Agri Trade e Villa Crivelli: fine della storia?

 Il Comune può entrare in possesso delle fidejussioni, tra il silenzio della maggioranza e le ombre di nuove speculazioni immobiliari
di badseeds
Mancano pochi mesi alla scadenza della convenzione stipulata nel 2000 tra il Comune di Inverigo e la società Agri Trade Srl di Mariano Comense proprietaria di Villa Crivelli. Convenzione che prevede, a scomputo degli oneri di urbanizzazione, la ristrutturazione delle antiche Carceri da destinare a centro anziani, il restauro della porzione di Giardino per farne un parco pubblico, il recupero delle terrazze panoramiche su via Crivelli con la scalinata interposta e il restauro di via Crivelli.  La convenzione era già scaduta una prima volta nel 2010, in seguito  è stata prorogata fino al 2012. 

Con l’interruzione dei lavori e  il  fallimento della Spini & Zoja, socia di Agri Trade Srl (società di Giorgio Pozzi, attuale presidente della Commissione Territorio di Regione Lombardia ndr), il Comune di Inverigo sarà presto nelle condizioni di incamerare le fidejussioni bancarie poste a garanzia della convezione.
Memoria storica di Villa Crivelli è l’ex custode , Matteo Piancone, sfrattato nell'ottobre del 2011 per consentire il completamento dei lavori mai eseguiti per il sopraggiunto fallimento della Spini & Zoja.
Dal suo punto di osservazione privilegiato  ha seguito l'avanzamento dei lavori e i prolungati e inaspettati fermi del cantiere,  ma ha anche assistito alla rimozione degli affreschi sulla torre, all'innalzamento di solette e tramezze che coprono i dipinti e al progressivo stato di abbandono della Villa.  "Quando sono iniziati i lavori,   durante la fase di consolidamento dei muri sono emersi dagli intonaci gli antichi affreschi della Villa. E' stato necessario allertare la Soprintendenza...  - racconta Matteo - Si capiva che qualcosa non andava perché i lavori procedevano a rilento, sensazione confermata parlando con i capicantiere. Gli operai venivano al lavoro ma rimanevano praticamente inattivi in attesa di disposizioni... La villa cadeva a pezzi ed era pericolosa anche per i pochi visitatori. Ho inviato una lettera alla prefettura e alla Procura della Repubblica per denunciare il degrado che vedevo".  
Siamo nel 2006, poco prima dell’inizio dei  restauri, diretti da Marcello Pozzi, fratello di Giorgio. Nel frattempo prosegue il via vai di potenziali acquirenti. A visitare i luoghi dove sorgeranno gli appartamenti di lusso arrivano in tanti: privati cittadini, facoltosi uomini di affari, famosi giornalisti come Enrico Mentana e anche politici, tra cui il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni
Nel 2008 inizia la grande campagna di marketing, si mostrano alla stampa  i lavori fin lì eseguiti annunciando che la Villa "tornerà presto agli antichi splendori". In realtà ne viene ristrutturata soltanto una minima parte.  "L'impressione - aggiunge Matteo - è che per semplificarsi i lavori e renderli meno onerosi abbiano deciso di sbarazzarsi quanto più possibile di ogni vincolo imposto dalla soprintendenza... Se un affresco viene lasciato senza protezioni e scompare sotto l'effetto delle intemperie non devi più sostenere i costi di restauro". 
Un andazzo che getta ombre sul progetto e che per Matteo trovano conferma nel 2010, quando accompagna la proprietà durante una delle  rare visite. "Davanti al Castrum, i proprietari e i tecnici hanno iniziato a parlottare e ho udito chiaramente che la ristrutturazione di quello stabile  (da riconsegnare al Comune come centro anziani ndr) non sarebbe mai stata eseguita. Ho cercato di comunicare i miei dubbi al sindaco Bartesaghi ma non sono stato ascoltato. Dopo le segnalazioni fatte anche alla soprintendenza non mi è rimasto altro che la denuncia pubblica. Dopo poche settimane ho ricevuto l'ingiunzione di sfratto.
Quello che invece rimane agli atti è che il Comune concede nel 2010 altri due anni di proroga per consentire alla società di consegnare le opere secondo convenzione. Il resto è evidente. Villa Crivelli, uno dei tesori paesaggistici ed architettonici del nostro territorio, è in completa rovina. A fianco del suo storico giardino sorge un ecomostro, un incompiuto edificio di tre piani in cemento armato adibito a rimessa auto.
 
 

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