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di Stefania Totaro da il Giorno
SONO STATI ARRESTATI l’altra notte dai carabinieri e riportati in carcere dopo la condanna in appello anche per associazione di stampo mafioso. Dietro le sbarre sono tornati l’imprenditore di 46 anni domiciliato a Brugherio Marcello Paparo (che si trovava agli arresti domiciliari), i suoi fratelli Romualdo e Salvatore, la figlia Luana, il fidanzato Michele Ciulla e il ‘compare’ Carmelo La Porta. La custodia in carcere è stata decisa come misura di sicurezza dalla Corte di Appello di Milano per “pericolo di fuga” in attesa della sentenza definitiva della Corte di Cassazione a cui hanno presentato ricorso i difensori degli imputati. «Presentiamo subito ricorso al Tribunale del riesame di Milano contro questa misura decisa dalla Corte di Appello, che è pazzesca», ha dichiarato l’avvocato Amedeo Rizza, difensore insieme al collega Francesco Calabrò di Marcello Paparo, Luana Paparo e il fidanzato Michele Ciulla. Marcello Paparo e gli altri cinque imputati erano stati assolti in primo grado dal Tribunale di Monza dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e condannati a pene tra 6 e 2 anni di reclusione con immediata scarcerazione per Romualdo Paparo, arresti domiciliari per Marcello Paparo (condannato a 6 anni di reclusione per detenzione illegale di armi, lesioni aggravate e violenza privata, in continuazione con un’altra condanna già avuta per armi nel 2005) e l’immediato dissequestro di tutti i beni dei Paparo bloccati nel marzo 2009 quando erano scattati gli arresti chiesti dalla DDA di Milano nei confronti dei presunti componenti della n’drina dei Paparo di Isola di Capo Rizzuto, che avrebbe agito anche nell’hinterland allo scopo di insinuarsi negli grossi appalti di facchinaggio e trasporto in catene di supermercati con il Consorzio di cooperative Ytaka di Brugherio.

