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I sindaci accusano patto di stabilità e taglio dei trasferimenti
di Laura Guardini da il Corriere della sera
MILANO — Sono 11 mila i chilometri delle provinciali e 58 mila quelli delle comunali. Appena 900 quelli delle statali e ancora meno, 560 chilometri, delle autostrade: ma è da queste ultime che arrivano i soldi dei pedaggi. A livello nazionale sono circa 5 miliardi all’anno. Tanti soldi che però si possono usare solo per costruire altre autostrade. «E intanto mancano i quattrini per sistemare le altre strade: lavori di manutenzione che darebbero anche tanti posti di lavoro con investimenti modesti» dice dal Politecnico di Milano, dove insegna Economia applicata, il professor Marco Ponti, 71 anni. «Sono proprio contento che qualcuno se ne accorga—replica Attilio Fontana, 60 anni, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, l’associazione dei 1546 comuni della regione. —E le strade sono ciò che salta più all’occhio: perché i soldi mancano anche per gli edifici pubblici, i giardini, la gestione ordinaria: di quella straordinaria non parliamo neanche».
Sotto accusa ancora una volta e più che mai, il patto di stabilità: le regole di limitazione della spesa fissate dall’Europa alla vigilia della nascita della moneta unica. Non si può spendere, neanche se i soldi ci sono: «Nella mia città avrei opere cantierabili domani per 14 milioni: sarebbero anche posti di lavoro», dice Fontana. Che snocciola anche le cifre dell’altro punto dolente, i tagli dei trasferimenti alle casse municipali: «Solo nel 2012, due miliardi e 450 milioni. Si aggiungono al miliardo e mezzo del 2011 e al totale di 4,5 del triennio precedente ». Se il professor Ponti sottolinea che «comunque i comuni dovrebbero consorziarsi per indire insieme le gare, mentre non hanno fatto grandi sforzi per razionalizzare», in provincia di Bergamo ci sono 11 i sindaci che, dopo aver risparmiato per guadagnarsi la qualifica di «virtuosi», non hanno mai visto i 4 milioni di bonus (sotto forma di possibilità di spendere) che in quel modo credevano di essersi guadagnati.
«Abbiamo 350 mila euro in cassa e 84 chilometri di strade da asfaltare, ma non possiamo tappare neanche una buca» ha detto al Corriere di Bergamo Giuliano Ghisalberti, il sindaco di Zogno, 9 mila abitanti. «Non possiamo fare manutenzione e le strade sono un gruviera— conferma Enea Bagini da Ciserano, 5.700 abitanti —. C’è la questione della sicurezza ma anche quella di ulteriori spese: la nostra franchigia è appena passata da 500 amille euro». Il sindaco si riferisce all’indennizzo che può essere chiesto all’amministrazione quando la causa del sinistro è — per esempio — una buca. Buche e asfalto sconnesso (non meno della rotaie dei trammilanesi) sono lo spauracchio di ciclisti e motociclisti che, non di rado, hanno tutto il tempo per mandare a memoria gli ostacoli sui rispettivi percorsi, a conferma del fatto che le riparazioni si fanno desiderare.

