Desio - Tribunale chiuso da Monti? Romeo: «Sbagliato proprio qui, favore alla mafia»

di Stefania Totaro da Il Giorno
 
— DESIO —
IL TRIBUNALE a Desio è stato soppresso. E si scatenano le polemiche. A insorgere sono tutti gli addetti ai lavori, amministratori e politici che in questi mesi si sono battuti per mantenere la sede distaccata del Tribunale di Monza in Brianza finita nel mirino della Spending Review. Invece il Consiglio dei ministri ha spazzato via con un decreto legislativo tutte le 220 sedi distaccate di Tribunale in Italia, compresa quella di Desio. A nulla sono valse la lettera inviata al Ministro della Giustizia dal presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi, dal presidente del Tribunale di Monza Anna Maria Di Oreste, dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Monza e Brianza Francesca Sorbi e dai Comuni di Desio e Monza. E neanche la mozione promossa dalla Lega Nord e approvata dal Consiglio regionale della Lombardia. «Sono molto arrabbiato - commenta il consigliere regionale lombardo della Lega Nord Massimiliano Romeo, che si era fatto portavoce della mozione per evitare la soppressione della sezione distaccata del Tribunale di Monza a Desio -. Quella di Desio è la sede distaccata più grande d’Italia, una sede virtuosa, composta da gente che lavora in modo solerte e mi vanno a colpire con la Spending Review un Tribunale che davvero funziona».
Massimiliano Romeo si infuria ancora di più quando ripensa che il Ministro della Giustizia ha sottolineato come non siano stati soppressi i Tribunale nelle zone colpite dalla mafia. «Questo Ministro non ha capito nulla - continua il consigliere regionale leghista - perché anche il Tribunale a Desio lavora in un territorio dove è stata accertata la presenza della ’ndrangheta. Questo provvedimento di soppressione finisce per fare un favore alla mafia. Siamo davvero stufi. L’unica cosa che rimane da fare è disobbedire alle leggi dello Stato e piazzarsi davanti al Tribunale di Desio per evitare che venga chiuso».
IN TUTTE LE SALSE dalla Brianza è stato lanciato a Roma l’allarme per salvare la sede distaccata di Desio dove «risultano in carica 7 magistrati e nel solo anno 2010/2011 sono sopravvenuti 6.323 procedimenti civili e 977 penali». Quanto alle spese annue sostenute per il funzionamento dell’Ufficio giudiziario, le stesse «ammontano - è stato spiegato nella lettera al Ministro - a 196.274 euro per utenze telefoniche, riscaldamento, manutenzione e servizi; mentre per la locazione non vi è nessun costo in quanto l’edificio è messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Desio». Con il trasferimento a Monza, invece, «si sarebbe costretti a trovare ulteriori spazi in affitto che si sommerebbero ai 2.065.029 euro delle locazioni dei sei stabili attuali».
stefania.totaro@ilgiorno.net