Lele Mora, i furbetti del quartierino e il “sacco di Inverigo”

di badseeds

Politici corrotti, imprenditori senza scrupoli, bancarottieri con finanziarie nei paradisi fiscali, assaltano il territorio e si lasciano macerie alle spalle, contrastati nella loro avanzata dal coraggio e dalla tenacia di gruppi di cittadini riuniti in associazioni.

Inverigo per tanti anni è stato anche questo, un comune sotto il costante attacco della speculazione edilizia spinta da interessi milionari.

La prima vicenda risale alla fine degli anni 60 quando le immobiliari   Astaie e Victory   decidono di costruire un campo da golf con annesso complesso residenziale per oltre 1.330.000 metri cubi.  Il progetto verrà bocciato dal comune di Inverigo a seguito della dura opposizione delle associazioni cittadine, si aprirà un contenzioso e una colossale causa di risarcimento che peserà per decenni come una spada di Damocle sulle finanze comunali.

Nel 2000 inizia invece la ristrutturazione di “Villa Crivelli” di proprietà della Agri Trade S.r.l. di Giorgio Pozzi, una vicenda ancora in corso che ha lasciato alle sue spalle: un fallimento, un cantiere abbandonato e la costruzione di un ecomostro, come  documentato in vari articoli apparsi su questo sito.

L’ultima speculazione tentata, in ordine di tempo,  riguarda la costruzione di un albergo e di un complesso residenziale ai piedi della collina della storica Rotonda del Cagnola. Anche in questo caso la proprietà ha minacciato azioni legali di fronte ai primi no espressi in consiglio comunale.
 

Tanti grossi affari per un piccolo comune della Brianza di poco più di ottomila abitanti.

Il grande interesse delle immobiliari per Inverigo  si spiega con la sua posizione strategica tra Como e Milano e la bellezza dei suoi paesaggi; un luogo in grado di garantire sicuri rendimenti a progetti immobiliari di pregio. Una cordata di politici e imprenditori, affiatata, politicamente contigua,  legata da amicizie personali e da comuni interessi, se ne è accorta e ha messo da tempo le mani sulla città.

I protagonisti di questo assalto al territorio sono:
Giorgio Pozzi, costruttore, politico PDL,  consigliere regionale e presidente della Commissione Territorio della Regione Lombardia;
Giovanni Semeraro, attraverso la Building Real Estate Srl che ha rilevato la proprietà della Victory;
Giuseppe Riva, titolare della Riva Giardini, coordinatore del PDL a Lurago d’Erba e proprietario dell’area nei pressi della Rotonda del Cagnola sulla quale dovrebbero sorgere l’hotel, il motel con ristorante e le quattro palazzine residenziali.

Tutte persone  che hanno in comune una frequentazione con Lele Mora, adesso in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta per delle discutibili operazioni di compravendita immobiliare.

Lele Mora non ha mai nascosto la sua "grande amicizia" con Giorgio Pozzi e si è mobilitato per sostenere la candidatura dell’amico in occasione delle elezioni Regionali del 2010. Sono ancora reperibili in rete stralci della kermesse elettorale organizzata da Pozzi presso la Riva Giardini di Lurago d’Erba, alla presenza di tutto lo stato maggiore regionale del PDL e di politici nazionali del calibro di Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, socia del Billionaire.
Per l’occasione Lele Mora portò con sé le ragazze della propria scuderia, alcune delle quali compariranno nei verbali  delle intercettazioni tra Nicole Minetti e Silvio Berlusconi, intercettazioni in cui verrà tirato in ballo anche Giorgio Pozzi descritto in compagnia di una “fighissima rumena”.
Lo stesso Mora  si adopererà anche per un altro politico brianzolo e socio di affari di Pozzi, ovvero Massimo Buscemi.

Ma il sostegno di Lele Mora alle campagne elettorali di alcuni politici lombardi non si spiega solo con l’amicizia personale, fra di loro corre anche una comune passione per il mattone.
Dal 2007 Mora ha interessi con Giovanni Semeraro, mobiliere bresciano. I due sono coinvolti in vendite di immobili effettuate nel probabile tentativo di mettere al riparo l’impero finanziario di Mora minacciato dal fallimento e dal fisco. Compravendite che sono finite nel mirino della magistratura, come riporta Gianfrancesco Turano  nell’articolo pubblicato su l’Espresso del 23 giugno 2011.

L’intermediario tra Mora e Semeraro è Angelo Luigi Zavaglio che oltre ad essere amministratore del locale Billionaire beach di cui Mora è socio, è uomo di fiducia di Semeraro, nonchè Presidente nella CV Ultra S.A., altra società Lussemburghese riconducibile sempre a Giovanni Semeraro.
In una interrogazione parlamentare il senatore Lannutti ha, inoltre, chiesto al Governo di indagare i rapporti tra i manager legati a Semeraro, come Angelo Luigi Zavaglio e i "furbetti del quartierino", ovvero banchieri, finanzieri e immobiliaristi protagonisti delle scalate Antonveneta-Bnl.  Lannutti si domanda che ruolo abbiano giocato banche e finanziarie come la Fpm Realty, sempre riconducibile a Giovanni Semeraro e che ha tra i soci Giampiero Palenzona, fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit.

Un altro tassello per comprendere i rapporti tra un certo mondo dell’imprenditoria e la politica che  hanno trovato a Inverigo un punto di incontro lo fornisce la figura di Filippo Duzioni, referente nella zona per la Building Real Estate di Giovanni Semeraro.

Duzioni è in carcere per il suo coinvolgimento in un sistema di presunte tangenti versate a politici  per ottenere modifiche ai PGT di vari comuni  in Brianza e con l’accusa di aver finanziato illecitamente la campagna elettorale di Ponzoni per complessivi 300.000 euro. Prima di essere travolto dalle inchieste giudiziarie Duzioni si adoperò per salvare “tre navi che stavano per affondare portandosi con sé  i marinai di pregio”. Una di quelle navi era sicuramente la Pellicano Srl i cui soci erano tra gli altri: Giorgio Pozzi, Massimo Ponzoni, e Massimo Buscemi.

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