Seregno - Il Piano di vendita degli immobili blocca il bilancio, su AEB l'ombra del fallimento di Sinergie Italiane

L’area del CRU17 svalutata del 66% in due anni e mezzo

di @nonymous 12

La discussione del bilancio comunale di previsione è a un punto fermo a causa del contestato piano di alienazione degli immobili. Un piano che vale € 6.297.450 nel triennio 2012-2014 con la parte più sostanziosa concentrata quest’anno. Le entrate previste sono € 4.356.300 nel 2012, €1.910.150 nel 2013, € 310.000 nel 2014 (vedi sotto).
Un piano, viste le cifre in gioco, essenziale per l’approvazione del bilancio ma che ha fatto storcere il naso all’interno della stessa maggioranza a causa delle valutazioni di alcuni immobili e terreni.

Un caso emblematico è il capannone industriale di via Magenta (CRU17/A) che in neanche due anni ha perso il 50% del suo valore.

Infatti se nel Piano di alienazione degli immobili del trienno 2011-2013 approvato dal consiglio comunale il 14/12/2010 era valutato € 1.000.000, nella proposta portata in Giunta dalll’assessore al Bilancio, Vito Potenza, il valore dello stesso immobile è sceso a € 500.000 con un deprezzamento del 50%.

Ma se si torna più indietro nel tempo la perdita di valore dell’immobile è ancor più consistente.
Nel 2009 infatti l’immobile viene valutato nel bilancio preventivo per il triennio 2010-2012  € 1.500.000 (vedi sotto pag.10). L’alienazione, dopo essere passata in commissione, viene inserita nel bilancio preventivo ai primi di dicembre del 2009 ma qualche giorno dopo la stessa maggioranza presenta una mozione per stralciare il CRU17/A dal piano delle alienazioni. La mozione viene votata e approvata il 16/12/2009.

Quando un anno dopo, nel dicembre 2010, il prezzo dell’immobile di via Magenta passa da € 1.500.000 a € 1.000.000 (vedi sotto pag.9) la cosa non può non dare nell’occhio. Il consigliere Mauro Ballabio del PD a chiede spiegazioni, a cui risponde l’assessore all’Urbanistica Edoardo Mazza: “Bisogna considerare che il valore di un milione di Euro è semplicemente un prezzo di massima. Poi quando e se si deciderà di alienare il C.R.U. 17/A nel 2012, verrà incaricata l’Agenzia del territorio presumibilmente, comunque un ente terzo che potrà fare una equa valutazione dell’immobile e qualora dovesse essere ceduto tramite un’asta pubblica. Quindi noi auspichiamo di poter incassare ben più di un milione di Euro” (vedi consiglio comunale del 14/12/2010 ndr).

Un anno e mezzo dopo quell'auspicio, il valore dell’immobile crolla ancora, anzi si dimezza, e il CRU 17/A viene inserito nel piano di vendita con un valore presunto di € 500.000.
Per giustificare il deprezzamento, nel vertice di maggioranza di qualche giorno fa è stato detto che il valore di € 1.500.000 era stato proposto quando assessore all’Urbanistica era Attilio Gavazzi che voleva valorizzare l’immobile concedendo volumetria. Un progetto che avrebbe portato alla costruzione di un palazzo di altezza paragonabile ai 14 piani della vicina torre della stazione.
Sentito su questo argomento Attilio Gavazzi, uscito dalla Giunta nel maggio 2011, ricostruisce così la vicenda per il periodo che lo ha visto protagonista: “ Nella convenzione per la costruzione della torre della stazione era prevista la cessione di quei capannoni dismessi (CRU17/A ndr).
Al momento di chiedere l'agibilità della torre, la proprietà ci chiese se li cedevamo a loro per € 600.000. Il responsabile territorio di quel periodo, che collaborava con me, mi fece notare la stranezza della richiesta, in quanto non potevamo cedere un immobile del quale non eravamo ancora entrati in possesso e poi la cifra era estremamente bassa. Infatti mi disse che con la cartolarizzazione e la valorizzazione dei beni pubblici, l'amministrazione avrebbe potuto realizzare ben di più.
Facendo un piano attuativo con variante al PRG vigente si sarebbero potuti ottenere 5.000 metri cubi e stante ai prezzi di mercato, € 300 a metro cubo, avremmo ricavato € 1.500.000.
Il responsabile territorio mi ricordava che la procedura da seguire per la vendita era quella dell'asta pubblica, tenendo come valore base proprio quel milione e mezzo di euro... e poi avremmo visto cosa sarebbe successo. In questo modo saremmo stati sicuri di non causare danno erariale per sottovalutazione del bene pubblico
”.

A distanza di appena tre anni il milione e mezzo di euro si riduce a un terzo, inferiore anche alla proposta ritenuta "estremamente bassa" di € 600.000 fatta dal costruttore nel 2008.

Ma non è finita qui perché nel 2011 l’architetto Drogo, ritenuto molto vicino al vicesindaco Gianfranco Ciafrone, presenta a vari operatori tra cui i proprietari di Fureco il cui stabilimento è attiguo all’immobile di via Magenta , il progetto per costruire una palazzina proprio sul CRU17/A, cioè su un’area che non è stata, ad oggi, ancora alienata dal comune e per la cui vendita non è ancora stata indetta un’asta.

La strana storia della valutazione del CRU 17/A e degli interessi che vi ruotano ha creato non pochi mal di pancia all’interno della stessa maggioranza, in particolare nelle file dei consiglieri della Lega Nord. Nel 2010 era stato, invece, il consigliere del PDL Antonio Graziano, a quei tempi membro della commissione territorio, a dire pubblicamente a proposito della cessione dell’immobile a € 1.000.000 invece di € 1.500.000 che “una porcheria del genere non l’avrebbe avallata”. Ma, poi, nel dicembre 2010 la maggioranza aveva votato compatta il piano di alienazione con il valore del CRU 17/A fissato a un milione di euro.
Adesso bisognerà vedere se i mal di pancia saranno abbastanza forti da vincere le direttive di partito.

 

Il fallimento di Sinergie Italiane affossa il bilancio di AEB

Il Piano di alienazione degli immobili, che vale complessivamente € 6.297.450, prevede per il 2012 la vendita di proprietà comunali per € 4.356.300 mentre i restanti € 1.941.150 sono calendarizzati per il biennio 2013-2104.

La concentrazione delle vendite nel 2012, un anno in cui si sa già che il mercato immobiliare sarà fermo, è poco spiegabile se non con l’urgenza del Comune di Seregno di coprire un imprevisto buco di bilancio.
Il buco sarebbe stato causato dalla riduzione degli utili di AEB, società controllata al 100% dal Comune di Seregno. Nel 2011 AEB ha contribuito per € 1.200.000 al bilancio del comune, mentre per quest’anno molto difficilmente sarà in grado di sostenere allo stesso modo le casse comunali. Sui suoi conti grava, infatti, il peso del fallimento di Sinergie Italiane partecipata per il 7,182% proprio da AEB.

Nata il 31/07/2008 per essere un player internazionale e per superare i costi di intermediazione, Sinergie Italiane, controllata da Ascopiave, Iren, Amga Legnano, Blugas, Unità Progetti e Sviluppo srl e AEB, è finita schiacciata nel mercato internazione del gas accumulando perdite per 92 milioni di euro e un patrimonio negativo di 88,7 milioni di euro. Nell’aprile di quest’anno il debito di Sinergie Italiane è stato ripianato dai soci e la società è stata messa in liquidazione. Il debito a carico di AEB si aggira sui 5-6 milioni di euro.

A causare il fallimento di Sinergie Italiane sarebbe stato un contratto “take or pay” stipulato con i russi di Gazprom per la fornitura di 1,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno per 11 anni a partire dall’ottobre 2010. Il contratto take or pay prevede un prezzo fisso di acquisto valido per un certo numero di anni.
Quello che non ha funzionato per Sinergie Italiane è che il contratto è stato sottoscritto in un periodo in cui il prezzo del gas era del 40% superiore al prezzo a cui si tratta oggi il gas naturale e le prospettive, almeno sul breve periodo, non saranno molto diverse (vedi prezzi storici gas naturale). Solitamente ci si assicura contro il rischio  dei contratti "take or pay" facendo operazioni "contrarie" sul mercato dei futures e dei derivati.
Se oltre ai 5-6 milioni di euro rimarrà sul groppone di AEB anche il contratto take or pay stipulato fino al 2021 con Gazprom (vedi articolo), si produrrà una erosione degli utili dei suoi bilanci futuri con conseguenze anche sui bilanci futuri del comune di Seregno.

Il fallimento dell'avventura di Sinergie Italiane, condotta per AEB  dal presidente Maurizio Bottoni, rischia di travolgere non solo il management che ha voluto l’operazione ma anche la parte politica che l’ha sostenuta. 

Piano di alienazione degli immmobili 2012-2014 e CRU17 negli anni precedenti