, se servisse, a confermare il cattivo momento dell’economia brianzola sono arrivati i dati dell’analisi congiunturale dell’industria manifatturiera nel primo trimestre 2012. Una sfilza di segni meno per produzione (-2,5%), fatturato (-0,9%) e ordini (-4,2%) dove si salva solo il commercio con l’estero. Ad attestarlo l’analisi congiunturale realizzata dagli uffici studi di Camera di commercio e Confindustria Monza e Brianza.

PRODUZIONE. L’industria manifatturiera brianzola registra un -2,5 per cento sul versante congiunturale (rispetto al trimestre precedente) e un -4,8 per cento su quello tendenziale (rispetto al primo trimestre del 2011). Sono soprattutto le imprese di grandi dimensioni (con oltre 200 addetti) e le piccole imprese (10-49 addetti) a registrare i risultati più negativi. A soffrire sono soprattutto i settori di punta della Brianza: la meccanica registra una variazione negativa pari a -6,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il settore del legno-mobili una variazione pari a -5,0 per cento.

FATTURATO. Nei primi mesi del 2012, l’andamento del fatturato totale segue il trend della produzione industriale, registrando rispetto un anno fa un calo del 2,8% mentre per quanto riguarda il dato a livello congiunturale si registra un -0,9 per cento. Continua ad avere un peso importante il ruolo ricoperto dal fatturato estero che è pari al 36,2 per cento.

ORDINI. Osservando l’andamento degli ordini, è possibile intuire la dinamica futura della produzione e del fatturato: i dati continuano a confermare la situazione di incertezza, all’interno della quale fanno però ben sperare le positive aspettative degli imprenditori sulla domanda estera. In calo gli ordini nel trimestre in esame rispetto a quello precedente, sia sul mercato interno che su quello estero (rispettivamente -4,2% e -3,0%). Anche sul versante tendenziale i dati evidenziano una riduzione, soprattutto per gli ordini interni, ma anche per quelli esteri.

OCCUPAZIONE. Il mercato del lavoro fa registrare, come nei trimestri precedenti, un saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita del -0,4 per cento, che evidenzia ancora le difficoltà presenti nell’ambito occupazionale. In aumento il ricorso alla cassa integrazione guadagni: sale al 18,2% (era 14,3% nel trimestre precedente) la percentuale delle aziende che ne fanno ricorso e in parallelo aumenta la quota percentuale di ore di cassa pari al 5,9 per cento (era 4,7%).

fabio.lombardi@ilgiorno.net 

 

I presidenti di Camera di commercio e Confindustria: «Servono misure concrete per rilanciare le imprese»

«L’INIZIO dell’anno continua a essere contraddistinto da incertezze internazionali e da diffusi segnali di difficoltà ravvisabili anche fra le imprese brianzole, con un barlume di speranza dato dalle aspettative degli imprenditori sulla domanda estera – ha spiegato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio della Brianza -. Dopo il rigore adottato per mettere in sicurezza i conti, sono ora necessarie misure concrete per la crescita e per ripristinare il clima di fiducia, misure che siano a supporto dell’impresa e dei lavoratori». Sulla stessa lunghezza d’onda le considerazione di Renato Cerioli, presidente di Confindustria Brianza: «Si sta ampliando la forbice nell’ambito del settore industriale tra le aziende internazionalizzate che stanno tenendo e in alcuni casi migliorando il loro posizionamento competitivo e le aziende che invece dipendono dal mercato interno. Occorre rimettere al centro le imprese. Occorre rendere più competitivo il nostro Paese. Non possiamo più permetterci di rinviare l’approvazione di riforme realmente utili in tema di lavoro, di fisco e di giustizia». ASPETTATIVE. Le aspettative degli imprenditori evidenziano una certa preoccupazione per il secondo trimestre 2012: produzione, domanda interna e occupazione registrano segni negativi del saldo percentuale tra gli imprenditori che prevedono aumenti e quelli che prevedono diminuzioni (rispettivamente -5,9 punti percentuali, -21,7 e -8,4). Solo le aspettative sulla domanda estera migliorano e rimangono positive con un saldo pari a 14,2 punti percentuali. Intorno al 50 per cento la quota degli imprenditori che si aspettano una situazione generale di stabilità sia per la domanda, interna e estera, sia per l’occupazione.