Monza - Cantieri più sicuri: la Brianza firma un patto antimafia

Osservatorio e stazione appaltante unica

di Monica Guzzi da Il Giorno

— MONZA —
«IN QUESTE ore a pochi chilometri di distanza ci sono stati arresti che hanno coinvolto anche amministratori pubblici. Il protocollo che stiamo firmando è una risposta che vogliamo dare tutti insieme alla richiesta di legalità e trasparenza». Il presidente della Provincia Dario Allevi ha spiegato così la firma dell’accordo per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel comparto delle costruzioni in Brianza, avvenuta ieri mattina nella sede di rappresentanza della Prefettura.

ALLA FIRMA del protocollo hanno partecipato 16 enti. L’accordo è stato sottoscritto dal Prefetto Giovanna Vilasi, il presidente della Provincia, il presidente della Conferenza dei Sindaci, i rappresentanti dei Sindaci della Brianza, dell’Asl, della Camera di Commercio e delle parti sociali e datoriali del comparto delle costruzioni. L’intesa prevede un pacchetto di azioni mirate alla sicurezza e alla legalità, anche alla luce delle indagini giudiziarie degli ultimi anni, che hanno svelato le infiltrazioni della criminalità organizzata in settori economici significativi come appunto quello delle costruzioni. «Questo accordo è un grosso risultato, perché mette insieme le forze istituzionali e sociali della Brianza - sottolinea il Prefetto Vilasi -. È uno strumento che ci permetterà di contrastare tutti i tentativi di non rispetto della legalità e di infiltrazioni nel campo degli appalti». Quattro le linee di intervento, sottolinea il Prefetto, a partire dalla nascita di un osservatorio on line con una banca dati con diversi gradi d’accesso, dal semplice cittadino alle forze dell’ordine: sarà consultabile l’elenco dei cantieri aperti nel Comune di residenza e la tracciabilità di qualsiasi movimento di denaro, comprese le retribuzioni del lavoro dipendente. Previste anche clausole risolutive per inosservanze nelle gare d’appalto; una valutazione delle offerte che non tenga conto solo del criterio del massimo ribasso, con un premio (il 30 per cento del punteggio) alle imprese più attente alla sicurezza; infine verifiche e controlli dei cantieri che saranno portati avanti dalle forze dell’ordine con la polizia locale, ma anche dalla stazione appaltante. Si va infatti verso la stazione unica, garanzia di maggiore trasparenza e correttezza negli appalti. Attenzione alla formazione, mentre entro nove mesi ci sarà una prima verifica dei risultati.

«DOBBIAMO aiutarci fra persone perbene a tenere fuori dalla porta i tentacoli della mafia - aggiunge Allevi -. Spesso le gare si vincono al massimo ribasso e poi quello che arriva lo tocchiamo con mano: lavoratori in nero, scarsa sicurezza eccetera». Per questo motivo Giacinto Mariani, presidente della Conferenza dei sindaci Asl di Monza e Brianza, sottolinea la necessità dell’impegno di tutti i primi cittadini. «Quest’accordo è nato sull’onda dell’operazione Infinito, che ci ha svegliati un po’ tutti - spiega Mariani -. Siamo partiti dal protocollo sulla sicurezza dei lavoratori e la serietà delle imprese per arrivare a stabilire criteri per evitare che le imprese colluse con le mafie lavorino sul territorio».

«Se i Comuni non pagano vincono sempre i soliti»
IL PROGETTO sulla carta è bello. Ora si tratta di applicarlo. E non sarà facile. Lo dicono i sindaci di destra e di sinistra. Roberto Rampi, vicesindaco di Vimercate (centrosinistra), solleva la questione delle risorse.
«Questo accordo è una bellissima cosa - premette -. La parte migliore dell’accordo è quella che premia le aziende con caratteristiche positive e che garantiscono sicurezza. Ma se non viene sbloccato il patto di stabilità e non ci permettono di pagare i fornitori, alla fine alle gare parteciperanno sempre le solite imprese. Perché questo accordo si realizzi appieno dobbiamo liberare i Comuni dal patto di stabilità. Altrimenti alle gare ci saranno sempre soltanto quelli che con chissà quali soldi si possono permettere di essere pagati fra qualche anno».

«LA GRANDE sfida ora è l’applicazione di questo protocollo - conferma il presidente della conferenza dei sindaci Giacinto Mariani, primo cittadino di Seregno (centrodestra) -. Bisogna lavorare sulla formazione del personale e aiutare i Comuni più piccoli, in difficoltà perché non hanno personale. Quelli più grandi potrebbero mettere a disposizione la loro polizia locale per effettuare i sopralluoghi. Chiedo quindi l’impegno di tutti e che dopo la sottoscrizione l’accordo venga trasferito agli uffici tecnici e a settembre si faccia una riunione tecnica per vedere come applicarlo».

monica.guzzi@ilgiorno.net