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di Veronica Todaro da il Giorno
COME PROMESSO, lunedì sera sono arrivati agguerriti e non si sono lasciati scappare l’occasione di un confronto con il sindaco, prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale. Si tratta dei genitori e dei membri dell’Associazione «Taccona» preoccupati per lo stato di «salute» del tetto in eternit situato sul plesso scolastico «Salvo D’Acquisto» di via Fratelli Cervi. Già in mattinata i genitori avevano promosso una raccolta firma da presentare all’Amministrazione comunale per avere risposte. In meno di due ore hanno raccolto 350 firme e l’altra sera hanno anche mostrato, cellulari alla mano, le foto dei rappezzamenti operati sul tetto che lasciano poco spazio all’immaginazione. I genitori e l’Associazione, in sostanza, chiedono da mesi la documentazione delle verifiche tecniche certificate, effettuate negli anni, con relativo indice di degrado e le conseguenti azioni intraprese secondo le normative vigenti nazionali e regionali.
Già nel gennaio del 2008, infatti, il Settore sviluppo del territorio Urbanistica attuativa aveva redatto il censimento dell’amianto. Per il tetto del plesso scolastico, un edificio costruito nel 1978, per una superficie di 1.750 metri quadrati circa, il responso era stato lapidario: «Condizione del materiale: friabile». Oggi, però, a quattro anni da quel censimento, il tetto è ancora lì tale e quale, sulle teste di circa 650 bambini, tra medie, elementari e scuola materna, situata a pochi metri di distanza dalle altre due. «Non ci bastano le parole - ha detto una mamma al sindaco Pietro Zanantoni -. Vogliamo i documenti per dormire sonni tranquilli, anche perché se tra qualche anno qualcuno dei nostri bambini dovesse ammalarsi a causa dello sfarinamento del tetto, vi riterremo responsabili e procederemo penalmente». Dal canto suo, l’Associazione Taccona ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Monza per segnalare la mancata consegna della documentazione.
«NON RIUSCIAMO a raggiungere il nostro obiettivo - spiegano dall’Associazione -. Non ci è dato di sapere quali siano le reali condizioni del tetto in quanto non è previsto l’esame con rispettivo indice di valutazione. Presumiamo pertanto che tale documentazione non sia mai stata fatta, nonostante fosse prevista per legge». Ad alimentare la paura dei genitori c’è anche il fatto che qualche anno fa, a causa di infiltrazioni dal tetto, si erano formati dei gocciolamenti dai soffitti della scuola. I bambini avevano addirittura giocato con quell’acqua, proveniente dalla copertura in eternit. Il sindaco, che ha ascoltato gli sfoghi di tutti, ha continuamente ribadito però la sua più totale tranquillità sul caso: «La situazione è sotto controllo e, come hanno accertato i tecnici, non c’è nessun allarme per la salute perché l’eternit ha ancora una buona consistenza, senza rilevazioni di sfarinamenti».

